Oggi nella Sala Koch del Senato della Repubblica editori responsabili e giganti sregolati

Gasparri: “Attenzione allo strapotere delle Big Tech”

Maurizio Gasparri

ROMA – “Lo strapotere delle big tech. Editori responsabili e giganti sregolati” è il tema del convegno organizzato dalla Fondazione Italia Protagonista, presieduta da Maurizio Gasparri, in programma oggi, giovedì 4 dicembre, alle ore 16 nella Sala Koch del Senato della Repubblica, con ingresso da Piazza di San Luigi de’ Francesi. Un tema al centro del dibattito pubblico e politico con importanti e competenti ospiti del settore.
«Sarà anche l’occasione – anticipa Maurizio Gasparri – per presentare i tre nuovi libri della Silvio Berlusconi Editore dedicati ai rischi e ai benefici della rivoluzione tecnologica e il pericoloso potere dei “giganti della rete”: “La società tecnologica. Il rischio del secolo” di Jacques Ellul;  “La repubblica tecnologica. Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente” di Alexander C. Karp e Nicholas W. Zamiska; ⁠“Careless People. Gente che se ne frega” di Sarah Wynn-Villiams.
Con il padrone di casa, sen. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, interverranno: Alberto Barachini, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria; Andrea Riffeser Monti, presidente della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) e Gina Nieri, direttore della Divisione Affari Istituzionali, Legali e Analisi Strategiche di Mediaset.
“La società tecnologica. Il rischio del secolo”
di Jacques Ellul, 624 pagine, 30 euro
Dal 1954, anno della sua prima pubblicazione, la società tecnologica non ha mai smesso di parlare al presente. Filosofo e sociologo, teologo e anarchico, pensatore eclettico e fuori dagli schemi, Jacques Ellul mostra come la tecnica, nata come strumento al servizio dell’uomo, abbia finito per dominarlo, diventando il principio organizzatore della società. Non più semplice mezzo, ma sistema che si autoalimenta, la tecnologia ha invaso ogni sfera dell’esistenza: dall’economia alla politica, dall’educazione alla cultura di massa. Il progresso non ha portato a un risparmio di tempo o a meno lavoro, bensì a ritmi sempre più serrati. L’uomo è costretto a adattarsi alla macchina e alla sua velocità, a lavorare di più e a conformarsi agli scopi dell’efficienza industriale, alimentando una spirale di crescita illimitata in un mondo finito. Invece di emanciparci grazie allo sviluppo tecnologico, siamo diventati prigionieri di un processo impersonale che riduce lo spazio dell’azione e della libertà, incapaci di immaginare soluzioni non tecniche ai problemi che la tecnica stessa genera. A distanza di decenni, questo saggio conserva intatta la sua forza profetica. È un’opera che ha anticipato i grandi dibattiti sulla globalizzazione e sulla società di massa, e che continua a interrogarci sul prezzo del progresso e sulle possibilità di resistenza che restano all’uomo.
⁠“La repubblica tecnologica. Come l’alleanza con la
Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente”
di Alexander C. Karp e Nicholas W. Zamiska
384 pagine, 22 euro

Perché la Silicon Valley ha smarrito la strada. «Una lettura imprescindibile nell’era dell’intelligenza artificiale» secondo Eric Schmidt, ex Ceo di Google. «Un’opera non meno ambiziosa di un nuovo trattato di teoria politica», scrive il The Wall Street Journal. «Gli imprenditori della Silicon Valley – spiega nella prefazione il giornalista Federico Rampini – non sono certo privi di idealismo. Tuttavia si tratta di un idealismo superficiale, che rischia di svanire alla più piccola prova. Da decenni, ormai, schiere di giovani fondatori affermano di voler cambiare il mondo. Ma tali dichiarazioni, a furia di essere ripetute, hanno perso ogni significato. E lo Stato-nazione, la forma di organizzazione collettiva più efficace che l’umanità abbia mai conosciuto per raggiungere degli obiettivi comuni, è stato liquidato come un ostacolo al progresso. Questo saggio di Karp e Zamiska spiega perché valga la pena difendere la civiltà di cui siamo figli».
“Careless People. Gente che se ne frega”,
di Sarah Wynn-Villiams, 528 pagine, 22 euro
Il memoir che ha scalato le classifiche del New York Times e ha fatto tremare i vertici di Meta, raccontando i retroscena di una delle aziende più potenti al mondo. Sarah Wynn-Williams è stata direttrice delle politiche pubbliche globali di Facebook fino al 2017. Dopo aver lasciato l’azienda, ha continuato a occuparsi di governance tecnologica, con un’attenzione particolare all’intelligenza artificiale. «Ero – racconta – tra i consulenti dei massimi dirigenti dell’azienda, Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg, mentre escogitavano il modo in cui l’organizzazione avrebbe interagito con i governi di tutto il mondo. Alla fine, li ho guardati, senza più speranze, fare la corte a regimi autoritari come quello cinese e, con assoluta noncuranza, ingannare l’opinione pubblica. Ero su un jet privato con Mark il giorno in cui finalmente capì che con ogni probabilità̀ Facebook aveva contribuito a portare Donald Trump alla Casa Bianca, e ne trasse le sue personali e oscure conclusioni. Quasi sempre, però, lavorando alle politiche di Facebook, più̀ che assistere alla messa in scena di un capitolo di Machiavelli, sembrava di guardare un gruppo di quattordicenni a cui sono stati dati dei superpoteri e una quantità̀ spropositata di denaro andare in giro per il mondo per capire cosa possono comprare e ottenere con quel potere. Questa è la storia che intendo raccontare qui». (giornalistitalia.it)

Pino Nano

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