Accolte 8194 domande su 9160. Ulteriore certificazione, fondi esauriti e stop ai pagamenti

Bonus 600 euro: dall’Inpgi già 7mila bonifici

ROMA – Sono 8194 i giornalisti ammessi al bonus una tantum di 600 euro previsto dal decreto Cura Italia (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata dell’Inpgi (Inpgi 2).
In tempi record, infatti, il Servizio Prestazioni dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, diretto dalla dott. Francesca Merante, ha provveduto ad esaminare le 9160 domande pervenute, accogliendone 8194 e liquidandone già circa 7mila. Dei 966 non ammessi, per mancanza dei requisiti richiesti, in molti hanno già ricevuto la comunicazione relativa ai motivi del mancato accoglimento della domanda.
Tra le cause di esclusione: l’essere titolari di rapporto di lavoro dipendente; il percepire trattamenti pensionistici o indennità di disoccupazione, cassa integrazione, solidarietà, mobilità o reddito di cittadinanza; aver chiesto o subito la cancellazione dall’Ordine dei giornalisti o dall’Inpgi; il percepire redditi diversi da quelli dichiarati nella comunicazione reddituale all’Inpgi e, alla luce del nuovo decreto legge 23/2020, l’essere iscritti ad altre casse professionali.
Da ricordare che la domanda può essere presentata entro il 30 aprile, ma il plafond di 200 milioni di euro del “Reddito di ultima istanza”, destinati dal Governo ai lavoratori autonomi iscritti alle casse di previdenza privatizzate, sono già esauriti, essendo state già presentate oltre 333mila domande.
Stanotte, inoltre, il decreto legge Liquidità ha bloccato il pagamento dei 600 euro a causa delle modifiche apportate alle condizioni di accesso al beneficio che, la nuova norma contenuta nell’articolo 34 del decreto legge 23/2020, riserva ai soli professionisti iscritti esclusivamente a un ente di previdenza.
In particolare, l’art. 34 (Divieto di cumulo pensioni e redditi) prevede che “Ai fini del riconoscimento dell’indennità di cui all’art. 44 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, devono intendersi non titolari di trattamento pensionistico o iscritti in via esclusiva”.
Pertanto, le casse iscritte all’Adepp, tra cui appunto l’Inpgi, sono state costrette a congelare i pagamenti, chiedendo ai lavoratori un’integrazione della domanda con un’autocertificazione nella quale si attesti il possesso del nuovo requisito richiesto. E, nel contempo, si è in attesa delle direttive ministeriali che chiariscano l’effettivo perimetro di applicazione del provvedimento. (giornalistitalia.it)

 

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