Nonostante l’arresto del mandante Fenech e degli esecutori materiali della giornalista

Caso Caruana: la Polizia cerca ancora il movente

Daphne Caruana Galizia e, a destra, la sua auto dopo l’esplosione dell’autobomba

LA VALLETTA (Malta) – Ad un anno dall’arresto del tycoon Yorgen Fenech in fuga sul suo yacht ed a tre da quello degli esecutori materiali, “non è ancora chiaro” il vero movente dell’omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, uccisa con una bomba piazzata sulla sua auto a noleggio ed azionata a distanza il 16 ottobre 2017. Lo ha testimoniato il nuovo capo della polizia maltese, Angelo Gafa, nel corso della sua audizione davanti alla commissione dell’inchiesta pubblica.

Vince Muscat

Sono finora cinque le persone incriminate per aver partecipato all’omicidio: i fratelli George e Alfred De Giorgio assieme a Vince Muscat vennero identificati – con la collaborazione di Fbi, Europol e varie polizie europee – ed arrestati già il 4 dicembre 2017 ed incriminati come autori materiali. Ad ottobre 2019 venne arrestato, sulla base di indicazioni di Vince Muscat, il taxista Melvin Theuma. Che ottenne il condono tombale per le rivelazioni e le prove che, esattamente il 20 novembre di 12 mesi fa, portarono all’arresto di Fenech ed alle proteste di piazza che portarono alla caduta del governo Muscat, viste le connessioni emerse con il capo di gabinetto Keith Schembri ed il ministro del Turismo Konrad Mizzi. Questi ultimi erano stati indicati da Caruana Galizia come corrotti al soldo di Fenech.
Ma per gli inquirenti (tutti nuovi, dopo il cambio ai vertici di polizia e unità anticrimini finanziari) non è chiaro il motivo che possa aver davvero scatenato la decisione di uccidere la giornalista.

Angelo Gafa

Nel corso dell’inchiesta pubblica sono finora emerse evidenti prove delle coperture politiche di cui godeva Fenech ma anche le sempre più evidenti sue connessioni con la criminalità organizzata italiana e libica. E nel ramo dell’inchiesta di Caruana Galizia che accusava il premier, sono apparse intromissioni russe nel dossier falsificato consegnato alla giornalista.
Infine sono stati anche rivelati flussi di fondi neri dall’Azerbaigian (che fornisce il gas a Malta ed è proprietario per un terzo della centrale elettrica al centro dello scandalo) verso “17 Black”, la società fondata a Dubai da Fenech per i suoi affari clandestini. (ansa)

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