La Provincia di Belluno lo vuole “a fattura”, ma disponibile “a lavorare in sede”

Cercasi addetto stampa: l’ultima genialata

BELLUNO – Non c’è limite alla serie “cercasi addetto stampa da pagare poco, ma disposto a lavorare molto”. La Provincia di Belluno si guadagna, infatti, l’Oscar dell’originalità indicendo una selezione per individuare un giornalista “a fattura” disposto non solo ad accontentarsi di circa 650 euro al mese per svolgere mansioni da redattore, ma a lavorare come lavoratore dipendente. Paradossale, infatti, che tra gli “aspetti” del colloquio al quale verranno sottoposti i candidati figuri addirittura quello “finalizzato a verificare” la “disponibilità a lavorare…presso la sede provinciale”.

Roberto Padrin

Dunque, la Provincia di Belluno, presieduta da Roberto Padrin, sindaco di Longarone e giornalista pubblicista iscritto all’Ordine del Veneto, ha indetto un avviso pubblico per il conferimento di un incarico di addetto stampa. L’incarico consiste nello svolgimento delle attività di supporto per: redigere comunicati e brevi video e foto riguardanti l’attività dell’ente; intrattenere i rapporti con le redazioni ed i media, seguire le agenzie di stampa, fornire chiarimenti ai giornalisti, soddisfacendo le loro richieste (richieste di interviste, dati, materiali di supporto) e curare la medialità; mappare i media territoriali (tv, giornali, siti web, radio) e valutare quelli che possono essere interessanti per l’organizzazione; collaborare con gli uffici competenti per l’aggiornamento dei siti e dei social istituzionali per una comunicazione coordinata interna/esterna dell’ente; curare la realizzazione di un resoconto semestrale (organizzazione/produzione dei materiali, contatti con i redattori, raccolta e archiviazione testi); moderare incontri, conferenze, dibattiti pubblici organizzati dall’Amministrazione provinciale.
Le domande, compilate utilizzando gli allegati moduli e comprensive degli allegati richiesti, vanno presente entro le ore 12 del 25 luglio 2019 a mano, per raccomandata a.r. o per posta elettronica certificata.
Il bando richiama la Legge 150/2000, in materia di Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni, ed è infatti aperto a tutti i giornalisti gli iscritti all’Ordine (professionisti e pubblicisti) e non prevede l’obbligo della laurea.
Lo stesso bando, però, – è questa la nota dolente – non indica espressamente la natura del rapporto di lavoro – fin troppo chiaro contrattualmente, considerate le mansioni richieste – ma, purtroppo,  identificabile nella prestazione a Partita Iva considerato che “la liquidazione del compenso sarà effettuata, anche in modo frazionato, su presentazione di regolare documentazione fiscale, accompagnata da breve relazione sull’attività svolta”.

La Provincia di Belluno

Certo, il bando spiega che “l’addetto stampa potrà operare – non essendo richiesta la presenza nella sede provinciale – anche esclusivamente tramite l’utilizzo del mezzo telefonico e/o informatico al fine di garantire tempestività e continuità delle prestazioni”, ma è chiaro che per svolgere le attività richieste l’impegno dovrà essere ben altro che occasionale.
La durata dell’incarico è fissata in 2 anni, eventualmente rinnovabile per un ulteriore anno, e il compenso annuo lordo ammonta a 10.000 euro, comprensivi di ogni onere previsto per legge, incluse eventuali spese di spostamento e/o altro.
La selezione delle domande sarà effettuata attraverso la valutazione del curriculum vitae (e dell’eventuale ulteriore documentazione prodotta) da parte del Dirigente del Settore di riferimento, con l’ausilio dei funzionari addetti al settore medesimo, finalizzata ad individuare i migliore cinque candidati; un colloquio – cui sono ammessi a partecipare i 5 migliori candidati come sopra individuati – effettuato dal Dirigente del Settore di riferimento alla presenza del Presidente, considerata la valenza della collaborazione.
Tornando alla natura del rapporto di lavoro, la dice lunga la precisazione che “il colloquio è finalizzato a verificare anche i seguenti aspetti: 1)  aspetti motivazionali; 2)  disponibilità a lavorare in presenza presso la sede provinciale; 3)  conoscenza normativa di riferimento”.
Al netto della lingua italiana, dunque, è fondamentale  – ai fini della selezione – essere disposti a lavorare, garantendo la propria presenza nella sede della Provincia di Belluno. Come un dipendente, pagato però 833 euro lordi al mese, che, detratta l’Iva e il contributo previdenziale Inpgi al 2%, diventano 667,65 euro netti al mese. Senza contare le successive imposte sul reddito e le spese varie relative alla prestazione che, naturalmente, sono interamente a carico del giornalista. (giornalistitalia.it)

PER PARTECIPARE:
L’avviso pubblico
Il modello di domanda
La dichiarazione di insussistenza di conflitto di interessi

I commenti sono chiusi