TRIESTE – Ennesimo concorso pubblico che, in barba alla Legge 150/2000, esclude i giornalisti pubblicisti. È quello, per titoli ed esami, finalizzato alla copertura di 1 posto di “Dirigente a tempo pieno ed indeterminato, ai sensi della Legge regionale del Friuli Venezia Giulia 18/2016, per la direzione del Servizio Informazione istituzionale e Open Government del Comune di Trieste”.
Tra i requisiti specifici è richiesta, infatti, l’iscrizione nell’elenco Professionisti dell’Ordine dei giornalisti: restrizione non prevista dalla legge 150/2000 che, in materia di uffici stampa, non fa distinzione tra professionisti e pubblicisti.
Tra i requisiti, inoltre, due condizioni particolari: «essere dipendenti di ruolo di pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1 comma 2 del Decreto Legislativo 165/2001 muniti di laurea specialistica o magistrale oppure del diploma di laurea conseguito secondo gli ordinamenti didattici previgenti al Decreto Ministeriale 509/1999 e aver compiuto almeno cinque anni di servizio svolto in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso della laurea», oppure «aver ricoperto incarichi dirigenziali nelle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del Decreto Legislativo 165/2001, per almeno cinque anni purché muniti di laurea specialistica o magistrale oppure del diploma di laurea conseguito secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 509/1999».
L’importo complessivo annuo è costituito da uno stipendio tabellare di euro 50.698 e una retribuzione di posizione di 38.500 euro nei primi 6 mesi e 43.500 euro nei mesi successivi.
La domanda di partecipazione al concorso, nelle modalità e comprensiva degli allegati indicati nel bando, compresa l’attestazione di avvenuto versamento della tassa di partecipazione di 10 euro, va presentata esclusivamente in via telematica tramite il Portale del Reclutamento inPa entro le ore 23.59 del 31 luglio 2026.
Previsto anche un colloquio che – si legge nel bando – «potrà avvenire alla presenza dello psicologo del lavoro, che contribuirà a valutare le attitudini inerenti la sfera delle conoscenze tecniche applicate all’esercizio professionale. L’accertamento di tali attitudini potrà avvenire integrando il colloquio individuale con un colloquio di gruppo o con altre modalità di colloquio idonee in ogni caso a verificare le singole attitudini dei candidati a coprire il posto (ad esempio mediante colloqui selettivi semi strutturati, dinamiche di gruppo e analisi di casi di studio, eccetera)».
Il sindaco Roberto Dipiazza farebbe, dunque, bene a rettificare il bando prima della scadenza della presentazione delle domande, fissata al prossimo 31 luglio, rendendo magari anche meno stringenti i requisiti previsti. (giornalistitalia.it)
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