Aloi: “Da sottosegretario costituii una commissione in difesa della lingua italiana”

“Difendiamo l’italiano, la nostra identità”

Fortunato Aloi, Dante Alighieri e Mario Draghi

ROMA – L’apprezzamento, questa volta, è stato bipartisan. Persino di più. Quelle parole pronunciate, qualche giorno fa, da Mario Draghi dall’hub di Fiumicino (chiamato, non a caso, semplicemente «il luogo da cui sto parlando») sono state una ventata d’aria fresca per molti: «Chissà perché devo usare tutte queste parole inglesi, non lo so…».
A rilanciare il pensiero del primo ministro – altro che “premier” – è, tra gli altri, l’on. Fortunato Aloi, giornalista, insegnante e già sottosegretario alla Pubblica Istruzione, che, negli anni ’90, quando ricopriva tale ruolo, aveva costituito nientemeno che una commissione governativa in difesa della lingua italiana.
«Un precedente che amo ricordare – sottolinea Aloi, esprimendo un sincero apprezzamento per quanto affermato da Draghi –, di grande significato, in difesa della nostra lingua, la grande lingua italiana, e della nostra identità nazionale».
Faremmo bene a non dimenticare che Dante Alighieri, il nostro Dante, che proprio quest’anno il mondo intero celebra per i 700 anni dalla morte, altri non è che il papà dell’italiano. L’italiano, signori, l’italiano. (giornalistitalia.it)

Un commento

  1. Basta all’uso di termini inglesi indiscriminatamente quando non ce n’è bisogno. Difendiamo la nostra lingua: basta con cash, ma contanti; no recovery plan, ma Piano di recupero; no Okay, ma va bene; non un drink, ma una bevuta; no weekend, ma fine settimana; no ticket, ma biglietto. E quant’altro.

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