Nel libro del giornalista la storia di Giuseppina Pesce prima collaboratrice di giustizia

Danilo Chirico racconta La figlia del clan

Danilo Chirico

ROMA – Una macchina corre sulla Salerno-Reggio Calabria. È l’estate di Italia ’90. Una famiglia canta felice con i finestrini abbassati, diretta a Gardaland. Sul sedile posteriore giocano tre bambini. Tra loro c’è Giusy, undici anni. Non sa ancora che quella felicità è fragile, che il suo cognome pesa come una sentenza.

Rosarno (Foto Marco Costantino)

La bambina è quella ritratta sulla copertina del nuovo libro del giornalista Danilo Chirico, “La figlia del clan” (Piemme editore, 256 pagine, 14 euro), scritto con Giuseppina Pesce, cresciuta a Rosarno, nel cuore di uno dei clan più potenti della ’ndrangheta.
Figlia, sorella, nipote di boss. Nata in una casa dove il silenzio è legge e il sangue non si tradisce, a poco più di trent’anni sceglie di parlare. Di testimoniare. Di spezzare la catena. Lo fa per salvare i suoi figli. È una delle prime donne di ’ndrangheta a collaborare con la giustizia. E da quel momento perde tutto: la famiglia, il nome, la vita di prima.
La foto è stata scattata più di quarant’anni fa, in occasione della festa del suo compleanno in famiglia. Una famiglia che lei ama, una famiglia che tutti temono, una famiglia che tanti odiano.

Danilo Chirico

Giuseppina Pesce ha fatto parte della potente cosca della ‘ndrangheta di Rosarno. Fino al 2010 quando, dopo essere stata arrestata, ha deciso di sfidare le leggi del clan e di iniziare a collaborare con la magistratura. Un “pentimento” storico.
“La figlia del clan” è il racconto intimo e sconvolgente di una donna che ha attraversato violenza, colpa e paura per conquistare la libertà. Una storia di mafia e maternità, omertà e coraggio, caduta e rinascita.
«Poco più di due anni fa – spiega Danilo Chirico – Giusy è venuta a cercarmi. Il nostro è stato un incontro sorprendente, con un seguito inaspettato. Mi ha raccontato cosa significhi crescere immersa in un’educazione fatta di codici arcaici, odio verso lo Stato e violenza. Cosa si provi nel vedere le persone care commettere reati, rovinarsi con la droga, entrare e uscire dal carcere, nascondersi in bunker e topaie, progettare omicidi.
Mi ha parlato del carcere, della collaborazione, dei processi, delle condanne dei suoi familiari, della battaglia per i suoi figli. Mi ha confessato le paure di chi è costretta a vivere in una località segreta, sotto falsa identità e con una sentenza di condanna a morte della ‘ndrangheta che pende sulla propria testa. E mi ha confidato la speranza di poter vivere un giorno, finalmente, una vita normale».
«Quello di Giuseppina Pesce – sottolinea Danilo Chirico –  è un racconto “dal di dentro” che – così – non c’è mai stato. Ne è venuto fuori un libro, il più inaspettato e difficile che abbia mai scritto. Di cui sono molto contento. Si intitola, appunto, “La figlia del clan – Un cognome da nascondere, un destino da riscrivere”».

Teresa Ciabatti

Il libro di Danilo Chirico sarà presentato a Roma domani, giovedì 9 aprile, alle ore 18.30 nella libreria Mondadori della Galleria Alberto Sordi, in piazza Colonna. A dialogare con l’autore ci sarà la scrittrice Teresa Ciabatti.
Mercoledì 15 aprile, invece, sarà la volta di Firenze, dove il libro sarà presentato alle ore 18.30 nella Sala Giunti di Piazza Strozzi. A dialogare con Danilo Chirico la giornalista Ginevra Barbetti del Corriere Fiorentino. (giornalistitalia.it)

CHI È DANILO CHIRICO

Nato a Reggio Calabria il 20 aprile 1977, Danilo Chirico vive e lavora a Roma. È giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio dall’11 febbraio 2004, scrittore e autore televisivo. Lavora a Raitre, ha condotto “Le parole dell’antimafia” (Rai Radio 3). È stato autore di programmi di informazione per Rai 1, La7, Sky, MTV.

Danilo Chirico

Ha scritto per giornali e agenzie di stampa. Ha realizzato il podcast “Follow the money” ed è stato coautore del documentario “Il Celeste – Storia di Roberto Formigoni”. Ha scritto il romanzo Chiaroscuro (Bompiani, 2017) e sceneggiato la webserie “Angelo”. Ha pubblicato numerosi saggi tra cui “Dimenticati. Vittime della ’ndrangheta. La storia e le storie delle donne e degli uomini assassinati in Calabria dall’organizzazione criminale più segreta e potente del mondo” (con Alessio Magro, Castelvecchi, 2010) che nel 2011 ha vinto il premio di scrittura Indro Montanelli – Giovani e “Storia dell’antindrangheta” (Rubbettino, 2021), primo libro sulla storia del movimento antimafia calabrese. Ha fondato l’associazione daSud.  (giornalistitalia.it)

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