ROMA – Ennesima fake news in rete sulla presunta ostentazione di «una croce celtica simbolo del nazifascismo» appuntata sulla giacca del giornalista del Tg2, Andrea Romoli. I capigruppo delle opposizioni in Commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Maria Elena Boschi (Iv) e Peppe De Cristofaro (Avs) hanno addirittura invitato i vertici Rai a chiarire «immediatamente quanto riportato» affermando che «non è accettabile che un giornalista che dovrebbe essere garante dell’informazione democratica sfoggi in pompa magna una spilla simbolo del nazifascismo».
Andrea Romoli ha fatto subito sapere che si riserva azioni in sede giudiziaria a tutela della sua reputazione, mentre il Comitato di redazione del Tg2 precisa che «la spilla indossata da Romiti in alcune dirette degli ultimi giorni non è una croce celtica, ma un’onorificenza militare (un encomio solenne) che gli è stato conferito per l’opera svolta durante il covid, da capitano della Riserva Selezionata dell’Esercito, in un ospedale militare da campo in Calabria».
Solidarietà al collega anche dal sindacato dei giornalisti Unirai Figec: «Appuntiamo una spilla per demeriti a chi si è fidato dell’ennesima fake news contro la Rai».
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Premesso – afferma il sindacato – che riteniamo che non andrebbe ostentato nessun simbolo, gioiello o marchio pubblicitario, Unirai intende evidenziare che la spilla indossata sul bavero della giacca da un collega del Tg2, oggetto di attacchi infondati anche da parte di soggetti istituzionali, è un “encomio solenne” alto riconoscimento militare, tributatogli durante le restrizioni legate al Covid nell’ospedale da campo di Cosenza, quale ufficiale della Riserva Selezionata in cui ricopre il grado di primo capitano. Un riconoscimento per le sue indiscusse qualità “umane, professionali e militari”. Stupisce che alti rappresentanti delle istituzioni del Paese, prima di lanciarsi in iperboli interpretative, non abbiano verificato (almeno su google) che si trattasse invece di una lode per meriti, rilasciata normalmente dai generali di Corpo d’Armata e attribuita al collega che, durante il Covid, è stato richiamato in servizio e assegnato ad un Comando di Reparto Logistico quale “ufficiale addetto stampa”». (giornalistitalia.it)





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