PADOVA – La giornalista Chiara Giannini, inviata della trasmissione di Rai 1 “Porta a Porta” è stata aggredita a Padova da alcuni giovani che le hanno lanciato contro una pietra, che l’ha colpita ad una gamba, e alcune bottiglie di vetro. Con una troupe del programma di Bruno Vespa stava girando un reportage sulle baby gang nel centro della città veneta.
Era entrata in un esercizio commerciale di via Tommaseo, nei pressi della stazione, per raccogliere delle impressioni sull’aggressione ad una barista di origini cinesi vittima, nei giorni scorsi, di una baby gang. Non ricevendo alcuna risposta, è uscita ma uno dei ragazzi che si trovava all’interno del locale l’ha seguita insultandola e lanciandole contro le bottiglie e una pietra raccolta da terra. La troupe di “Porta a Porta” è stata, quindi, costretta ad allontanarsi immediatamente e chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Nell’esprimere «la più ferma condanna per la grave aggressione subita dalla giornalista Chiara Giannini e dalla troupe di Porta a Porta durante la realizzazione di un reportage sulle baby gang a Padova», la Rai condanna «un episodio inaccettabile, che rappresenta un attacco diretto alla libertà di informazione e al diritto-dovere dei giornalisti di raccontare la realtà».
La Rai esprime, quindi, «piena solidarietà a Chiara Giannini e ai colleghi coinvolti, ribadendo il proprio impegno a garantire il diritto dei cittadini ad essere informati senza condizionamenti o intimidazioni».
Subito al fianco della giornalista il sindacato Unirai Figec – Cisal che esprime «piena solidarietà alla collega Chiara Giannini di Rai 1 e alla troupe aggredita a Padova mentre svolgeva il proprio lavoro. Un atto inaccettabile che colpisce direttamente la libertà di stampa e il diritto dei cittadini ad essere informati».
«Condannando con fermezza ogni forma di violenza contro i giornalisti e mette a disposizione il proprio supporto, anche legale, per tutelare i colleghi coinvolti», Unirai Figec – Cisal ribadisce che «nessuna intimidazione fermerà l’impegno dei cronisti nel raccontare la realtà». (giornalistitalia.it)
Zaia: “Lavorare su strada, fa parte del mestiere di chi informa:
ma non può diventare un rischio accettato né normalizzato”
«Quanto accaduto a Padova alla giornalista Chiara Giannini e alla troupe di Porta a Porta è grave. Esprimo la mia vicinanza alla cronista, ai tecnici coinvolti e al direttore Bruno Vespa».
Lo afferma il presidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, ricordando che «lavorare su strada, spesso in contesti complessi, fa parte del mestiere di chi informa: non può diventare un rischio accettato né normalizzato. La libertà di stampa non è un privilegio delle redazioni: è un diritto dei cittadini a ricevere notizie. Per questo è doveroso che, di fronte a una telecamera, a un giornalista, a un microfono, prevalga sempre un rispetto concreto, “sacro” nel senso del dovuto in una comunità democratica, da parte di chiunque e a qualsiasi età. Aggredire chi raccoglie e verifica i fatti significa colpire il diritto di tutti a conoscerli».
«C’è anche – osserva Zaia – una responsabilità educativa: il fenomeno delle baby gang riguarda sicurezza e crescita civile. Lo voglio dire con estrema chiarezza: nessuno, tantomeno gruppi giovanili dediti a comportamenti violenti, può appropriarsi delle nostre città e delle nostre strade, mettendo a rischio l’incolumità e il decoro».
Luca Zaia auspica, quindi, «che gli autori dell’aggressione vengano rapidamente identificati e condannati con fermezza, nel rispetto delle garanzie di legge. Non esistono zone franche contro l’informazione. Il Veneto rimane e rimarrà un luogo in cui chi fa giornalismo può e deve lavorare senza minacce né intimidazioni». (giornalistitalia.it)









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