“Quali intrecci dietro il tracollo della società?”. Domani conferenza stampa a Rende

I giornalisti dell’Ora: “Parola alla Magistratura”

Ora della CalabriaRENDE (Cosenza) – “E’ stata ufficializzata, alla vigilia del 25 aprile, l’ennesima beffa per i giornalisti dell’Ora della Calabria (già Calabria Ora). Il liquidatore Giuseppe Bilotta ha prima comunicato il godimento delle ferie forzate per quindici giorni e, a strettissimo giro, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per la totalità dei dipendenti della C&C, società editrice del quotidiano”. Lo afferma l’Assemblea dei giornalisti de “l’Ora della Calabria”, sottolineando che

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Carlo Parisi (Fnsi): “Una vergognosa provocazione. Alcun aspetto sarà tralasciato”

L’Ora della Calabria licenzia tutti i lavoratori

La redazione centrale de “l’Ora della Calabria”

La redazione centrale de “l’Ora della Calabria”

RENDE (Cosenza) – “Una vergognosa provocazione che impone l’attivazione di tutte le procedure giudiziarie finalizzate a fare piena luce su una vicenda nata male e finita nel peggiore dei modi”. A 24 ore dall’incontro con il Comitato di redazione e il direttore de “l’Ora della Calabria”, Luciano Regolo, assistiti dal vicesegretario nazionale Fnsi, Carlo Parisi, e dall’avv. Mariagrazia Mammì dell’Ufficio legale del Sindacato Giornalisti della Calabria, il liquidatore del “Gruppo Editoriale C&C”, Giuseppe Bilotta, ha comunicato l’attivazione della procedura ex legge 223/91 art. 4 e 24 per il licenziamento collettivo di tutto il personale dipendente, ovvero di 66 lavoratori, dei quali una sessantina di giornalisti.

Carlo Parisi e Luciano Regolo

Carlo Parisi e Luciano Regolo

“Sbattere in questo modo la porta in faccia a 66 lavoratori che, tra vessazioni e sacrifici di ogni genere, esclusivamente grazie al loro onesto lavoro hanno dato dignità al giornale  – afferma il vicesegretario della Fnsi, Carlo Parisi – rispecchia evidentemente lo «stile» di un soggetto, il liquidatore Giuseppe Bilotta, che  nella sua “comunicazione preventiva” e nelle due e-mail inviate ieri e oggi al Comitato di redazione, ai sindacati ed a Confindustria

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8 tra direttori e cronisti di Gazzetta del Sud, Quotidiano della Calabria e Calabria Ora

Giornalisti condannati senza essere avvisati

Gazzetta del SudIl Quotidiano Calabria OraREGGIO CALABRIA – Un decreto penale di condanna, con conversione della pena detentiva in una pena pecuniaria compresa tra i 1.500 euro e i 3.000 euro ciascuno, è stato emesso dal gip di Salerno, Maria Zambrano, nei confronti di otto giornalisti, accusati di aver pubblicato «atti e documenti – si legge nelle imputazioni formulate dal pm di Salerno, Rocco Alfano – per i quali, al momento della loro pubblicazione, anche se non più coperti da segreto istruttorio, vigeva ancora il divieto di pubblicazione».
I giornalisti avevano pubblicato, a partire dal mese di gennaio del 2013, notizie

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Il direttore Luciano Regolo e il vicesegretario Fnsi, Carlo Parisi, fanno il punto

Il liquidatore de “L’Ora” minaccia i licenziamenti

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Il segretario della Cisal: “Pieno sostegno alla lotta dei giornalisti e del loro sindacato”

“Chiudere L’Ora è intimidire la libertà di stampa”

Francesco Cavallaro

ROMA – La Cisal esprime il pieno sostegno alla lotta in corso dei lavoratori de “L’Ora della Calabria”  costretti a presidiare la sede della redazione ed auspica una soluzione rapida della vertenza con il reperimento delle risorse necessarie alla continuazione delle pubblicazioni del quotidiano, assicurando così il ripristino di quel servizio informativo alla Calabria riconosciuto sia per la sua efficace e moderna qualità professionale che per il rispetto di una tradizionale impostazione di indipendenza politica tipica di quelle voci “fuori dal coro”, purtroppo sempre più rarefatte nello scenario editoriale italiano.
L’assenza dalle edicole de “L’Ora della Calabria”, un giornale che fino ad oggi ha saputo raccontare la Calabria, i suoi problemi e le sue speranze con un occhio attento e libero,  intercettando le storie e le criticità che spesso non trovano spazio nel mondo dell’editoria, rappresenta un momento estremamente buio della storia dell’informazione nella nostra regione ed una

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Il direttore: “Sindacato giornalisti e redazione portano avanti tutte le azioni possibili”

“L’Ora”, Regolo: “E’ un sopruso, non molliamo”

Luciano Regolo

CATANZARO – Il quotidiano “L’Ora della Calabria” stamattina non è in edicola. Dopo la conclusione dei tre giorni di sciopero proclamati venerdì scorso, il giornale diretto da Luciano Regolo ha cessato ufficialmente le pubblicazioni, come anticipato dalliquidatore Giuseppe Bilotta in una mail spedita alla redazione il 18 aprile. Oscurato anche il sito internet del giornale.
Ieri, inoltre, lo stesso Bilotta aveva disposto il ritiro delle attrezzature e di quanto apparteneva alla C&C, la società editrice, all’interno delle redazioni periferiche, chiedendo lo sgombero immediato di tutti i locali delle redazioni in affitto.
Una decisione subito respinta da direttore e redattori con il sostegno degli organismi sindacali della categoria e un coro di adesioni da parte del mondo politico calabrese.
“Il sindacato dei giornalisti da una parte e tutta la redazione dall’altra

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Il segretario nazionale dell’Italia dei Valori: “Solidarietà a direttore e giornalisti”

“L’Ora”, così si calpesta la libera informazione

Ignazio Messina

ROMA – “Esprimo piena solidarietà e vicinanza al direttore de ‘L’Ora della Calabria’, Luciano Regolo, e ai giornalisti del quotidiano”.
Lo afferma, in una nota, il segretario nazionale dell’Italia dei Valori, Ignazio Messina, che incalza: “E’ assurdo che i diritti di chi si batte quotidianamente per garantire un’informazione libera, corretta e trasparente vengano calpestati in questo modo. E’ grave, infatti, che senza alcuna motivazione ai giornalisti de ‘L’Ora della Calabria’ sia stato impedito di svolgere il loro prezioso lavoro, visto che il liquidatore ha ordinato lo sgombero dei locali in affitto e il ritiro delle

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Il senatore Francesco Molinari (M5S) contro una chiusura a discapito dell’informazione

“L’Ora”, fare luce su una vicenda assurda

Francesco Molinari

Francesco Molinari

ROMA – “Alla fine sembra che «l’Ora della Calabria» chiuderà. Pensiamo che, quello del quotidiano calabrese, sia un caso emblematico dell’informazione e che non sia giusto privare la nostra regione di una voce che ha saputo ritagliarsi – negli ultimi tempi soprattutto – uno spazio indipendente nel panorama editoriale”.
Il senatore Francesco Molinari (M5S), vice presidente della Commissione Finanze e membro della Commissione Antimafia, ritiene che il provvedimento di chiusura “è una decisione che non possiamo condividere in quanto fondata su accordi presi a discapito dei lettori e contro la corretta informazione”. “Ancora una volta – è capitato diverse volte

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Lavoratori in assemblea permanente contro le strane e gravi manovre ai loro danni

“l’Ora”, il peggio come stile di vita

Ora della Calabria

Luciano Regolo

Luciano Regolo

RENDE (Cosenza) – E’ proprio vero che non c’è limite al peggio quando il peggio diventa una forma mentis o uno stile di vita. Stamattina ci siamo ritrovati in redazione e abbiamo appreso che il misterioso liquidatore, che attualmente non risulta ancora registrato alla Camera di Commercio, ha mandato un’altra delle sue email mannaia alle ore 18.47 di venerdì 18 aprile (lo stesso giorno in cui ha interrotto le pubblicazioni dell’Ora e ha oscurato il sito impedendo persino la consultazione dell’archivio, quindi cancellando ogni traccia del nostro lavoro).
Il contenuto di questa comunicazione noi lo ignoravamo poiché era stato inviato ad un dipendente amministrativo, quel giorno assente perché in ferie. Con questa email il Bilotta “autorizza” ad

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Nella battaglia per la tutela dei diritti di giornalisti, grafici, poligrafici e web editor

“l’Ora”: Slc Cgil Calabria al fianco della Fnsi

Ora della CalabriaCOSENZA – “La decisione di dare uno stop alla pubblicazione de «L’Ora della Calabria”», sia cartaceo che on line, è una grave perdita per il settore editoriale e dell’informazione”. Lo afferma la Slc Cgil Calabria, secondo la quale “una decisione così forte, presa proprio dopo l’annuncio di sciopero da parte dei lavoratori, potrebbe essere considerata un grave attacco ai diritti sindacali

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