“Insinuazioni del tutto gratuite” sul nuovo vicedirettore Rai che annuncia querela

Figec Cisal: piena solidarietà a Giuseppe Malara

Giuseppe Malara

ROMA – L’attacco contro il giornalista Giuseppe Malara – Peppe per gli amici e compagni di lavoro – appena nominato vicedirettore di genere dell’Approfondimento Rai, guidato dal direttore Paolo Corsini, questa volta è durissimo, inaspettato, e porta la firma di Dolores Bevilacqua, giornalista siciliana di Partinico, classe 1974, dal 13 ottobre del 2022 senatrice della Repubblica per il Movimento 5 Stelle.

La sen. Dolores Bevilacqua

«Bisogna immediatamente fare chiarezza all’interno della Rai – dichiara la senatrice siciliana, che è anche componente della Commissione Vigilanza Rai – su uno dei nuovi vicedirettori dell’Approfondimento, Giuseppe Malara, la cui nomina sembra essere della peggiore fattispecie dell’amichettocrazia con buona pace della meritocrazia. Per questo a brevissimo presenterò un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai». Durissimo tutto il resto, nel quale la senatrice del Movimento 5 Stelle chiama in causa il senatore Maurizio Gasparri, il ministro Matteo Salvini, nonché l’ex sindaco e presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, e l’avv. Paolo Romeo.
La reazione è corale, immediata, trasversale. Sono centinaia le attestazioni di stima e solidarietà, anche dal mondo della politica e delle Istituzioni, che in queste ore sono arrivate al giornalista Peppe Malara, prima fra tutte quella della Figec-Cisal, la Federazione Italiana Giornalismo, Editoria e Comunicazione.

Giuseppe Malara

«La “scoperta” della partitocrazia – sottolinea la Giunta Esecutiva della Figec, riunita ieri sera all’Hotel Massimo D’Azeglio di Roma in occasione del suo terzo anno di attività – avviene sempre a corrente alternata e, naturalmente, colpisce quelli che sono sospettati di pensarla diversamente».
«La solidarietà a Giuseppe Malara – precisa la Figec – è scontata e doverosa, così come censurabili sono le insinuazioni, del tutto gratuite, che nell’intento di delegittimare la professionalità del collega manifestano pregiudizi poco appropriati specie se espressi in sedi istituzionali».
Dal canto suo, il Dipartimento Unirai del sindacato Figec Cisal esprime «piena solidarietà a Giuseppe Malara, collega stimato e professionista di altissimo livello, che vanta una carriera pluridecennale all’interno della Rai, nelle più prestigiose testate giornalistiche dell’Azienda. È una figura che si è guadagnata sul campo, con serietà, competenza e dedizione, ogni incarico ricevuto».
Unirai afferma, tra l’altro, che «le dichiarazioni della senatrice Bevilacqua sono gravi, infondate e lesive. Per questa ragione stiamo valutando, con i nostri legali, ogni azione utile a tutelare l’onorabilità del collega e dell’intera categoria dei giornalisti del servizio pubblico».
Ma in queste ore è lo stesso vicedirettore della Rai a scendere in campo in prima persona con una dichiarazione che non mancherà di far discutere lo stesso mondo politico per la forza del suo contenuto.
«Sulle agenzie di oggi vedo il mio nome – scrive Giuseppe Malara – associato, tra gli altri, a quello di un condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, tale Paolo Romeo.

L’avvocato Paolo Romeo

Ad associarmi a questo personaggio è la senatrice del Movimento Cinquestelle, Dolores Bevilacqua. Tutto questo mi getta nello sconforto e mi fa riflettere molto su quanto la mia Azienda, la Rai che mi ha appena destinato alla mansione di vice direttore dell’Approfondimento giornalistico, sia sotto la lente d’ingrandimento di taluna politica».
Ma qual è la verità in questa vicenda? Chi lo conosce bene sa perfettamente bene che Peppe Malara le cose che pensa non le manda a dire, e anche in questa occasione il notista politico si assume in prima persona il peso di una difesa corretta e perfettamente in linea con la sua storia personale e professionale.
«Lo scrivo – sottolinea Malara – con forza e con veemenza. Io non conosco Paolo Romeo, so chi è per aver letto le cronache giudiziarie e per aver studiato per anni la storia della mia città, Reggio Calabria. Ma non ho mai incontrato questo signore, ex parlamentare eletto nel periodo della prima Repubblica.

Nicola Gratteri

Aggiungo che vedere il mio nome accostato al suo mi turba e mi crea sconforto anche rispetto alla natura umana. Ma è possibile che ci sia chi può scrivere liberamente discredito su un professionista senza che ne paghi dazio?».
Il vice direttore della Rai va ancora oltre e chiama in causa il “diritto alla difesa” in un Paese civile come il nostro dove tutto rischia di essere calpestato e infangato da «dichiarazioni assolutamente prive di fondamento».
«Mi interrogo – scrive Malara nella sua nota personale – sulla scorrettezza di persone che, fregiandosi, del titolo e delle garantigie di deputato o senatore, danno fiato alle trombe senza verificare la veridicità di quanto stanno affermando e senza considerare le conseguenze che causano».

Il senatore Maurizio Gasparri

Nella sua dichiarazione la senatrice del Movimento 5 Stelle cita anche il nome del Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri: «Mentre su La 7 andranno in onda le lezioni di mafia del procuratore Gratteri, che è stato per questo attaccato da esponenti del governo, nella tv di Stato controllata in modo tentacolare dal governo Meloni, aleggiano queste ombre impressionanti”».
Durissima anche su questo è la replica del giornalista Peppe Malara: «Nicola Gratteri mi fregio di essere tra i giornalisti che, negli anni, lo hanno intervistato più volte sia per la tv che in occasioni pubbliche in molte regioni d’Italia. La senatrice 5 Stelle – aggiunge Malara – cita anche il senatore Gasparri, il ministro Salvini e Giuseppe Scopelliti.

Il ministro Matteo Salvini

Loro sì, persone che conosco e con le quali intrattengo rapporti, professionali, da molti anni. Ma la senatrice Bevilacqua dimentica di citare il curriculum di un giornalista che, a 18 anni ha lasciato la Calabria, che a 20 anni lavorava già in cronaca di Roma al quotidiano Il Tempo che, subito dopo, è passato per la gavetta degli uffici stampa e che, nel 2002, è approdato in Rai, da precario per ben 11 anni o 12 anni (chiedo scusa per la dimenticanza), che ha lavorato al Tg1 per un decennio, al Tg2 per 4 anni e che ha diretto la redazione programmi del Giornale Radio nel suo ultimo periodo di vita professionale».

Giuseppe Scopelliti

È per tutte queste ragioni – conclude la nota di Peppe Malara – che ho già dato mandato all’avvocato Diego Stanzione, del Foro di Roma, ex ufficiale dei Carabinieri, a “querelare la senatrice Bevilacqua per diffamazione a mezzo stampa”.
A volte servono anni e anni di lavoro, di impegno e di passione civile per costruire una storia professionale come la sua. Forse su questo il mondo politico dovrebbe fare oggi una riflessione corale e comune, perché il rischio per la democrazia del nostro Paese è davvero enorme. (giornalistitalia.it)

Pino Nano

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