ROMA – Federazione nazionale della Stampa italiana e Associazione Lombarda dei Giornalisti sono al fianco del giornalista pubblicista Stefano Piazza a cui è stato augurato, via social network, di fare “la fine dei dipendenti di Charlie Hebdo (giustamente puniti con la morte)”.
Cosa è successo lo spiega lo stesso Piazza: «Martedì 11 settembre sul Corriere del Ticino esce un mio commento sull’attacco contro le Torri Gemelle. In giornata ricevo su Messenger una missiva di tale Peter Gebhardt (nel riquadro della foto di copertina in alto) che di seguito riporto: “Buongiorno Signor Piazza, con attenzione ho seguito i vostri articoli soprattutto quello di oggi sull’undici settembre. Quelli che lei chiama ‘complottisti’ fanno in vero parte dei fatti, nulla dire contro che è stato un atto di terrorismo…ma qui si può tranquillamente dire che è stato un atto da parte del sionismo-ebraico (il vero pericolo ad giorno d’oggi). Mi dirà perché? Abbiamo i fatti provati e tante altre le prove. So che lei con il suo lavoro contro ‘l’islamismo’ non farà molta strada ne la condurrà alla vittoria, anzi perderà. Per questo un messaggio da parte di un musulmano: ci conosca e parli con noi ma non ci combatta, altrimenti può fare la fine dei dipendenti di Charlie Hebdo (giustamente puniti con la morte). Le auguro il meglio e che Allah l’altissimo la guida e la farà vedere il vero male del tempo attuale”».
«Il sindacato segnalerà anche questo ennesimo caso di minacce – assicurano Fnsi e Alg – all’Osservatorio per la sicurezza dei giornalisti istituito al ministero dell’Interno, per chiedere di non sottovalutare l’accaduto e di avviare tutti gli approfondimenti necessari a garantire l’incolumità del collega».
Gli avvocati di Fnsi e Alg – sottolinea il sindacato dei giornalisti – sono a disposizione di Stefano Piazza (che collabora anche con il quotidiano Libero, ndr) per tutte le iniziative che deciderà di intraprendere. (giornalistitalia.it)

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