Il Cdr accusa: “Ieri pomeriggio il liquidatore diceva di non aver ancora visto le carte...”

“l’Ora”: ma Bilotta quando li ha letti i bilanci?

bavaglioRENDE (Cosenza) – Esprimiamo sconcerto nell’apprendere l’ordine di interruzione delle pubblicazioni de “l’Ora della Calabria” da parte del liquidatore Giuseppe Bilotta, comunicazione ricevuta dodici ore dopo la decisione dell’assemblea di indire tre giornate di sciopero in seguito all’evolversi della situazione societaria della testata e alla mancanza di notizie chiare a tutti i giornalisti.
Meraviglia che la decisione, giustificata da Bilotta con l’impossibilità di continuare le pubblicazioni de “l’Ora” a causa del debito crescente della testata ad ogni uscita giornaliera, arrivi ventiquattro ore dopo un incontro con questo Cdr in cui Bilotta dichiarava

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Il Cdr auspica “una soluzione che salvaguardi quanti più posti di lavoro possibile”

“Il Quotidiano”: solidarietà ai colleghi de “l’Ora”

Il Quotidiano della CalabriaCASTROLIBERO (Cosenza) – Il Comitato di redazione de “Il Quotidiano della Calabria”, esprime la massima vicinanza ai colleghi de “l’Ora della Calabria” che stanno vivendo ore drammatiche per l’incertezza delle sorti del giornale.
L’editoria è in crisi, ma nella nostra regione la crisi è aggravata da situazioni molto difficili

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Il liquidatore annuncia la cessazione delle pubblicazioni e fa oscurare il sito internet

“l’Ora della Calabria”: “Ci hanno imbavagliato”

Luciano Regolo

Luciano Regolo

Ora della CalabriaRENDE (Cosenza) – Purtroppo, per la seconda volta in appena quattro mesi di lavoro giornalistico in Calabria, devo pubblicamente denunciare un episodio grave ai danni della libertà di stampa, ma in questo caso anche contro l’esercizio dei diritti sindacali che colpisce la redazione dell’Ora e il sottoscritto.
Essendo stati ieri proclamati tre giorni di sciopero per l’imminente rischio che la testata finisca in mano dello stampatore Umberto De Rose, principale creditore della C&C, la casa che ci edita, lo stesso che la notte tra il 18 e il 19 febbraio faceva pressioni sull’editore perché mi spingesse a togliere la notizia relativa all’apertura di un’inchiesta giudiziaria sul figlio del senatore Gentile e annunciò poi un blocco delle rotative che impedì l’uscita del giornale, episodio per cui è indagato per “violenza privata” dalla Procura di Cosenza, il liquidatore, dott. Giuseppe Bilotta, ha annunciato via e-mail, alle 18.28 odierne, la cessazione delle pubblicazioni dell’Ora.
Tale gesto improvviso, sulla base di spiegazioni pretestuose, quale la

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Il direttore: “De Rose vuole prendersi il giornale. Difendiamo autonomia e dignità”

Sciopero a “l‘Ora”, un grido d’aiuto per la libertà

Luciano Regolo

Luciano Regolo

Ora della CalabriaRENDE (Cosenza) – Se c’è una cosa che mi ha sempre sostenuto nei momenti più difficili di questi miei quattro mesi da direttore dell’Ora è stata la compattezza d’intenti, profonda e non fittizia, di tutta la redazione. Ho sempre avuto la sensazione che i miei colleghi meritassero il meglio da parte mia non solo per il lavoro profuso da quando sono arrivato, ma anche per la loro storia pregressa. Una storia difficile, come per tanti giornalisti, qui in Calabria, una storia che li aveva quasi spenti nell’entusiasmo e nella fiducia in se stessi.
Già prima dell’Oragate l’atmosfera in redazione era cambiata, più serena, più coinvolta. Ma quell’evento, grave e indegno, ci ha uniti ancora di più, ci ha reso consapevoli tutti dell’importanza di una testata libera, “senza bavagli”, ha riacceso in ciascuno di noi il senso più autentico e profondo della missione giornalistica:

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Fondamentale sentenza per la libertà di stampa: dissequestrati telefoni e pc a Minniti

La Cassazione conferma la segretezza delle fonti

Piero Sansonetti

Piero Sansonetti

Consolato Minniti

Consolato Minniti

ROMA – Storica sentenza della VI Sezione Penale della Corte di Cassazione (Carribba presidente – Iacoviello pg) che, in accoglimento dei motivi di ricorso elaborati dall’avvocato Aurelio Chizzoniti, in difesa di Piero Sansonetti già direttore de “l’Ora di Calabria” e Consolato Minniti, capo servizio della redazione di Reggio Calabria, ha annullato senza rinvio l’ordinanza del Tribunale della libertà di Reggio Calabria, con la quale il 30 settembre scorso era stata rigettata la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e controfirmato, oltre che dal Procuratore Capo, dagli aggiunti e da tre sostituti.
Il provvedimento, oltre a ordinare

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Protesta il segretario del Sindacato Nazionale dei Lavoratori della Stampa, Marco Ruiz

Venezuela: in 2 mesi 181 aggressioni a giornalisti

proteste giornalisti Venezuela

CARACAS (Venezuela) – Il Sindacato Nazionale dei Lavoratori della Stampa (Sntp) venezuelani ha contato 181 aggressioni contro 137 giornalisti e tecnici dei media locali ed internazionali in due mesi di protesta antigovernativa di piazza, il 60% delle quali sono attribuibili alle forze di sicurezza.

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Bruno Amorim del quotidiano “O Globo” fermato in una favela di Rio de Janeiro

Fotografa la polizia, arrestato un giornalista

Bruno Amorim arrestato dalla polizia militare

Bruno Amorim arrestato dalla polizia militare

SAN PAOLO (Brasile) – Il giornalista del quotidiano “O Globo”, Bruno Amorim, è stato arrestato dalla polizia militare brasiliana per aver fotografato alcuni agenti impegnati nello sgombero di un vecchio edificio di Rio de Janeiro. Alcuni giornalisti e fotografi sono stati fisicamente aggrediti dalla polizia militare e sono finiti in ospedale.
Mentre un agente  senza nome sulla divisa immobilizzava il giornalista Bruno Amorim, un altro lo filmava con una telecamera accusandolo di “incitamento dei manifestanti”.

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Delegazione col segretario Siddi ed il vicesegretario Parisi davanti all’Ambasciata

Fnsi in piazza per la libertà di stampa in Turchia

Franco Siddi, Carlo Parisi e Giuseppe Di Pietro davanti all’Ambasciata turca a Roma

Franco Siddi, Carlo Parisi e Giuseppe Di Pietro davanti all’Ambasciata turca a Roma

ROMA – Una delegazione della Fnsi, guidata dal segretario generale Franco Siddi, assieme al vicesegretario Carlo Parisi e al presidente dell’Assostampa Molise, Giuseppe Di Pietro, ha partecipato oggi, in via Palestro a Roma, al sit-in davanti all’Ambasciata della Turchia per protestare contro i gravi atti ai danni dell’informazione in quel Paese e contro la politica censoria del presidente Erdogan.
Nel corso del sit-in si è alzata forte la denuncia contro il premier turco che governa in un clima di inaccettabili minacce alla libertà di stampa e di espressione.
Al centro di scandali finanziari gravissimi, Recep Tayyip Erdoğan ha tradito la democrazia imponendo la censura sui media. Ha oscurato i social network, irrigidito il controllo sulle televisioni e posto

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Franco Abruzzo lancia una petizione on line rivolta al Parlamento e al Governo

Una legge in difesa del lavoro di cronisti

Franco Abruzzo

Franco Abruzzo

MILANO – “Si possono pubblicare, nel rispetto della dignità della persona e della verità sostanziale dei fatti, notizie di reato e connessi atti di indagine non coperti dal segreto posto in via temporanea dalla magistratura”.
Una legge di un solo articolo “che attui pienamente, in tema di libertà, la Costituzione della Repubblica Italiana e la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, nonché i giudicati della Corte di Strasburgo”. A proporla è Franco Abruzzo, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia (di cui è stato presidente

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Due persone dovranno rispondere di tentata violenza privata, minacce e percosse

Concluse le indagini sull’aggressione ad Orofino

Paolo Orofino

Paolo Orofino

PAOLA (Cosenza) – Chiuse le indagini preliminari per l’aggressione del giornalista Paolo Orofino. Il cronista de “Il Quotidiano della Calabria”, il 14 marzo scorso è stato schiaffeggiato nella pubblica piazza di Paola, nell’Alto Tirreno cosentino, mentre si trovava in compagnia del caposervizio del “Corriere della Calabria”, Pablo Petrasso, e dell’inviato di “Servizio Pubblico”, Sandro Ruotolo, che era intento a intervistare l’avv. Nicola Gaetano sull’inchiesta delle parcelle d’oro all’Asp di Cosenza.
Unica “colpa” di Orofino è stata quella di aver tentato di scattare una fotografia a corredo del suo servizio giornalistico. La Procura della Repubblica

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