ROMA – Cronista dell’agenzia di stampa Adnkronos accerchiata, minacciata e costretta a cancellare le foto che aveva scattato durante la manifestazione per Gaza di sabato 4 ottobre a Roma.
L’episodio è avvenuto in piazza San Giovanni quando un gruppo di incappucciati, che marciava nel corteo pro Pal, è stato fischiato dai manifestanti e cacciato al grido “Andate via!”.Il gruppo, per confondersi tra i manifestanti, si è radunato e, dietro la copertura di alcuni ombrelli, si è liberato dei cappucci e vestiti neri. Un’azione immortalata dalla cronista dell’Adnkronos che, accerchiata e minacciata, è stata costretta a cancellare le immagini.
Piena solidarietà alla collega e alla redazione dell’Adnkronos viene espressa dal sindacato dei giornalisti Figec Cisal che denuncia «l’ennesimo episodio di violenza nei confronti dei cronisti impegnati a garantire un’informazione completa e corretta.
Auspicando una celere identificazione dei responsabili, Figec Cisal richiama, ancora una volta, l’attenzione sul «grave rischio a cui sono sottoposti i giornalisti durante lo svolgimento del proprio lavoro in una società sempre più inasprita dal clima di intolleranza che si registra nel nostro Paese, soprattutto a causa dei veleni che continuano ad essere sparsi dai cultori del pensiero unico che antepongono la sopraffazione al dialogo».
«Inaccettabile atto intimidatorio» lo definisce il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che esprimendo pieno sostegno alla giornalista denuncia che «essere accerchiata, minacciata e costretta a cancellare immagini da individui incappucciati è un atto vile che rappresenta la deriva violenta e intollerante di certe piazze. Un attacco alla libertà di stampa e al diritto all’informazione, che non deve essere tollerato. Mi aspetto che i responsabili vengano identificati e perseguiti con rigore, come previsto dalla legge».
Per Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, «l’indecente aggressione alla cronista che documentava la violenza della piazza Propal» non può che dettare «la netta condanna dell’accaduto e la solidarietà da tutte le forze politiche e dall’Ordine dei giornalisti».
Il vicesegretario della Lega, Claudio Durigon, parla di «indegna l’aggressione avvenuta ai danni della giornalista di Adnkronos che, da professionista dell’informazione, a Roma stava documentando i movimenti dei soliti facinorosi, che approfittano delle manifestazioni di piazza per mettere a ferro e fuoco le nostre città, creando solo caos e distruzione. Impedire ad un cronista di svolgere il proprio lavoro, con minacce e azioni violente, non è per nulla tollerabile e mette in discussione il sacrosanto diritto alla libertà di stampa e al diritto dei nostri cittadini ad avere una corretta informazione».
Maurizio Lupi, presidente di “Noi Moderati”, afferma che «impedire a una cronista di svolgere il proprio lavoro è inaccettabile. La libertà di stampa va sempre difesa e trovo doveroso ringraziare tutti i giornalisti che in queste ore, pur in contesti molto difficili, stanno svolgendo il proprio lavoro».
Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, dal canto suo denuncia che «l’aggressione subita dalla cronista di Adnkronos durante la manifestazione a Roma mentre svolgeva il proprio lavoro è inaccettabile, un atto indegno di un Paese democratico. Colpire chi fa informazione significa colpire la libertà di stampa e i nostri principi costituzionali».
Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria Pd, ritiene l’episodio «un fatto inaccettabile, che colpisce non solo una lavoratrice ma uno dei pilastri della nostra democrazia: la libertà di stampa. Le manifestazioni pacifiche non hanno nulla a che vedere con i violenti. La libertà di informazione è sacra e non deve essere mai sotto minaccia».
Carlo Calenda, leader di Azione, aggiunge che «impedire a una cronista di svolgere il proprio lavoro e di poterlo documentare è un’inaccettabile sopruso». Anche Angelo Bonelli, leader di Avs, esprimendo «solidarietà alla cronista dell’Adnkronos minacciata da chi al corteo per la Palestina si è presentato incappucciato e che giustamente è stato cacciato tra gli insulti dei manifestanti pacifici che hanno detto di andare via perché loro con il corteo non c’entravano nulla», afferma che «i giornalisti non possono essere intimiditi in alcun modo».
Il deputato della Lega Nicola Ottaviani evidenzia che la giornalista è stata «minacciata da un gruppo di incappucciati al corteo di Roma che evidentemente avrebbero preferito agire indisturbati, sfogando la loro rabbia in azioni aggressive e brutali come quelle a cui purtroppo abbiamo assistito, evitando che qualcuno potesse documentare tutto questo. Prendere di mira un giornalista e la libertà di stampa è qualcosa di indegno di un Paese civile».
Il segretario della Lega nel Lazio Davide Bordoni definisce «grave e inaccettabile l’aggressione alla cronista di Adnkronos. Minacciare un professionista dell’informazione significa ledere il principio di informazione libera e indipendente in cui crediamo fortemente. I giornalisti devono poter esercitare il proprio lavoro serenamente e senza nessun tipo di intimidazione, continuando a raccontare la verità ai nostri cittadini. Siamo vicini ed esprimiamo piena solidarietà alla giornalista vittima di questo episodio e a tutta la redazione dell’Adnkronos che ogni giorno racconta i fatti del nostro Paese con equilibrio e professionalità». (giornalistitalia.it)








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