In manette insieme a Konrad Mizzi anche Keith Schembri, ex capo di gabinetto di Muscat

Caruana Galizia: arrestato l’ex ministro al Turismo

Daphne Caruana Galizia e, a destra, la sua auto dopo l’esplosione dell’autobomba

LA VALLETTA (Malta) – L’ex ministro per il Turismo, Konrad Mizzi, e l’ex capo di gabinetto del governo guidato da Joseph Muscat, Keith Schembri, sono stati arrestati da agenti dell’Unità Crimini Finanziari della polizia maltese.
I due sono coinvolti anche nelle indagini per l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia ma, stando a quanto indicano i media maltesi, attualmente sono sotto interrogatorio per reati finanziari, tra cui il riciclaggio, nel nuovo quartiere generale della UCM ad Hamrun.

Konrad Mizzi

Nel settembre scorso Schembri era già stato arrestato (poi rilasciato su cauzione, ma con il congelamento dei beni suoi e di tutti i familiari) per riciclaggio e concussione, sospettato di aver facilitato la vendita dei passaporti in cambio di denaro.
L’ex capo di gabinetto è stato prelevato dalla polizia stamani nella sua villa di Mellieha, nel nord dell’isola.
Secondo quanto indicato dal Times of Malta, gli arresti di Mizzi e Schembri sono scattati per fatti emersi dalle chat che i due avevano con Yorgen Fenech, l’ex re dei casinò e presunto mandante dell’assassinio della giornalista.

INCRIMINATI PER SPERGIURO I DUE GRANDI ACCUSATORI DI MUSCAT

I due grandi accusatori dell’ex premier maltese Joseph Muscat, una donna russa e l’ex capo della Fiau (Financial Intelligence Analysis Unit, l’agenzia governativa contro il riciclaggio), sono stati incriminati per spergiuro.
La russa Maria Efimova passò a Daphne Caruana Galizia un dossier secondo cui la Egrant Inc. di Panama, una delle società svelate dai Panama Papers e legate allo schema di corruzione legato allo sviluppo della centrale termoelettrica di Malta, apparteneva a Michelle Muscat, moglie dell’allora premier.
La giornalista ad aprile 2017 rivelò l’intreccio, che comprendeva altre due società panamensi costituite dall’ex capo di gabinetto Keith Schembri e dall’ex ministro dell’Energia (poi passato al Turismo) Konrad Mizzi. Muscat reagì facendo causa per diffamazione alla giornalista, che poi venne uccisa con un’autobomba il 16 ottobre 2017.

Michelle Muscat

L’inchiesta della magistratura maltese, arrivata ora a conclusione, ha riconosciuto che non esiste alcuna prova che la società Egrant appartenesse alla moglie di Muscat. La russa Efimova intanto è fuggita in Grecia, dove ha fatto perdere le sue tracce.
Gli esperti di Scotland Yard alcuni mesi dopo dimostrarono che le firme di Michelle Muscat sui presunti documenti costitutivi della Egrant erano state falsificate.
Recentemente gli inquirenti hanno indagato ed oggi incriminato per falsa testimonianza anche Jonathan Ferris, l’ex capo della Fiau, che aveva dichiarato di aver individuato un pagamento di 600.000 euro a favore della Egrant effettuato da una società di New York riconducibile ad amicizie della signora Muscat. A suo tempo, l’ex premier sostenne che il dossier contro sua moglie era stato costruito per “destabilizzare” Malta ed il suo governo.
Dopo l’arresto dell’imprenditore Yorgen Fenech nel novembre 2019, accusato di essere il mandante dell’omicidio della giornalista, sono emerse sue connessioni con Schembri e Mizzi, che ora sono stati arrestati per reati finanziari emersi dall’analisi di una chat con Fenech. (ansa)

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