Davide Falcioni (Facebook)

TORINO – La Corte d’appello di Torino ha confermato la condanna a quattro mesi nei confronti di Davide Falcioni, giornalista di Fanpage. Il 9 aprile 2018 il cronista era stato condannato dal Tribunale di Torino per concorso in violazione di domicilio: mentre seguiva una manifestazione dei No Tav, nel 2012, alcuni militanti avevano fatto irruzione in uno studio professionale e lui li aveva seguiti per vedere cosa stesse accadendo.
Nonostante, stamattina, il sostituto procuratore generale Carlo Pellicano avesse chiesto l’assoluzione per la particolare tenuità del reato, la Corte ha stabilito di confermare la condanna. «Sono raggelato», ha detto Falcioni, assistito dall’avvocato Gianluca Vitale, al termine della lettura della sentenza.
Mentre su Facebook, qualche ora dopo, scrive: «Sto ricevendo centinaia di messaggi di solidarietà, mi scuso se non riesco a rispondere ma ringrazio tutti. Stavolta è dura: non solo la mia difesa, ma la stessa accusa aveva esplicitamente richiesto la mia assoluzione ai sensi dell’articolo 131bis. L’incubo sembrava finito. Ciononostante – incalza Falcioni – i giudici hanno confermato la sentenza di condanna già emessa in primo grado. Ricorreró in Cassazione, anche se è sempre più forte il timore di avere a che fare con un muro di gomma. Andiamo avanti».
Federazione nazionale della Stampa italiana e Associazione Stampa Subalpina ribadiscono la loro preoccupazione a fronte della conferma in appello della condanna. «Un giornalista che si trova in un luogo in ci si svolge un reato – commentano – non può per questo essere accusato del reato medesimo».
«Ancor più preoccupante – concludono Fnsi e Subalpina – è che, nonostante il sostituto procuratore generale abbia chiesto l’assoluzione per la particolare tenuità del reato, la Corte abbia stabilito di confermare la condanna. Al collega la vicinanza e la solidarietà del sindacato dei giornalisti». (giornalistitalia.it)

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