Il giornalista è morto all’età di 95 anni. Era il cognato del fotografo Oliviero Toscani

Giorgio Pecorini, il non credente amico di don Milani

Don Lorenzo Milani con i ragazzi della scuola di Barbiana e Giorgio Pecorini (nel riquadro)

VOLTERRA (Pisa) – Il giornalista e scrittore Giorgio Pecorini, amico fraterno e interlocutore tra i più stimati di don Lorenzo Milani (1923-1967), a cui ha dedicato numerosi articoli e libri e in seguito appassionato curatore degli scritti del sacerdote fiorentino, è morto la notte scorsa all’età di 95 anni nella sua casa di Volterra (Pisa).
Era nato a Milano il 12 settembre 1924 ed era giornalista professionista dal 1 settembre 1945: nel corso della carriera ha lavorato per il Corriere della Sera e Il Giorno (fin dalla fondazione) ed è stato inviato dei settimanali L’Europeo e L’Espresso.
«È stato lucido fino alla fine», ha detto all’Adnkronos Oliviero Toscani, cognato di Giorgio Pecorini. Il giornalista aveva sposato la sorella maggiore del fotografo, Brunella Toscani, e il loro matrimonio fu celebrato a Milano da un altro noto sacerdote, don Carlo Gnocchi.
«Per me Giorgio è stato come un fratello più grande, una figura importante», ha commentato Oliviero Toscani, sottolineano che «è stato un serio professionista, incredibilmente tollerante e comprensivo, un grande umanista. Era religiosamente laico e al tempo stesso è stato una delle persone più importanti per don Milani, un suo confidente. E grazie a mio cognato è avvenuta la mia conoscenza diretta di don Milani».
Pecorini incontrò per la prima volta don Milani il 16 ottobre 1958 per intervistarlo per L’Europeo sulla condizione dei preti dopo l’uscita del controverso “Esperienze pastorali”, il primo libro del sacerdote, poi ritirato dal commercio con decreto del Sant’Uffizio perché “inopportuna la lettura”.
Il giornalista ne divenne amico, pur essendo non credente e restandolo per il resto della vita. Il suo nome è citato tra i corrispondenti dell’epistolario del priore di Barbiana.
Dopo la morte di don Milani, Pecorini ha scritto numerosi articoli e saggi su lui e la sua scuola di Barbiana. Tra suoi i libri figurano: “A messa con i carabinieri” (La Locusta, 1968); “Don Milani! Chi era costui?” (Baldini&Castoldi, 1996); “Don Milani, I care ancora”, con prefazione di Alex Zanotelli (Emi, 2001); “Il segreto di Barbiana ovvero l’invenzione della scuola” (con videocassetta, Emi, 2005); “Ascoltiamo la voce di Don Milani” (con audiocassette, Dalai Editore, 2007); “Fa’ strada ai poveri senza farti strada. Don Milani, il vangelo e la povertà del mondo d’oggi” (Emi, 2007).
Fra i meriti di Pecorini, di cui mai si vantava, quello di aver fatto conoscere l’esperienza scolastica che dette vita a “Lettera a una professoressa”, firmato da don Milani e i suoi ragazzi. La sorella di don Milani, Elena, così scrisse di Pecorini: «Fra i diversi autori di libri su mio fratello, Giorgio è l’unico che lo abbia veramente conosciuto nelle sue vesti di sacerdote e di maestro, ed è uno dei pochi “intellettuali” che sono riusciti ad instaurare un rapporto di profonda amicizia e stima con Lorenzo».
Tra gli altri libri di Pecorini “Il milite noto” (Sellerio, 1983), la storia della vita e della morte di un giovane caduto nella prima guerra mondiale; “La suora, la monaca” (Vallecchi, 1961), un’indagine sulle religiose nei conventi.
Nel 2016 Pecorini ha donato libri, riviste e documenti del proprio archivio al Circolo Libertario “Pietro Gori” di Volterra mettendoli, così, «a disposizione di chi chiunque interesse alla cultura libertaria ed anarchica». La donazione del giornalista e scrittore ha permesso la nascita di una biblioteca del movimento libertario ed anarchico, con la possibilità di leggere e studiare libri, riviste e documenti ormai introvabili». (adnkronos)

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