ANCONA – L’amministratore delegato Giampaolo Rossi presenta i palinsesti della Rai spiegando come cambiano i programmi, quali saranno le novità della prossima stagione televisiva in Italia e, soprattutto, rimarcando un concetto che da oggi diventa il vero mantra aziendale del “filosofo di Via Luigi Severo”: “Rai C’è”.
Procediamo per sintesi e per temi nella convinzione che gli italiani vogliano capire fino in fondo cosa succede dentro le mura di una grande azienda pubblica come la Rai. Partiamo, dunque, dalla relazione ufficiale tenuta da Giampaolo Rossi al Teatro delle Muse di Ancona.
Grazie alle donne e agli uomini della Rai
«Un saluto ai giornalisti, agli investitori, ai partner presenti, e un ringraziamento sentito – le prime parole di Rossi – soprattutto alle donne e agli uomini della Rai, perché dietro alle immagini non c’è soltanto una proposta editoriale, ma una macchina complessa di lavoro quotidiano, fatta di migliaia di volti, talenti, competenze, professionalità e responsabilità che rappresentano il vero valore della nostra azienda».
Perché da Ancona e non da Roma?
«Ad Ancona per una ragione precisa, che nasce da una scelta chiara: portare la Rai fuori dai suoi spazi tradizionali per ricondurla nelle piazze, nelle vie, tra le persone, nei territori, nella convinzione che il Servizio Pubblico non possa limitarsi a raccontare l’Italia, ma debba attraversarla, viverla, ascoltarla. Abitarla. La dimensione della Rai di oggi non può più essere letta come la somma di singole reti o singoli titoli, ma come un ecosistema editoriale e industriale insieme, che non ha equivalenti nel panorama audiovisivo nazionale e, direi, europeo. Questo avviene dentro un contesto che è profondamente cambiato».
Un decennio di profonde trasformazioni
«Negli ultimi dieci anni la televisione tradizionale ha attraversato una trasformazione profonda, che non può essere letta semplicemente come una contrazione, ma come un cambiamento strutturale del modo in cui le persone consumano contenuti, si informano, costruiscono le proprie abitudini di fruizione.
Viviamo un tempo in cui il sistema dei media sta cambiando drasticamente e in cui la platea televisiva tradizionale registra una progressiva flessione, soprattutto nelle fasce più giovani, mentre cresce un’esperienza sempre più articolata, che affianca allo schermo lineare nuove modalità di consumo, digitali e personalizzate, coinvolgendo ormai anche il pubblico più adulto. È dentro questo scenario che si misura la capacità di Rai di continuare a essere competitiva e rilevante, e i risultati dimostrano che, quando il Servizio Pubblico propone contenuti riconoscibili e condivisi, la risposta resta marcata, ampia e trasversale».
Gli ultimi successi nei grandi eventi
«I grandi eventi continuano a rappresentare uno degli elementi distintivi della Rai: dalle Olimpiadi ai Mondiali hanno registrato ascolti davvero elevati e una spiccata presenza anche tra i più giovani.
Questo grazie all’integrazione tra lineare e digitale, fino all’Eurovision e al Festival di Sanremo, che si conferma il principale evento aggregante in Italia (uno dei più importanti al mondo), capace di andare oltre la diretta televisiva e di generare una partecipazione diffusa, tra streaming, social e dibattito pubblico. Il pubblico non scompare, cambia, si muove, si moltiplica nelle forme e nei comportamenti, e la Rai dimostra di saperlo intercettare».
Rai broadcaster ufficiale del Latin Grammy
«Mi preme annunciarvi un nuovo evento internazionale che vede la Rai protagonista. L’Italia è stata nominata per ospitare il Latin Grammy, il format di tributo dell’Academy acclamato a livello mondiale.
E la Rai sarà il broadcaster ufficiale dell’evento che celebrerà la musica italiana, il talento delle nostre star e l’influenza culturale delle canzoni made in Italy nel mondo.
Rai e Grammy rappresenteranno, quindi, un binomio di qualità musicale e di esibizioni indimenticabili di acclamate star italiane e internazionali.
È dentro questa capacità di tenuta, di adattamento e allo stesso tempo di rilancio, che si misura la potenza di Rai, una potenza che non è difensiva e non nasce dalla semplice resistenza al cambiamento, ma dalla capacità di interpretarlo e, quando possibile, di condurlo».
Razionalizzare per liberare risorse e investire
«Il piano industriale, il piano immobiliare, la trasformazione in digital media company e i relativi investimenti tecnologici, la modernizzazione dei centri di produzione, l’evoluzione delle sedi non vanno letti come elementi accessori o separati dal prodotto, ma ne costituiscono il presupposto, perché la qualità editoriale nasce sempre dalla qualità delle condizioni produttive.
Razionalizzare significa liberare risorse da reinvestire. Innovare significa rendere possibile ciò che prima non lo era. E questa connessione tra industria e racconto è oggi uno dei punti decisivi della strategia che abbiamo in mente».
Un catalogo doppio rispetto alla Bbc
«Il claim di quest’anno è una dichiarazione di intenti molto chiara: Rai c’è. Rai c’è nel riassetto della propria offerta sul digitale terrestre, che dal 2010 non veniva modificata. Una Rai che c’è con RaiPlay, che si conferma un asset centrale di questa trasformazione, con un catalogo quasi il doppio di quello della Bbc, una base di utenti in crescita costante e un’eccezionale presenza nelle fasce più giovani con più di un terzo degli utenti under 35».

Incoronata Boccia, direttore dell’Ufficio Stampa Rai, ha condotto la serata di presentazione dei nuovi Palinsesti al Teatro delle Muse di Ancona
Rai c’è in RaiPlay Scuola e Learning
«Qui cui si compie un salto ulteriore: da un modello lineare a una piattaforma integrata del sapere continua, flessibile, raggiungibile, in grado di accompagnare studenti, famiglie e insegnanti in direzioni nuove di apprendimento.
Ma Rai c’è anche nella revisione dell’offerta Kids, un passaggio altrettanto radicale, con un nuovo brand, V/BE che nasce con l’obiettivo di coinvolgere direttamente il target della preadolescenza — i ragazzi tra i 10 e i 14 anni — aprendosi allo stesso tempo, in chiave aspirazionale, anche ai più piccoli, a partire dagli 8 anni, e costruendo un’offerta pensata per essere condivisa, capace cioè di parlare all’intera famiglia in una logica che rafforzi il valore relazionale del contenuto. Queste non sono revisioni. Sono cambi di paradigma e questa stessa visione si ritrova in tutti i segmenti dell’offerta di una Rai che, sì, c’è!».
È Italiana la grande novità
«La prima novità è quella del canale specializzato Italiana. Italiana nasce con l’obiettivo di raccontare l’Italia reale nelle sue dimensioni territoriali, culturali e produttive, sviluppando una narrazione identitaria e allo stesso tempo moderna, capace di valorizzare un patrimonio unico e di renderlo fruibile in forma crossmediale. Siamo i primi in Europa nel racconto del territorio, ci tengo a ricordarlo, e dunque questo nuovo canale esalterà la straordinaria ricchezza del nostro Paese con una proposta distintiva e fortemente riconoscibile».
Uno dei pilastri è l’offerta della fiction Rai
«Rai Fiction mantiene uno dei pilastri dell’offerta che, oggi più che mai, assume una funzione chiave di presidio identitario e collante sociale, in grado di far convivereg enerazioni, valori, contraddizioni ed epoche. Per la prossima stagione prosegue il grande racconto popolare che continua a distinguere la produzione Rai. Si consolida il rapporto con i grandi volti della nostra serialità e, allo stesso tempo, si investe con convinzione sulle nuove generazioni, per una Rai che sia sempre più autentico vivaio nazionale e laboratorio permanente di creatività».
Rai Cinema continua a investire nel talento
«Rai c’è nel cinema, non limitandosi a sostenerlo, ma contribuendo a costruirne visione e immaginario. Attraverso un impegno costante, Rai Cinema continua ad investire nel talento e nel racconto come elementi fondanti dell’industria cinematografica italiana, in termini di creazione di valore e occupazione.
Rai c’è nel documentario, un asset strategico del Servizio Pubblico, anche per il contributo legato alla promozione dell’immagine dell’Italia nel mondo. Rai c’è ed è asse portante di tutto il settore dell’animazione, nel quale il Servizio Pubblico continua a investire con decisione, confermandosi un punto di riferimento non solo nazionale ma europeo, accanto ai principali broadcaster pubblici. Rai c’è nel sostegno all’intera industria dell’audiovisivo italiano che senza lo sforzo di Rai non potrebbe sopravvivere alle dinamiche della produzione globale».
Il mondo dello Sport sempre in primo piano
«Rai c’è nel racconto sportivo, che per l’azienda rappresenta prima ancora che una scelta editoriale una scelta identitaria, perché lo sport è uno degli spazi in cui la Nazione si riconosce, si narra e trova unità.
La Rai continua a essere la casa della maglia azzurra e di tutte le discipline sportive, garantendo un’offerta rotonda in chiaro, che tiene insieme grandi eventi internazionali e una valorizzazione dello sport in tutte le sue forme, in un impegno che negli ultimi anni si è tradotto in investimenti rilevanti e in una presenza costante».
Dai Mondiali di calcio a quelli di ciclismo su strada
«Dal 2023 Rai ha investito oltre 600 milioni di euro nell’acquisto dei Diritti Sportivi sia ordinari che legati ai Grandi Eventi (i Mondiali di calcio in questi giorni in svolgimento in America, le Olimpiadi invernali di Milano/Cortina, le Olimpiadi estive di Parigi, gli Europei di Calcio in Germania); costi a cui vanno aggiunti quelli delle complesse macchine produttive ed editoriali per mettere in piedi racconti così articolati.
Tra gli eventi principali della stagione prossima vi segnalo il cammino in Nations League della Nazionale di Calcio, gli Europei di Volley femminile e maschile, la Coppa del mondo di sci alpino, l’America’s Cup, i Mondiali di Ciclismo su strada».
Informazione e Intrattenimento
«Rai c’è anche quando crede con determinazione nell’informazione e nell’approfondimento, e non lo afferma soltanto come principio, ma lo dimostra con scelte concrete, industriali, editoriali e aziendali. Non a caso, e voglio sottolinearlo, il numero dei programmi e delle ore di inchiesta è aumentato costantemente passando, queste ultime, dalle circa 400 ore del 2023 alle quasi 700 del 2025».
La Rai presidio di democrazia
«In un contesto internazionale attraversato da conflitti complessi, instabilità geopolitiche e diffusione incontrollata di contenuti non verificati, l’informazione del Servizio Pubblico è presidio essenziale di affidabilità, equilibrio e responsabilità democratica.
La Rai garantisce tutto questo attraverso una struttura editoriale solida, fatta di testate nazionali, regionali, parlamentari, televisive e radiofoniche, e attraverso una rete di inviati e corrispondenti che consente di essere presenti in modo tempestivo e capillare nei luoghi in cui la realtà si fa storia, dalle aree di crisi internazionali ai grandi scenari geopolitici, offrendo ai cittadini non soltanto la cronaca degli eventi, ma gli strumenti per comprenderne le implicazioni politiche, economiche, sociali ed umane».
Nuove assunzioni di giornalisti
«La scelta è di investire nell’informazione, come anticipato lo scorso anno a Napoli, e lo abbiamo fatto assumendo e stabilizzando 127 giornalisti precari. Abbiamo voluto restituire pieno riconoscimento professionale ai colleghi dopo anni di attività svolte in condizioni non pienamente coerenti con il loro ruolo, dando un segnale evidente e tangibile.

Pierluigi Roesler Franz, Carlo Parisi, Francesco Palese, Elisabetta Abbate, Virginia Lozito, Sara Verta, Antonella Gurrieri, Gian Vito Cafaro e Stefano Fumagalli con lo storico accordo firmato da Unirai Figec con la Rai per l’assunzione di 127 giornalisti
In una fase storica in cui il sistema dell’editoria attraversa una crisi profonda, segnata da ridimensionamenti e incertezza, molta parte dell’editoria arretra, in Italia e in Europa, mentre la Rai decide di assumersi una responsabilità diversa: investire nel giornalismo, nelle competenze, nel pluralismo. Dentro questa architettura che ho provato a trasferirvi, ogni rete interpreta una sua funzione precisa, ma non isolata, contribuendo a un disegno complessivo che è insieme editoriale e strategico». (giornalistitalia.it)
Pino Nano







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