Dopo le polemiche scatenate da Ranucci sui “deportati” della Tgr, l’azienda ammonisce

Cda Rai: “No ad accuse generiche e gratuite”

ROMA – La polemica scatenata dal vicedirettore ad personam Sigfrido Ranucci che, entrando nel merito del concorso interno per la stabilizzazione di 127 precari in Rai, ha dichiarato che se alcuni dei suoi giornalisti dovessero accettare l’incarico sarebbero “deportati” nelle sedi regionali della Tgr, hanno costretto il Cda della Rai ad intervenire con una dura nota.

Antonio Marano, presidente ff del Cda Rai

«In una fase di grande difficoltà per 
l’intero settore dell’editoria, il concorso indetto da Rai rappresenta 
un’opportunità concreta di lavoro e di futuro per 127 giornaliste e 
giornalisti. È, quindi, necessario tutelare chi ha superato le prove di 
idoneità e riconoscere il lavoro svolto dalle commissioni nel rispetto 
delle procedure previste». È quanto afferma, infatti, il Consiglio di amministrazione della Rai sottolineando che «il confronto critico è legittimo, ma accuse 
generiche o rappresentazioni distorte rischiano di danneggiare 
professionalità e credibilità dell’azienda».
«In un momento così 
delicato – evidenzia il Cda della Rai – è fondamentale ribadire la serietà e la correttezza delle 
procedure adottate. Allo stesso tempo, chiunque abbia sollevato accuse o dubbi 
è invitato a rappresentarli nelle sedi opportune, anche attraverso 
un’audizione formale per rendere credibile le sue affermazioni».

Sigfrido Ranucci

«Questo – conclude il Cda della Rai – affinché l’azienda possa verificare con attenzione ogni elemento e far
 derivare da questa verifica ogni opportuna azione anche a tutela di 
chi ha lavorato nella commissione, dei 127 giornalisti selezionati e 
dell’intera Rai».

 (giornalistitalia.it)

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