Il processo per l’aggressione a Daniele Piervincenzi ed all’operatore Edoardo Anselmi

Testata di Ostia: chiesti 8 anni per Spada

Daniele Piervincenzi con il segretario generale aggiunto della Fnsi Carlo Parisi, prima di entrare in tribunale, il 30 marzo scorso a Roma. La Fnsi si è costituita parte civile nel processo per l’aggressione del collega e del suo operatore Edoardo Anselmi.

ROMA – Il pubblico ministero della Procura di Roma, Giovanni Musarò, ha chiesto la condanna a 8 anni e 9 mesi di reclusione per Roberto Spada e il suo guardaspalle Ruben Alvez Del Puerto, autori dell’aggressione del

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Il procuratore di Napoli, Melillo: “C’è bisogno di una stampa libera e indipendente”

Lorusso (Fnsi): “Contrastare bavaglio e precariato”

Raffaele Lorusso

NAPOLI – “Il governo metta in campo delle azioni per contrastare le minacce ai cronisti, contro ogni forma di bavaglio, e strumenti concreti per la lotta al precariato”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, oggi a Napoli per una delle due manifestazioni – la prima è stata a Milano – seguite alla Festa Nazionale del Lavoro organizzata dalla Fnsi il 1° maggio a Reggio Calabria.
“La precarietà nel settore giornalistico – ha sottolineato Lorusso – non è più fattore fisiologico, ma sta diventando patologico e questa patologia impoverisce l’informazione perché i giornalisti precari sono meno liberi di

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La storia di Luciano Liggio, capo di Cosa nostra e ricercato n. 1 degli anni ‘60 e ‘70

Il boss visto da due giornalisti e due magistrati

TORINO – Due giornalisti e due magistrati per raccontare la storia di Luciano Liggio, capo mafia degli anni Sessanta e Settanta, quando era il ricercato pubblico numero uno. La vicenda è illustrata in un libro

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“Prima che la notte” stasera su Rai 1. Andreatta: “Raccontiamo l’eroismo civile”

Pippo Fava, il giornalismo garanzia di verità

Pippo Fava

Pippo Fava

ROMA – «Pippo Fava credeva nel giornalismo come forza essenziale della società, un forza vigilante e una garanzia di verità». Così Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, in occasione della conferenza stampa di

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Per fare luce sulla “rete tentacolare” che ha tentato di coinvolgere giornalisti e giornali

Caso Montante, Odg Sicilia al fianco della Dda

Giulio Francese

Giulio Francese

PALERMO – L’Ordine dei giornalisti di Sicilia, preso atto delle vicende connesse al cosiddetto “caso Montante”, relative ai rapporti tra l’imprenditore arrestato e alcuni giornalisti, ha deciso di trasmettere alla Procura della

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Dal 21 al 26 maggio con don Stamile, don Panizza, Prestia e Michele Albanese

Tgr Calabria in diretta contro la ‘ndrangheta

Tgr Calabria

Il caporedattore della Tgr Calabria, Luca Ponzi, e il direttore della Tgr nazionale, Vincenzo Morgante

COSENZA – Dal 21 al 26 maggio la Tgr Calabria sarà in diretta da alcuni luoghi simbolo della lotta alla ’ndrangheta: Cetraro, Lamezia, Limbadi, Bovalino, San Luca e Cittanova. Due gli appuntamenti: alle 7.30 in

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Per la V Sezione Penale della Suprema Corte “dietro Roberto Spada c’è un clan”

Cassazione: “Intimidazione mafiosa a Nemo”

L’arresto di Roberto Spada

L’arresto di Roberto Spada

ROMA – Roberto Spada, nell’aggredire i cronisti di “Nemo”, “si avvalse della forza di intimidazione promanante dall’associazione malavitosa imperante nel territorio, nota come clan Spada, ben presente nella mente dei giornalisti

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Il presidente della Regione Puglia ricorda la lezione del giornalista assassinato a Cinisi

Con Peppino Impastato sentinelle della legalità

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio 1978

BARI – Il 9 maggio di quarant’anni fa, mentre a Roma veniva ritrovato il corpo di Aldo Moro, assassinato dalle Br, la mafia a Cinisi ammazzava un giovane militante e giornalista, Peppino Impastato. Peppino, attraverso una piccola

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Tanti giovani al corteo da Terrasini a Cinisi nel 40° dell’omicidio di Peppino Impastato

La “Meglio Gioventù” in piazza contro la mafia

Ragazzi in corteo a Cinisi nel ricordo di Peppino Impastato (Foto Giornale di Sicilia)

Ragazzi in corteo a Cinisi nel ricordo di Peppino Impastato (Foto Giornale di Sicilia)

CINISI (Palermo) – “Con il coraggio delle idee di Peppino noi continuiamo”. “La mafia uccide il silenzio pure”. Sono gli striscioni che hanno preceduto il corteo, ieri pomeriggio, in memoria di Peppino Impastato, ucciso 40 anni fa

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Il fratello Giovanni: “Per ricordarlo vogliamo coinvolgere la ‘Meglio Gioventù’”

9 maggio 1978: l’assassinio di Peppino Impastato

Peppino Impastato

Peppino Impastato

CINISI (Palermo) – Quarant’anni fa, il 9 maggio 1978, la mafia (con il nome di Vito Palazzolo e Gaetano Badalamenti) assassinava a Cinisi Peppino Impastato. Oggi, per ricordare il suo coraggio, la Casa Memoria dedicata

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