TRENTO – Il panorama editoriale trentino soffre di una forte, perdurante, crisi dovuta, da un lato alla concentrazione delle testate giornalistiche in pochissime mani, specie di soggetti che sono editori con forti interessi nel mondo dell’economia locale e regionale, e dall’altro dal continuo calo della redditività del settore, sia in termini di vendite che di raccolta pubblicitaria.
In questo contesto sicuramente difficile, operano anche tante lodevoli iniziative editoriali giornalistiche indipendenti, spesso attivate da giornalisti espulsi da testate in crisi o fallite che, grazie al digitale, si sono trasformati in editori garantendo quel pluralismo democratico che la concentrazione delle testate tradizionali ha fatto venire meno.
«Il nostro sindacato – afferma il giornalista Enrico Paissan, coordinatore Figec-Cisal del Trentino Alto Adige e componente della Giunta esecutiva – abbiamo supportato la richiesta degli editori indipendenti attivi nel digitale volta ad equiparare il sostegno erogato dalla Provincia di Trento al settore, superando l’attuale, odiosa distinzione tra editoria digitale completamente autonoma e indipendente e quella emanazione di altre testate (quotidiani, radio, televisioni, ecc.) che penalizza i primi con un sostegno economico praticamente dimezzato, nonostante l’impossibilità di fare quelle economie di scala permesse alle altre realtà digitali e nonostante la preclusione all’accesso ai contributi pubblici statali garantiti alle testate di minoranze etniche o edite in forma di cooperative o di fondazioni, o alle emittenti radiotelevisive».
La Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione, così come gli editori digitali indipendenti, «stigmatizza questa disparità di trattamento che – denuncia Paissan – si riverbera anche sul sostegno all’assunzione di personale giornalistico, visto che questo è praticamente dimezzato rispetto a quello garantito per le testate digitali emanazione di altre realtà editoriali. A parità di prodotto digitale e di lavoro giornalistico, il contributo per l’assunzione di giornalisti deve essere il medesimo, specie ora che il settore invece di assumere spesso è costretto a licenziare».
Per Paissan «stupisce che a 40 giorni dalla presentazione al vicepresidente della Provincia di Trento nonché assessore allo sviluppo economico e lavoro, Achille Spinelli, di un’articolata piattaforma stesa dagli editori digitali indipendenti del Trentino – cui ha collaborato la stessa Figec – non sia ancora giunta una risposta concreta, positiva o negativa, da parte della politica. Il che è grave, se si considera che è stato lo stesso vicepresidente Spinelli a chiedere la formulazione di una piattaforma unitaria da parte di tutti gli editori interessati».
La Figec sollecita, quindi, l’assessore Spinelli ad «attivarsi, anche per evitare di lasciare il settore nell’incertezza operativa, possibilmente accogliendo le richieste formulate per garantire lo sblocco di nuove assunzioni – cosa particolarmente auspicabile in questo preciso contesto storico del lavoro giornalistico in crisi –, l’avvio degli investimenti per l’aggiornamento tecnologico e la continuazione del prezioso servizio informativo reso alla popolazione, soprattutto a garanzia del pluralismo riconosciuto e valorizzato dalla Costituzione, richiamato continuamente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalle istituzioni europee». (giornalistitalia.it)






CONVENZIONI


