REGGIO CALABRIA – Ercole Lacava, il sacerdote di Reggio Calabria tornato alla Casa del Padre il 13 agosto scorso, è stato tra i primi nel Sud d’Italia (era il 1976) ad ideare e guidare per oltre sei anni, una delle prime radio “libere” italiane: un modo nuovo e tecnologicamente avanzato di fare apostolato cattolico, evangelizzare e diffondere il Vangelo di Gesù Cristo in un ambito più ampio di persone e di credenti.
Nato a Reggio Calabria il 28 marzo 1931, sacerdote dal 1960,  giornalista pubblicista iscritto all’Ordine e al Sindacato Giornalisti della Calabria dal 18 luglio 1977, radioamatore di grande esperienza, (sigla “I8LEV” della sezione ARI reggina) in quel 1976 don Ercole fa prepotentemente ingresso nel movimento dei creatori di radio private nato in Italia con la liberalizzazione dell’etere sancita dalla Corte costituzionale, emittenti libere autorizzate a trasmettere in FM o modulazione di frequenza. E mentre numerose radio libere nascono e si sviluppano trasmettendo tanta musica e canzonette, facendo registrare il boom del pop e del rock, don Ercole apre le trasmissioni per veicolare le sante messe celebrate nel Duomo di Reggio, i rosari, e ospitare tanti altri momenti di riflessione cristiana e diverse forme di esperienze culturali, sia a carattere nazionale sia locale.

La celebrazione dei 50 anni di sacerdozio di don Ercole Lacava

Scopo della radio diocesana, dice a più riprese don Ercole, è di effettuare un servizio a favore della Chiesa locale, portare il Vangelo a coloro che soffrono per la fedeltà a Cristo, agli infermi e agli anziani, di entrare nelle case di tanta gente permettendo (prima con la radio, poi con la televisione e adesso con internet) di superare barriere e vincoli geografici e frontiere di ogni genere. Don Ercole, che ha il mandato del consiglio pastorale della diocesi metropolitana di Reggio-Bova, chiama la sua emittente “Radio San Paolo”: l’apostolo delle genti ha usato tutti i mezzi allora disponibili (ha effettuato tantissimi viaggi per annunciare il Vangelo, ha anticipato con le lettere l’uso di qualsiasi altro mezzo di comunicazione, divenendo così, il primo annunciatore e comunicatore delle parole di Gesù Cristo).
E anche perché la diocesi di Reggio Calabria ha come santo patrono proprio San Paolo, che la fondò più di duemila anni fa nella sosta effettuata durante il viaggio che nel 61 d.C. da Alessandria d’Egitto passando per Pozzuoli, portava a Roma l’apostolo delle genti per essere processato.
Durante la sosta a Reggio, Paolo ottiene il permesso di predicare che diventa l’occasione per dare vita “ad un evento prodigioso che causò la conversione al cristianesimo dei Reggini, irradiandosi in tutta la Calabria” scrive don Ercole in uno delle diverse pubblicazioni curate dal sacerdote, dal titolo “La basilica cattedrale di Reggio Calabria: Immagini e storia. Reggio Calabria, Comunione, 2005”.

La colonna di San Paolo nel Duomo di Reggio Calabria

Nel volumetto il sacerdote giornalista indica quale prova, custodita tuttora nel duomo reggino, un tronco mezzo carbonizzato della colonna accanto alla quale fu consentito a Paolo di predicare, per la sua prima volta in Italia, alla folla radunata per i festeggiamenti di divinità locali. A Paolo fu posta una condizione: il tempo a disposizione sarebbe stato scandito da una candela posta sopra una colonna rotta del tempio: l’apostolo cominciò la predicazione, finita la cera però, la colonna incominciò a risplendere di luce come un fuoco vivo e continuò ad ardere permettendo al predicatore di continuare a parlare fino a concludere il discorso. La cosa lasciò tutti allibiti, e si parlò di miracolo “come se la Provvidenza – scrive don Ercole – fosse intervenuta per assicurare a Paolo il tempo per battezzare i presenti”.
Ho lavorato per alcuni anni assieme al sacerdote don Ercole Lacava, agli inizi di Radio San Paolo e della mia carriera giornalistica – dal 1976 al 1979 –, vivendo un’esperienza fantastica e ricca di emozioni.
Mentre la chiesa reggina gli ha tributato, attraverso le parole di don Antonino Denisi, il giusto ultimo saluto, da questo giornale web la comunità dei giornalisti calabresi vuole ricordare don Ercole attraverso un mio scritto quale testimone diretto del grande impegno di uomo di chiesa e delle sue qualità di giornalista e comunicatore sociale di impareggiabile valore.

Mons. Giovanni Ferro

Di significativo valore, c’è il clima di particolare impegno di evangelizzazione e promozione umana vissuto in quegli Anni Settanta e Ottanta dalla Chiesa Reggina guidata dall’arcivescovo monsignor Giovanni Ferro. Sono gli anni di uno splendido impegno sociale e civile della comunità ecclesiale reggina durante i quali don Italo Calabrò sulla base della esperienza vissuta nella diocesi e delle diverse idealità condivise con tantissimi giovani sollecita la creazione nell’Italia del post Concilio, della “Caritas” e dell’obiezione civile al servizio di leva. Sono gli anni durante i quali a Reggio Calabria comincia ad operare attivamente una delle prime comunità italiane di Opera Nomadi guidate insieme da don Paolo Altomonte e don Lillo Spinelli. Sono gli anni durante i quali don Mimmo Geraci, parroco di Santa Lucia, dà vita ad una delle prime “mense” per i poveri e gli emarginati e guida con mano sapiente un foglio parrocchiale “Quarto Piano”. Sono gli anni in cui (ad opera di don Mimmo Marturano, don Mimmo Morabito, don Benvenuto Malara, don Nino Palmenta e Ninni Morabito) inizia la presenza di CL nella diocesi di Reggio Calabria-Bova.
Il Consiglio Pastorale della diocesi è composto tra gli altri da giovani e maturi sacerdoti come monsignor Giuseppe Agostino, poi divenuto illuminato arcivescovo di Cosenza, monsignor Andrea Cassone, altro illuminato vescovo di Rossano, e don Salvatore Nunnari andato alla guida delle diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Consa-Nusco-Bisaccia e Cosenza-Bisignano. Nel 1975, monsignor Vincenzo Lembo procede alle consegna della direzione del settimanale diocesano “L’Avvenire di Calabria” a mons. Vincenzo Zoccali, e ciò accade mentre a Scilla don Pippo Curatola fonda e dirige il periodico della comunità parrocchiale “(sul) La Strada”.

don Pippo Curatola

Sono questi, tutti fatti ed eventi raccontati dalle pagine de “L’Avvenire di Calabria” dello storico direttore don Pippo Curatola e nella striscia quotidiana di informazione della radio diocesana, dalle 17 alle 17,30, mentre in redazione si alternano cronisti navigati come Piero Cento e Franco Cordova, e giovani studenti universitari come Anna Cappelleri, Cettina Nostro e Luciano Lucania e Franco Nisticò.
La sede si trovava al secondo piano di uno stabile che compone il complesso di edifici della Curia Arcivescovile. Da quella radio ricordo che sono passati tanti giovani cattolici e tanti laici non credenti, alcuni dei quali sono poi divenuti professionisti della comunicazione in Calabria e a Reggio. Radio San Paolo ebbe fra i collaboratori ad esempio, Rodolfo Rodà poi ideatore di Radio Touring 104, un’emittente commerciale oggi molto diffusa nell’area dello Stretto.
È Radio San Paolo nel 1977, a seguire con dirette audio il conferimento della cittadinanza onoraria di Reggio Calabria a monsignore Giovanni Ferro, del quale è in corso il processo di beatificazione, e quindi il suo congedo dalla diocesi, e l’arrivo nella metropolia di Reggio-Bova di un altro vescovo di grande spessore religioso e socio-culturale quale è stato monsignore Aurelio Sorrentino, il quale negli anni ‘80 si distingue per il sostegno fornito alla marcia internazionale della Pace e alla Messa del Perdono per riconciliare le famiglie dilaniate dalla nuova guerra di ‘ndrangheta. Collegamenti sono effettuati anche per altri eventi più meno ordinari o eccezionali avvenuti nella Basilica Cattedrale e nell’Auditorium San Paolo.

Don Ercole Lacava

I lievitati costi di gestione della radio e nuove leggi sull’emittenza privata portano purtroppo, alla chiusura di Radio San Paolo. Don Ercole Lacava svolge a tempo pieno il ministero di parroco: prima della chiesa di San Giuseppe a Melito, poi regge la Chiesa di San Pio X al Santuario della Madonna di Modena, dove porta avanti molte iniziative di evangelizzazione e promozione umana legate alle comunità Rom di Modena e Ciccarello; e quindi, di Santa Maria del Divin Soccorso.
Di grande formazione culturale e studioso dei fatti della Chiesa locale, don Ercole è autore di diversi scritti tra cui “Don Italo Calabrò: il sacerdote buono”. Reggio Calabria, Jason, 1994; “Mons. Giovanni Ferro: un uomo mandato da Dio”, 1995; “I Consigli parrocchiali per la promozione e l’impegno ecclesiale dei laici: excerptum theseos ad doctoratum in jure canonico”. Roma: Pontificia Università Lateranense, 2001; “S. Maria Madre della Consolazione: patrona principale della Città di Reggio Calabria: la devozione dei sette sabati della Madonna della Consolazione in Reggio Calabria”. 2002.
“Sacerdote buono e fedele – ricorda la Diocesi reggina – ha vissuto questi ultimi anni della sua vita segnati dalla malattia con lo sguardo rivolto al cielo e tanta esemplare pazienza”. (giornalistitalia.it)

Filippo Praticò

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