Risponderà anche di violenza privata. Divieto di avvicinamento alla persona offesa

Diffamazione online: giornalista stalker nei guai

Il Tribunale di Pistoia

PISTOIA – Misura cautelare nei confronti di un giornalista pistoiese, di Quarrata, ritenuto responsabile di diffamazione a mezzo stampa, atti persecutori e violenza privata. I carabinieri della stazione di Quarrata (Pistoia), al termine di un’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pistoia (titolare del fascicolo il pm Claudio Curreli), hanno dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del locale Tribunale nei confronti del giornalista di una testata online, che impone l’obbligo di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Il giudice ha disposto anche il sequestro preventivo di pc, tablet e smartphone in uso all’indagato.
Le indagini scaturite dalle numerose querele sporte dalla persona offesa, un uomo residente a Quarrata, a partire dal 24 luglio scorso e fino al 19 ottobre, hanno consentito di accertare l’esistenza di «reiterati comportamenti molesti, posti in essere soprattutto mediante la pubblicazione di espressioni spiccatamente diffamatorie sul giornale online “Linea Libera” e sui social network Facebook e Twitter della stessa testata».
Ulteriori riscontri investigativi sono giunti direttamente dall’indagato, in quanto alcuni degli articoli pubblicati sono stati inoltrati mediante posta certificata, agli stessi carabinieri della stazione di Quarrata. In tali articoli, sosteneva «l’esistenza di favori che la persona offesa avrebbe goduto da parte dell’Amministrazione Comunale, nonostante l’uomo colpito dall’ordinanza fosse stato informato in forma ufficiale dallo stesso Comune dell’insussistenza di tali accuse».
Al giornalista, pertanto, è stato prescritto il divieto di avvicinamento alla persona offesa ad una distanza inferiore ai 300 metri e il divieto di comunicare con essa mediante l’utilizzo di qualsiasi mezzo. Inoltre, nell’abitazione del giornalista è stato effettuato il sequestro preventivo di 4 personal computer, un tablet e un telefono cellulare. (adnkronos)

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