Diffamazione a mezzo stampa, Verna: “Il Cnog si è opposto all’udienza a porte chiuse”

Conte è d’accordo sul carcere per i giornalisti?

Giuseppe Conte e Carlo Verna (Foto Giornalisti Italia)

ROMA – «Davvero il presidente Conte condivide che il carcere ai giornalisti per diffamazione sia legittimo, come ha scritto l’Avvocatura dello Stato nel rappresentare la Presidenza del Consiglio davanti alla Corte Costituzionale nel giudizio di legittimità sul tema?». A chiederlo è il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, spiegando i motivi dell’opposizione del Cnog all’udienza a porte chiuse della Corte Costituzionale sul tema del carcere ai giornalisti.
«Sono certo – afferma Verna – che il Premier impegnato nella lotta al coronavirus nulla sappia. E noi del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti abbiamo bisogno del suo tempo, che ora non può avere a disposizione, per dirgli del nostro profondo  rammarico. È questa la ragione in più per la quale ci siamo opposti all’idea, invece sostenuta dalla stessa Avvocatura dello Stato, che si potesse fare a meno dell’udienza pubblica. Peraltro sicuramente perdendo nella nebbia dell’emergenza l’opportunità di un serio dibattito sull’anacronistica sanzione edittale che affligge la libertà di stampa».
«Perciò – sottolinea Verna – l’Ordine dei giornalisti ha chiesto e ottenuto, per la prima volta nella storia, la qualità di interventore. Chi sostiene disinvoltamente che si potesse rinunciare su un tema così rilevante, per fare presto e chissà in che modo, a uno dei cardini del processo in democrazia, costituito dalla sua pubblicità, tutto ha a cuore meno che la libertà di stampa».
«Come direbbe il commissario Montalbano, splendido frutto della penna di Andrea Camilleri che tanto ci manca, su questa vergogna del carcere – taglia corto il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti – c’è bisogno di una “rumurata”, ovvero di “scrùsciu” (rumore), “scarmazzu” (schiamazzo). Lo potremo fare quando sarà possibile un’attività normale anche invitando tutti a seguire la diretta streaming che la Corte Costituzionale assicura delle pubbliche udienze. Solo l’Ordine, dunque, contro il silenzio sul carcere ai giornalisti e un processo a porte chiuse». (giornalistitalia.it)

 

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