Il grido d’allarme delle piccole e medie agenzie da noi lanciato ieri scuote il Parlamento

Bando Rai da rivedere: via i criteri discriminanti

ROMA – Le sacrosante proteste sui criteri discriminanti per le agenzie di stampa medie e piccole contenuti nel Bando Rai, condivise dal sindacato dei giornalisti Figec e denunciate ieri dal nostro quotidiano Giornalisti Italia, registrano oggi ulteriori importanti prese di posizione sulla “Gara europea a procedura aperta, articolata in 7 lotti, per l’affidamento di contratti aventi ad oggetto la fornitura dei servizi di informazione, media office e di prodotti videofotografici da parte di agenzie di stampa e fotografiche”.
Il 5 giugno scorso il sindacato dei giornalisti Figec, con il dipartimento Unirai, ha chiesto e ottenuto dalla Rai, l’8 giugno, la rettifica dei capitolati tecnici dei cinque lotti “con eliminazione del requisito dell’iscrizione alla Fnsi” per i giornalisti che producono i contenuti e prorogato all’8 luglio il termine per la presentazione delle offerte.
Ieri, Giornalisti Italia ha registrato il disappunto espresso dalle agenzie di stampa Italpress, MFNewswire, 9Colonne e Dire, condivise in massima parte da Nova, che hanno evidenziato che «per come è strutturato, il bando mette a gara una molteplicità di servizi che difficilmente può essere soddisfatto da una o più agenzie di stampa italiane, anche ricorrendo ad RTI».
La sen. Barbara Floridia (M5S), presidente della Commissione di Vigilanza della Rai, condivido «le forti preoccupazioni sul nuovo bando Rai per le agenzie di stampa. Un appalto di quasi 30 milioni di euro – sottolinea Floridia – non può essere costruito in modo da rendere, di fatto, più difficile la partecipazione di molte realtà editoriali che ogni giorno garantiscono informazione professionale e di qualità».

Barbara Floridia

«Il servizio pubblico – ricorda Barbara Floridia – ha il dovere di promuovere il pluralismo, non di restringerlo. Chiedo alla Rai di fare tutto ciò che è necessario per garantire pari opportunità, equità e condizioni realmente competitive, correggendo ogni criticità del bando. Perché la qualità dell’informazione si difende anche assicurando a tutti la possibilità di competere ad armi pari».
Il sen. Maurizio Gasparri (Forza Italia), raccogliendo «il grido d’allarme di varie agenzie in merito al bando di gara della Rai» ha rivolto all’azienda l’«invito ad un approfondimento per valutare soluzioni che garantiscano maggiore equilibro a tutela del pluralismo». «Il mondo delle agenzie – sottolinea Gasparri – è essenziale e merita ascolto e rispetto».

Maurizio Gasparri

I parlamentari Pd della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai esprimono «forte preoccupazione per le criticità emerse sul nuovo bando Rai per l’affidamento dei servizi delle agenzie di stampa» sottolineando che «un appalto di quasi 30 milioni di euro deve essere improntato ai principi di trasparenza, concorrenza e valorizzazione del pluralismo dell’informazione, evitando criteri che possano restringere la partecipazione o determinare effetti discriminatori nei confronti di operatori qualificati».
«Il servizio pubblico radiotelevisivo – evidenziano i parlamentari Pd – ha il dovere di garantire il massimo pluralismo delle fonti informative e di assicurare condizioni di accesso e competizione eque per tutte le agenzie che possiedono i requisiti professionali richiesti».
Per questo, i parlamentari Pd chiedono alla Rai di «verificare con attenzione le criticità segnalate e di apportare le necessarie modifiche al bando affinché siano garantite pari opportunità, reale concorrenza e la più ampia partecipazione possibile. Difendere la qualità dell’informazione significa anche tutelarne il pluralismo e assicurare regole uguali per tutti».
L’on. Francesco Saverio Romano, coordinatore politico di Noi Moderati, ritiene «a dir poco discriminante il bando di gara della Rai, del valore complessivo di 29,7 milioni di euro rivolto alle agenzie di stampa».

Francesco Saverio Romano

«I requisiti che vengono richiesti – osserva Romano – non riguardano la qualità dei servizi giornalistici che moltissime agenzie di stampa offrono quotidianamente ma la loro struttura, le loro dimensioni. L’obiettivo è chiaro: penalizzare e far morire le imprese giornalistiche medio-piccole che offrono l’imprescindibile servizio delle agenzie di stampa, allo scopo di privilegiare solo le grandi. È a dir poco inaccettabile».
«La gara per l’affidamento di contratti aventi ad oggetto la fornitura di servizi di informazione, media office e di prodotti videofotografici – afferma Romano – impone requisiti di copertura internazionale se non mondiale, con la richiesta di servizi e di notiziari testuali in italiano e in inglese, rassegne stampa internazionali, rassegne social in formato video, servizi di media office, testuali, video e fotografici, servizi di immagini, immagini in diretta, con droni e notiziario Down Jones».
«Ebbene, si tratta di servizi che nella generalità dei casi – osserva Romano – richiedono una copertura internazionale, inaccessibili a molte agenzie di stampa e una copertura strutturata quotidiana dell’Ue e di aree strategiche (Mediterraneo, Medio Oriente, Nord America, America Latina, Asia-Pacifico, Africa. Questo bando, che va ritirato con effetto immediato, non intende privilegiare la qualità del servizio ma uccidere le agenzie di stampa medio-piccole, con gravi ricadute occupazionali e pesanti ripercussioni sull’offerta informativa che non può prescindere dal pluralismo dell’informazione».

Andrea De Maria

L’on. Andrea De Maria (Pd), unendosi «alla preoccupazione per il bando Rai per l’affidamento dei servizi delle agenzie di stampa», ricorda che «si tratta di circa 30 milioni di euro» ritenendo «fondamentale che il bando risponda a criteri di trasparenza, concorrenza e valorizzazione del pluralismo dell’informazione».
«Va evitato – afferma De Maria – che si restringa la partecipazione o si determinano effetti discriminatori nei confronti di operatori qualificati. Il servizio pubblico radiotelevisivo ha il dovere di garantire il massimo di pluralismo e di assicurare condizioni di accesso e competizione eque per tutte le agenzie che possiedono i requisiti richiesti».
«La Rai – è l’appello di De Maria – verifichi le criticità che sono state segnalate e preveda le opportune modifiche al bando per assicurare pari opportunità, reale concorrenza e la più ampia partecipazione possibile».

Peppe De Cristofaro

Il sen. Peppe De Cristofaro (Avs), presidente del gruppo Misto e componente della Vigilanza Rai, afferma che il Bando Rai per le agenzie di stampa sia «da rivedere» aggiungendo che «le giuste preoccupazioni delle agenzie sul pluralismo dell’informazione vanno ascoltate».
«La Rai – sottolinea De Cristofaro – deve fare di tutto per garantire pari opportunità e pluralismo modificando il bando contestato. Il servizio pubblico deve garantire il massimo del pluralismo delle fonti e assicurare parità di accesso. Non fare il contrario». (giornalistitalia.it)

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