Giuseppe Moscato messo alla porta a Favara. Al suo fianco Odg e Assostampa

Cronista cacciato dal Consiglio comunale

Giuseppe Moscato

FAVARA (Agrigento) –  Un giornalista è stato buttato fuori dall’aula consiliare dove stava seguendo i lavori della seduta del Consiglio comunale. È accaduto a Favara, grosso centro dell’agrigentino, dove Giuseppe Moscato, giornalista del sito on line Siciliaonpress, come denuncia lo stesso cronista, è stato allontanato dai vigili urbani su richiesta del vicepresidente del Consiglio comunale.
«C’è un clima ostile contro la stampa», si sfoga Moscato con l’Adnkronos. «Per più di due ore ho assistito in silenzio a continui attacchi di alcuni consiglieri comunali contro la stampa – racconta ancora Moscato – poi ho risposto, stanco dei continui insulti. E il vicepresidente del Consiglio comunale mi ha fatto portare fuori con la forza, invece di stigmatizzare quello che è stato detto contro i giornalisti che “non hanno le pa…e”. Un clima brutto alimentato anche dai social», denuncia. Ma cosa è accaduto a Favara? «Un antefatto ha sicuramente condizionato l’evolversi della riunione che ha, crediamo, scombussolato i piani e le intenzioni di taluni, ovvero l’aver pubblicato, poche ore prima della seduta di Consiglio comunale, sul mio giornale un articolo che evidenziava che all’ordine del giorno della seduta c’era anche la proposta di variazione dell’art. 25 bis del Regolamento di svolgimento del Consiglio comunale, ovvero l’aumento del 50% del gettone di presenza dei consiglieri su proposta del consigliere comunale Antonio Scalia», racconta Moscato.
«E proprio su questo argomento che si è infervorata la discussione, o meglio è degenerata, non solo perché ci sono stati duri attacchi al sottoscritto reo, non solo e non tanto di aver scritto la notizia sul gettone, ma per il fatto di essere un “giornalista senza …puntini … puntini” per non aver avuto il coraggio – aggiunge Favara – di scrivere dell’unica cosa (oltre al gettone di presenza) per la quale il consigliere comunale Antonio Scalia si è candidato, ovvero salvare i cittadini di Favara. Argomento per il quale Scalia non ha mai inviato alcuna nota o scritto due righe».
«Sono state pronunciate frasi contro la stampa durante il consiglio comunale – afferma ancora Moscato – Accuse e offese che si ripetono ormai da alcune riunioni di Consiglio comunale soprattutto al mio indirizzo, forse perché le cose che scrivo non sono di suo gradimento e anche perché vorrebbe decidere lui le cose che io debbo scrivere e gli argomenti che posso affrontare. Ma anche e soprattutto per le gravi affermazioni che aveva fatto nel confermare di aver preso in giro tutti e proposto una delibera per “provocazione”. A “sbottare” doveva essere l’intero Consiglio comunale per le gravi cose affermate da costui». «Ma – spiega Moscato – il sentirsi sempre tirato in ballo, accusati, offesi, additati con interventi in aula senza, naturalmente poter intervenire, ha fatto saltare ogni freno della ragione. A sbottare sono stato io. Non tanto per quello detto da Giudice, ripeto sempre rispettoso, ma per tutte le cose che erano state dette in precedenza e che si erano accumulate non solo a livello personale ma all’indirizzo della stampa in genere. Il mio è stato prima un invito a fare il proprio ruolo di consiglieri senza tirare in ballo ogni momento i giornalisti, a non lanciare accuse e a non offendere chi con dignità da oltre 40 anni svolge un compito difficile qual è quello di informare la città. Un intervento che io non potevo e non dovevo fare, ma la misura era colma. Il vice presidente Giuseppe Nobile, che non aveva aperto bocca per stigmatizzare inopportuni interventi e inopinati attacchi, ha chiesto invece agli agenti della Polizia Municipale di buttarmi fuori”. E così Moscato è stato allontanato dall’aula consiliare.
«Resta il clima ostile contro la stampa, rimangono le aggressioni verbali, e non solo, contro i giornalisti, le reiterate offese personali e all’indirizzo dei giornalisti locali che non scrivo di argomenti a loro graditi. E poi il comportamento di taluni consiglieri che screditano, per fortuna solo in piccola parte, l’Istituzione Consiglio comunale. Me ne duole. – denuncia Moscato – In conseguenza a questi fatti i consiglieri comunali del M5S firmatari della mozione di sfiducia unitamente a quelli del Gruppo Misto hanno abbandonato l’aula. La seduta è stata sospesa per alcuni minuti. Al ritorno in aula mancava il numero legale per cui è stata aggiornata ad un ora, ma anche all’appello successivo non c’era il numero legale per cui la seduta è stata aggiornata». All’indirizzo di Moscato è arrivata la solidarietà del depiutato M5S all’Ars Giovanni Dicaro.
«Tutti noi, lo ripete spesso anche il Presidente della Repubblica, dovremmo essere infinitamente grati alla libera stampa e ai giornalisti che – ricorda Dicarono – col loro lavoro non smettono mai di informarci. Il confronto tra prospettive differenti e opinioni diverse è prezioso per tutti, perché un cittadino informato è, innanzi tutto, un cittadino libero. Tutta la mia solidarietà al giornalista Giuseppe Moscato aggredito da chi, da un pulpito in consiglio comunale, dovrebbe lavorare nell’esclusivo interesse della collettività favarese. Non certo per aumentare del 50% i gettoni di presenza per le sedute consiliari e le commissioni, in un comune in perenne anticipazione di cassa, che non riesce neanche a pagare gli stipendi ai dipendenti. Non è la prima volta che accadano fatti di violenza fisica e verbale da parte di chi invece dovrebbe rappresentare le istituzioni con disciplina e onore. Oggi stesso depositerò un atto ispettivo ai sensi dell’art. 25 legge regionale 3 dicembre 1991, n.44, per fare chiarezza su quanto accaduto nell’aula consiliare “Falcone – Borsellino” di Favara». (adnkronos)

Giulio Francese, presidente Odg Sicilia

Solidarietà a Giuseppe Moscato viene espressa dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia, secondo il quale  l’episodio che ha visto il collega Giuseppe Moscato, cacciato a Favara dall’aula in cui si stava svolgendo il Consiglio comunale, è «una decisione grave, inaccettabile  e purtroppo non nuova, in Sicilia, che dimostra l’ostilità nei confronti  della stampa di una certa politica che pretende di insegnare il mestiere ai giornalisti, dicendo cosa devono e non devono scrivere».
Un atteggiamento che l’Ordine «condanna fermamente, ricordando il valore della libertà di stampa  tutelato dalla Costituzione e con esso  il diritto del cittadino di essere correttamente informato».
«Il collega – ricorda l’ode Sicilia – ha avuto il solo torto di cedere alle “provocazioni” di chi lo ha attaccato pesantemente e a lungo in Consiglio, chiedendo ad alta voce rispetto. E a questo  punto è stato espulso dall’aula consiliare e accompagnato fuori dalla polizia municipale».
«Un epilogo – denuncia l’Ordine dei giornalisti – che non fa onore all’amministrazione del M5S di Favara, tanto che una parte degli stessi  consiglieri grillini, assieme a quelli del gruppo misto, dopo quanto accaduto a Giuseppe Moscato hanno abbandonato l’aula, facendo mancare il numero legale. E solidarietà al collega è stata espressa dal  deputato regionale del  M5S, Giovanni Di Caro che ha annunciato un atto ispettivo su quanto accaduto a Favara, in una sala consiliare intitolata a “Falcone e Borsellino”, dove chi rappresenta le istituzioni ha a maggior ragione il dovere di rispondere del proprio operato e di dare il buon esempio, se non altro per rispetto verso quei due nomi.

L’Associazione Siciliana della Stampa di Agrigento, dal canto suo, condanna il trattamento riservato al giornalista Giuseppe Moscato ricordando  che «l’informazione è un diritto fondamentale per i cittadini e i giornalisti di questo sono strumento e voce per garantirlo».
«Condanniamo – conclude la segreteria provinciale di Agrigento dell’Assostampa – quanto accaduto all’interno dell’aula del consiglio comunale di Favara, siamo vicini al collega Giuseppe Moscato e nei prossimi giorni invieremo una nota alla presidenza del consiglio comunale con la quale chiederemo conto di quanto avvenuto». (giornalistitalia.it)

 

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