Maria Efimova passò le carte (false) che avrebbero dovuto incastrare la moglie del premier

Caso Caruana: arrestato il marito della fonte russa

Daphne Caruana Galizia

LA VALLETTA (Malta) – Il marito di Maria Efimova, la fonte russa che passò a Daphne Caruana Galizia le carte sul conto panamense Egrant che avrebbero dovuto incastrare la moglie del premier maltese Joseph Muscat poi rivelatesi false, è stato arrestato a Cipro. Lo ha reso noto la stessa Efimova con un post su Facebook, ripreso dai media maltesi e dal blogger di opposizione Manuel Delia, in cui afferma che «i corrotti di Malta e Cipro uniscono di nuovo le forze».

Maria Efimova

Efimova sostiene che il marito, il cipriota Pantalis Varnavas (impiegato come la moglie nella Pilatus Bank, il cui proprietario iraniano ora è in carcere negli Usa), è stato arrestato dalla polizia di Cipro «con accuse ridicole, le stesse con cui hanno cercato di fare pressione su di me tre anni fa e sono state fermate dal Consiglio d’Europa».
La settimana scorsa Maria Efimova è stata incriminata a Malta per falsa testimonianza, assieme all’ex capo della Fiau (l’agenzia governativa di intelligence antiriciclaggio), per aver mentito sulla proprietà di Egrant.
L’inchiesta della magistratura maltese, col supporto di Scotland Yard, ha escluso il coinvolgimento di Michelle Muscat nella proprietà di Egrant. Il marito, l’ex premier Joseph, si è costituito parte civile.
Secondo quanto ricostruito da MaltaToday, Efimova già dal 2014 era indagata dalla polizia cipriota per fatti avvenuti quando lei viveva e lavorava a Cipro, tra il febbraio 2013 e giugno 2014, denunciati dall’ex datore di lavoro, la società russo-cipriota IFD Fragrance Distribution. Per quella inchiesta la Corte di Limassol ha spiccato contro di lei ordine di arresto europeo il 28 novembre 2017.
Intanto la donna russa si era trasferita a Malta, dove nel 2016 fu denunciata per appropriazione indebita e licenziata da Pilatus Bank appena tre mesi dopo l’assunzione. Nel 2017 diventò la “whistleblower” di Daphne Caruana Galizia, con carte che accostavano Muscat ai conti panamensi (accertati) costituiti dall’allora capo di gabinetto Keith Schembri e dall’allora ministro dell’Energia Konrad Mizzi con pagamenti dalla “17 Black” di Yorgen Fenech, ora accusato di essere il mandante dell’omicidio della giornalista.
Dopo l’arresto nel febbraio 2018 a New York del proprietario della Pilatus Bank, l’iraniano Ali Sadr Hasheminejad, la Efimova si è rifugiata in Grecia, da dove ha combattuto e vinto contro la richiesta di estradizione presentata da Malta. (ansa)

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