Vito Crimi, sottosegretario di Stato all‘Editoria

NAPOLI – “Sono due gli elementi chiave nella narrazione della reputazione di un Paese. Da una parte ci sono le imprese che si relazionano con l’estero e sono la prima vetrina. Se queste imprese si presentano bene, ciò è un biglietto da visita per l’Italia, per il brand Paese Italia. Poi c’è l’informazione. La narrazione di un Paese che passa attraverso l’informazione”. Lo sottolinea, in un videomessaggio alla Federazioni relazioni pubbliche italiane (Ferpi), a Napoli impegnata in un incontro dal tema “Dal Bel Paese al gran Paese. Reputazione e narrazione del brand Italia”, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega all’Editoria, Vito Crimi.
Per Crimi, assente per impegni istituzionali ma che giudica “interessante” l’iniziativa, “l’informazione negli ultimi anni si è un po’ limitata, forse troppo, nel racconto dei fatti interni, dei contrasti politici, anziché raccontare il bello o gran Paese che vogliamo, anziché raccontare le bellezze di questo Paese che non sono solo quelle artistiche”.
“Quando parlo delle bellezze del paese intendo la sua totalità, la genialità e bellezza – aggiunge – ovviamente la narrazione dell’informazione non può che prescindere da materiale che ha da narrare. Non possiamo nascondere che questo paese negli ultimi anni ha perso di credibilità perché hanno perso di credibilità le istituzioni e la classe politica, appiattita a quello che arriva all’esterno e non all’altezza di rappresentare la bellezza di questo Paese”.
“Cosa dobbiamo narrare di questo Paese?”, si interroga retoricamente il sottosegretario. “Le istituzioni che funzionano e che quindi hanno come interesse cittadini – la sua risposta – un Paese che ha una cultura e un patrimonio artistico e culturale che viene valorizzato il reso funzionale, utilizzabile, fruibile, cosa che molto spesso non avviene. Dobbiamo raccontare un Paese che oggi a una giustizia e potrà avere una giustizia che funziona, in tempi rapidi e che soddisfi la richiesta di giustizia. Un Paese che forma, una scuola che forma delle persone”.
“L’impegno di questo governo “è riportare alla normalità almeno alcuni di questi aspetti perché possono essere raccontati all’estero, parlando del brand Italia, come un valore aggiunto. Riportare questo Paese non solo a essere il Bel Paese ma anche una gran paese perché comunque è un grande paese e lo sta dimostrando”.
È un’Italia dunque “che si rinnova, del cambiamento, che comincia a riavere dignità. Uso la parola dignità perché è il titolo del primo decreto che stato varato da questo governo. Serve a ridare dignità al lavoratori, le imprese, a questo paese che può affacciarsi nel mondo internazionale con orgoglio. Speriamo di riportare questo paese a essere un punto di riferimento, un faro dell’intero pianeta, non solo dal punto di vista dell’impresa ma anche dei visitatori”. (agi)

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