Corrado Augias a Novara con il suo “Breviario per un confuso presente”: “Riflettete!”

“Bisogna avere memoria per progettare il futuro”

Corrado Augias nel salone d’onore del Broletto a Novara

NOVARA – Ospite del Circolo dei Lettori di Novara, nel salone d’onore del Broletto, Corrado Augias ha presentato il suo “Breviario per un confuso presente”.
«Stiamo attraversando un periodo temporale complicato – ha ammonito il giornalista – in un contesto dove le macchine sono in grado di sostituirci in tutto». Anche nei sentimenti? «Anche in quello!».
L’autore è un giornalista a tutto tondo. Nato a Roma – classe 1935 – da una famiglia di origine francese (Tolone), è stato uno dei fondatori del giornale “La Repubblica”, corrispondente da Parigi (prima) e da New York (poi), inviato speciale, editorialista e, infine, presenza colta in televisione.
Per la Rai è stato ideatore e conduttore di programmi che hanno fatto la storia del piccolo schermo: “Telefono Giallo”, “Quante storie”, “Visionari” e, da ultimo “Babele”, un programma dedicato interamente ai libri. È stato anche deputato europeo. La sua attività di scrittore è legata soprattutto ai gialli e ai resoconti storici.
Questa volta si è cimentato in un saggio dal sapore sociologico: “Breviario per un confuso presente” (editrice Einaudi, 200 pagine, 18,50 euro).
Il volume incomincia con un personaggio importante nella cultura italiana, Francesco Petranca.
Il giornalista cita una frase come una epigrafe: “Trovandomi al confine tra due popoli volgo lo sguardo al passato e al futuro”.
Augias intende dire che occorre custodire il passato e la memoria per programmare il domani.

Ci troviamo in un passaggio drammatico di civiltà che transita dalla cultura della carta alla cultura del web, del digitale e di internet: «Questo passaggio è il più importante che sia mai avvenuto».
Ovviamente ci sono stati passaggi altrettanto cruciali: un esempio? La scoperta dei caratteri mobili di Johannes Gutenberg nel 1455 oppure l’utilizzo dell’energia nucleare.
Ma l’utilizzo del virtuale che si fa adesso non consente confronti. Con Internet il mondo si è rimpiccolito, i confini si sono frantumati e l’informazione corre in tempo reale.
Certo, non tutto il nuovo può essere ascritto al capitolo del positivo. La velocità non si accorda con la riflessione e il tempo risparmiato è spesso occasione di confusione.
In questo modo si spiegano le fake news che, proprio perché il tempo è indifferente, si sottraggono al controllo e alla verifica.
«Occorre prendersi qualche pausa – consiglia Augias –. Filtrare il presente con il passato, ragionare, non pensare che la riflessione sia una perdita di opportunità. Una robusta consapevolezza permette di gestire il presente e organizzare il futuro».
Insomma: «Non può esserci futuro – luminoso o ingarbugliato che sia – senza una robusta consapevolezza del nostro essere homo sapiens. Questo patrimonio del passato (con i suoi elementi etici) abbiamo il dovere di conservarlo per trasmetterlo a chi verrà dopo di noi». (giornalistitalia.it)

 

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