Indagato e sottoposto a perquisizione domiciliare su mandato del Pm della Dda di Roma

Attentato a Ranucci: Lavitola presunto mandante

Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci

ROMA – I carabinieri del Nucleo Investigativo hanno perquisito l’abitazione dell’imprenditore ed ex giornalista ed editore Valter Lavitola indagato nel procedimento sull’attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto, nell’ottobre scorso, a Roma.

Il cancello dell’abitazione di Ranucci divelto dall’esplosione

Secondo quanto si apprende, nelle indagini del procuratore Francesco Lo Voi e dei pm Carlo Villani, oggi procuratore di Velletri ed Edoardo De Santis, Lavitola sarebbe sospettato di essere, insieme ad un’altra persona, il mandante dell’attentato. Per questo è indagato in concorso. Sequestrati telefono cellulare e computer dell’indagato. Le prove a supporto però, al momento, sono al vaglio. Infatti non sono state chieste misure cautelari per l’ex editore.
Secondo quanto ricostruito da inquirenti e investigatori e appreso da Agi, Lavitola avrebbe parlato con un’altra persona, anch’essa indagata, che poi avrebbe richiesto ai quattro arrestati di porre in essere l’attentato nei confronti del giornalista di Report avvenuto, nell’ottobre scorso, a Roma.
Per Lavitola, esattamente come per colui che è sospettato essere il sodale, e per i quattro arrestati le accuse sono quelle di concorso in detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso.
Gli arrestati sono indagati a vario titolo per detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, reati aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.

L’auto di Ranucci distrutta con una bomba davanti alla sua abitazione di Pomezia

Lo scorso 30 giugno erano state eseguite quattro misure cautelare personale (tre in carcere e una agli arresti domiciliari), emesse dal gip del tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di quattro indagati, a vario titolo, per detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, reati aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.
Si tratta di Pellegrino D’Avino, 27enne di Avellino; Antonio Passariello, 53enne di Avellino; Saverio Mutone, 41 anni di Avellino; Luca Amato, 21enne di San Giuseppe Vesuviano e Marika De Filippis, 22enne di Avellino. (agi/giornalistitalia.it)

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Un commento

  1. Olindo D'Agostino

    Se un giornalista si affida pericolosamente a personaggi già ampiamente conosciuti alle cronache giudiziarie, presso i quali attingere le informazioni, non può poi meravigliarsi se gli stessi vengono sospettati e indagati per doppi giochi malavitosi. Lavitola è probabilmente estraneo all’attentato e sicuramente innocente almeno fino al terzo grado di giudizio, sempre che sia rinviato a giudizio e condannato. Ciò che meraviglia è la meraviglia di Ranucci, che, dopo aver utilizzato come fonte del suo lavoro un personaggio con precedenti di notevole portata, non sia mai stato colto da dubbi sulla genuinità dei fatti confidati dalla sua fonte, diventandone addirittura grande amico.

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