Cangini (Fi) e Carotti (Fieg) rilanciano il “disperato grido d’aiuto” dell’industria culturale

Estendere il tax credit al settore editoria

Fabrizio Carotti (direttore generale Fieg) e Andrea Cangini (Forza Italia)

ROMA – “Sfamare la cultura. Bisogni e proposte della filiera culturale italiana”, è stato il tema della conferenza telematica organizzata, stamane, da Forza Italia e moderata dal sen. Andrea Cangini, responsabile Cultura del partito e giornalista (è stato direttore del Resto del Carlino e del QN).
Puntando l’indice sulla «insensibilità
 del Governo», Cangini ha annunciato l’impegno di Forza Italia «non solo a sostenere le filiere interessate in questo drammatico momento di crisi, ma a fare in modo che il valore strategico della cultura venga finalmente riconosciuto e adeguatamente onorato».
Dall’iniziativa di oggi, evidenzia Cangini, è emerso “un disperato grido d’aiuto” e «non c’è stato intervento che non abbia insistito sulla necessità di un “sostegno immediato” al settore, tanto che la considerazione più ricorrente è stata che “molti dei nostri associati non riapriranno”. Tutti, ma proprio tutti, hanno insistito sul valore strategico dell’industria culturale nazionale e sulla sua funzione di volano del turismo e veicolo dell’immagine dell’Italia nel mondo».
Il direttore generale della Fieg, Fabrizio Carotti, intervenendo nel dibattito, ha sottolineato che «bisogna estendere il tax credit anche al settore dell’editoria, implementato nelle modalità e nelle risorse. Ma è necessario anche uno strumento “vecchio” come il credito d’imposta sulla carta».
«È quello che serve – ha spiegato Carotti – affinché il settore dell’editoria riesca ad affrontare la crisi dovuta all’emergenza coronavirus. Sia la stampa periodica e quotidiana, sia quella online, hanno, infatti, dimostrato in questi giorni il valore di tutta la filiera: dal giornalista all’editore, fino all’edicolante, nonostante le difficoltà economiche e organizzative».
«Abbiamo sempre garantito – ha aggiunto il direttore della Federazione Italiana Editori Giornalisti – la sicurezza dei lavoratori che, spesso, hanno richiesto investimenti importanti sul piano tecnologico per mettere in giornalisti in condizioni di lavorare in smart working. Servono sostegni importanti e siamo convinti che  serva rapidità e non burocrazia, con risorse a fondo perduto e non solo prestiti per le aziende, per sopperire soprattutto alla perdita di pubblicità, che ha subito un gigantesco tracollo». (giornalistitalia.it)

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