ROMA – L’indagine sulla diffusione di informazioni riservate e sugli accessi abusivi ai sistemi informatici di forze dell’ordine e banca dati della Direzione Nazionale Antimafia, che vede indagate una ventina di persone tra cui tre giornalisti del quotidiano Domani (Giovanni Tizian, Stefano Vergine e Nello Trocchia), registra la richiesta del pubblico ministero Giulia Guccione e del procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, al Gup di Roma, di rinvio a giudizio per l’ex procuratore della Dna Antonio Laudati e il finanziere Pasquale Striano.
I reati contestati sono accesso abusivo a sistemi informatici, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e falso. Oltre mille le consultazioni sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori effettuate su personaggi della politica, delle istituzioni, dello sport e della criminalità organizzata con l’obiettivo – secondo l’accusa – di reperire informazioni riservate da veicolare attraverso la stampa. Per uno dei giornalisti, Nello Trocchia, la posizione è stata stralciata e i magistrati ne chiederanno l’archiviazione.
Il procedimento, scaturito da un esposto presentato alla fine del 2022 dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, era stato trasmesso a Roma da Perugia, a seguito di un’eccezione sollevata dalla difesa di Laudati e accolta prima dal giudice delle indagini preliminari, poi dal Tribunale del Riesame umbro, sulla scorta di una sentenza della Corte di Cassazione. All’interno del documento di chiusura dell’indagine nel novembre scorso, i pm di piazzale Clodio hanno sottolineato che «siamo in presenza di consultazione di informazioni compulsiva» per acquisire elementi poi finiti in articoli di stampa.
Tra le vittime dei presunti accessi abusivi figurano i ministri della Difesa e dell’Istruzione, Guido Crosetto e Giuseppe Valditara, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, i parlamentari Marta Fascina (Forza Italia), Giulio Centenaro (Lega), Antonio Angelucci (Lega), il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’ex presidente della Liguria Giovanni Toti. Ed ancora: il presidente della Figc Gabriele Gravina e l’allenatore del Milan Massimiliano Allegri, ma anche esponenti dei clan Casamonica e Gambacurta. (giornalistitalia.it)






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