PARIGI (Francia) – Niente inglese, siamo francesi. Al Salon du Livre di Parigi, che si terrà dal 15 al 18 marzo, non dovrebbero trovare spazio parole come “young adult”, “bookroom”, “photobooth”, “bookquizz”, “brainsto” e “live”. Così la pensano circa cento tra scrittori, saggisti, giornalisti e artisti francesi che si sono dichiarati indignati per l’invasione del “globish”, ovvero della sottospecie di lingua inglese diffusa in tutto il mondo, nel calendario degli eventi della vetrina dell’editoria d’Oltralpe.
«In un salone consacrato al libro e alla letteratura francese non è più possibile parlare francese?», si chiedono i firmatari dell’indignato appello che invita a cassare le parole inglese alla moda ma inutili perchè ben sostituibili con termini francesi.
Un evento dedicato alla “Scène Young Adult” al prossimo Salon du Livre ha attirato la condanna di autori come Leila Slimani, Tahar Ben Jelloun, Marie NDiaye, Muriel Barbery, Catherine Millet, Jean-Loup Chiflet, Teresa Cremisi, Catherine Cusset, Jean-Marie Laclavetine, Danièle Sallenave e Lydie Salvayre, che hanno descritto l’adozione a sproposito della terminologia inglese come “un atto insopportabile di delinquenza culturale”.
«Nelle strade, sul web … ovunque l’inglese tende a sostituire il francese, a poco a poco, alla velocità di una parola al giorno… Ma anche in una fiera del libro in Francia? «A Parigi, in uno spazio dedicato al libro e alla letteratura, non è possibile parlare francese?», si chiede il centinaio di intellettuali nella lettera, pubblicata la scorsa settimana, su Le Monde e La République des Livres, il blog di Pierre Assouline.
Continua la lettera: «Per noi, intellettuali, scrittori, insegnanti, giornalisti e amanti di questa lingua, “young adult” rappresenta la goccia che ha fatto traboccare il vaso … Questo uso di “young adult”, perché riferito alla letteratura francese, perché rivolto deliberatamente ai giovani francesi in cerca di letture, è troppo. È diventata un’aggressione, un insulto, un insopportabile atto di delinquenza culturale». (adnkronos)

LA LETTERA PUBBLICATA SU LE MONDE

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