Un uomo dal cuore d’oro morto tragicamente a Senigallia dopo la caduta da una scala

Commosso addio al giornalista Sergio Federici

Sergio Federici

SENIGALLIA (Ancona) – Il giornalista Sergio Federici, 67 anni, è morto tragicamente dopo un’agonia di tre giorni all’Ospedale Torrette di Ancona nel quale era stato trasportato in elicottero, martedì scorso, dopo un’accidentale caduta da una scala appoggiata ad una roulotte in un camping del Ciarnin di Senigallia. Una rovinosa caduta nella quale aveva violentemente battuto a terra la testa perdendo conoscenza.

Sergio Federici

Nato il 26 ottobre 1957, Sergio Federici viveva a Pianello di Monte Roberto ed era giornalista professionista iscritto all’Ordine delle Marche dal 4 febbraio 1989. Ha lavorato all’Ufficio Stampa di Poste Italiane ed è stato corrispondente da Jesi del quotidiano Il Resto del Carlino e del periodico diocesano Voce della Vallesina. Tra i fondatori del periodico locale Il Massaccio, trasformato successivamente nella testata online Qdm, ne è stato direttore editoriale fino al 2022.
Ai funerali, celebrati ieri pomeriggio nella Chiesa di San Leonardo in Cupramontana, profonda commozione tra i colleghi e gli amici delle Poste, del campeggio che frequentava da anni, dell’associazione Massa Actii da lui fondata a Cupramontana e dai volontari della San Vincenzo de’ Paoli con la quale collaborava, che hanno portato in chiesa l’affettuoso saluto delle carmelitane e delle clarisse per le quali si è sempre speso con grande generosità.
I colleghi di “.qdmnotizie”, nel ricordarlo con grande commozione, sottolineano la sua grande disponibilità e generosità sempre dimostrata nei confronti dei più bisognosi. Non a caso, nell’omelia, il parroco don Giovanni Rossi ha ricordato che «a Cupramontana e a Jesi, Sergio non perdeva occasione per compiere il bene, con spontaneità. Era la concretezza del bene, sempre capace di guardare avanti. Tra gli scout, fin dal 1991, aveva trovato il modo di restituire agli altri ciò che aveva ricevuto. Quando si dona, ciò che si dona diventa vita».
Alla moglie Cesira, ai figli Lorenzo con Francesca e Francesco con Dalila, alle nipoti Arianna, Alessandra ed ai parenti tutti, il profondo cordoglio del Direttore e della Redazione di Giornalisti Italia. (giornalistitalia.it)

 

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