Tra le vittime Zia Wadan. Afghanistan nel terrore per il moltiplicarsi degli omicidi mirati

Bomba contro un’auto a Kabul: uccisi 3 giornalisti

L’auto di Zia Wadan (nel riquadro) in fiamme dopo l’esplosione

KABUL (Afghanistan) – Tre giornalisti sono stati uccisi ed un’altra persona è rimasta ferita, stamani, dall’esplosione di una bomba ad alto potenziale che ha distrutto l’autovettura sulla quale viaggiavano, nella capitale Kabul. Tra essi c’è il portavoce delle Forze di protezione pubblica del paese (Nppf), Zia Wadan, noto per aver lavorato in importanti media del suo Paese.

Zia Wadan

La notizia è stata confermata dal Ministero dell’Interno afghano, il quale ha spiegato che Nppf, National Public Protection Force, è un servizio di sicurezza che distribuisce guardie alle organizzazioni internazionali in tutto l’Afghanistan.
L’attentato è l’ultimo di una serie di omicidi mirati che stanno scuotendo l’Afghanistan, in particolare la capitale Kabul.
«Wadan e i suoi colleghi – ha dichiarato il portavoce del Ministero dell’Interno, Tariq Arian – sono rimasti uccisi nel traffico mattutino dell’ora di punta in una parte orientale della capitale. «Un veicolo che trasportava Zia Wadan – ha spiegato – è stato preso di mira con un ordigno esplosivo artigianale e il giornalista e due dei suoi colleghi sono rimasti uccisi, mentre un’altra persona è rimasta ferita». Finora nessun gruppo ha rivendicato l’attacco.

Tariq Arian

La violenza esplosa in tutto il Paese, negli ultimi mesi, è caratterizzata da una nuova tendenza di omicidi mirati che hanno seminato paura, soprattutto a Kabul.
Personaggi di alto profilo, tra cui giornalisti, politici e attivisti per i diritti, vengono infatti presi sempre più di mira, nonostante i colloqui di pace tra il governo e i talebani.
Da novembre, cinque giornalisti sono stati uccisi in uccisioni mirate insieme a molte altre figure di spicco del Paese. (giornalistitalia.it)

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