Con Giornalisti Indipendenti (Stampa Libera e Indipendente) e Insieme per la Subalpina

Associazione Stampa Subalpina al voto

TORINO – Associazione Stampa Subalpina al voto oggi e domani, domenica 1 e lunedì 2 dicembre, per eleggere il Consiglio Direttivo (15 professionali e 5 collaboratori), i 5 fiduciari e le segreterie provinciali e la Commissione pari opportunità (1 professionale e 1 collaboratore). Due le liste in campo: “Giornalisti Indipendenti” (la componente piemontese di “Stampa Libera e Indipendente”) e “Insieme per la Subalpina”.
Hanno diritto al voto tutti gli iscritti alla Subalpina da almeno 6 mesi in regola con il pagamento della quota associativa 2019. È possibile mettersi in regola pagando le quote alla Subalpina o direttamente al seggio.
Si vota domenica 1 dicembre dalle 10 alle 19 e lunedì 2 dicembre dalle 9 alle 14 ad Alessandria (Provincia, Palazzo Ghilini, Piazza Libertà 17), Asti (La Stampa, Corso Alfieri 234), Biella (Il Biellese, Via Don Minzoni 8), Cuneo (La Guida, Via Antonio Bono 5), Novara (Provincia, Palazzo Natta, Piazza Matteotti 1), Verbania (VcoAzzurra Tv, Via Montorfano 1, Fondotoce), Vercelli (Ascom, Via Laviny 27) e Torino (Circolo della Stampa, Corso Stati Uniti 27). È possibile cambiare seggio anche durante le votazioni, previo nullaosta della Commissione elettorale, da richiedersi telefonando allo 011.5623373 oppure direttamente al seggio.

A sinistra i candidati professionali; a destra i collaboratori

Sovrintenderà a tutte le operazioni di voto la Commissione elettorale composta da Giacomo Mosca (presidente), Renato Giacone (vicepresidente), Monica Gallo, Remo Guerra e Alessandro Sartore.
Per il Consiglio Direttivo, nel 2015, hanno votato 409 professionali su 766 (53,39%) esprimendo 316 preferenze per “Insieme per la Subalpina” (12 consiglieri) e 75 preferenze per i “Giornalisti Indipendenti” (3 consiglieri). Tra i collaboratori, invece, hanno votato 239 giornalisti su 540 (44,26%) accordando 190 preferenze ai “Giornalisti Indipendenti” (4 consiglieri) e 43 voti a “Insieme per la Subalpina” (1 consigliere). Quindi, il risultato finale è stato di 13 consiglieri per “Insieme per la Subalpina” e 7 per i “Giornalisti Indipendenti”. (giornalistitalia.it)

I PROGRAMMI

Giornalisti Indipendenti – Passione e tenacia: i Giornalisti
Indipendenti per una Subalpina a porte spalancate

Dalla società aperta alla società liquido-gassosa: è proprio questo l’itinerario che stiamo percorrendo? Per arrivare all’assunto popperiano ci abbiamo messo un bel po’ di tempo, combattendo contro i pregiudizi ed i lacerti dei totalitarismi.
L’avvento della rete, che avrebbe dovuto facilitare la circolazione delle idee e quindi una democratizzazione dei saperi, si è rivelato un boomerang del quale non abbiamo ancora contezza, talmente è vasto l’impatto del controllo che la “macchina” ha nei confronti degli utilizzatori umani; il problema delle grandi centrali del web consiste nel non essere pensate per darci alternative. Prevedono i nostri bisogni e ci chiudono in una bolla.

Ezio Ercole

Google, Facebook, Amazon si stanno ritagliando un ruolo che sino a non poco tempo fa era proprio degli Stati- Nazione, anticipando le nostre scelte: siamo nell’iperstoria, un eterno presente che cancella passato e geografia, confondendo l’efficienza con la felicità ed il benessere in una inquietante “happycrazia”.
Sempre on line o meglio on life in una logica di pura competizione: quando anche da noi i social credits, cioè un punteggio di base assegnato a tutti i cittadini che, a seconda del comportamento più o meno virtuoso consono al regime, perdendo punti nel corso della vita rischiano di non poter acquistare nemmeno un biglietto del treno o un elettrodomestico.
Alternative? Tornare alla comunità, non certamente autarchica, ma quella rispettosa di uno spazio pubblico dove si innervano le nostre convinzioni; certamente è un luogo scomodo perché senza contraddittorio e senza il principio di falsificazione non è possibile trovare la verità, o almeno il verosimile. Già nel ‘600 lo aveva compreso il poeta John Milton quando nei caffè e sui libri vide nascere la civiltà del dubbio e della discussione.
Perché questo lungo cappello per introdurre la lista Giornalisti Indipendenti? Perché dobbiamo avere contezza della mutazione genetica del lavoro e delle professioni in genere, dove la nostra in particolare ha subito e subirà molti contraccolpi, consci però delle potenzialità di un mestiere sempre più necessario, proprio sulla scorta delle precedenti riflessioni.
Quanti sberleffi ricevevamo per proporre e sostenere argomenti che oggi sono dati per scontati, ma che un tempo erano forche caudine e percorsi ad ostacoli datati sin dal 1992, portati comunque caparbiamente avanti con quel sottile piacere di sapere di essere anticipatori dei tempi e non essere capiti.
Quante discussioni quando cercavamo di far comprendere ai garantiti e consolidati che la professione incominciava a guardare da un’altra parte, carsicamente sottotraccia con repentine emersioni. Il giornalismo professionale non poteva più essere appannaggio solamente dei dipendenti ma occorrevano aperture, in primis mentali, e spazi di inclusione per i giornalismi, declinati al plurale.
Siamo arrivati fin qui senza mai alzare i toni, spesso in punta dei piedi ma ferrei nel praticare concretamente ciò che sosteniamo negli spazi e nei luoghi, ed anche negli a-luoghi della professione.
Paradigmatica è l’ultima novità in capo al nostro istituto di previdenza sostituivo della previdenza pubblica, per quanto riguarda l’Inpgi 1 e con la Gestione separata per i lavoratori libero-professionali: entro il 2023 entreranno nel perimetro della professione i comunicatori: non come auspicio ma con legge inserita in Gazzetta ufficiale.
Certamente si dovranno trovare rappresentanza e spazi nell’albo e nel sindacato per coloro che verseranno all’Inpgi i contributi previdenziali. È solo l’ultimo di una serie di tasselli che smuovono le fondamenta di una professione per troppo tempo ingessata nelle sue certezze, incurante di ciò che avveniva intorno e rinchiusa nei fortini della corporazione. Risulta, quindi, sempre più strategica la lista dei Giornalisti Indipendenti e la cultura che sottende la nostra azione: non solamente per aver precorso i tempi e averli interpretati, ma per essere stati sprone e parte attiva e propositiva per rendere concreta l’azione sindacale.
Gli ultimi anni hanno visto il nostro sindacato regionale, la Subalpina, attenta ai cambiamenti e di questo dobbiamo dare atto alla segreteria uscente, inclusiva e pronta a recepire suggerimenti e consigli. Certamente aiuta la nostra collocazione nazionale in seno alla maggioranza federale e la leale collaborazione, pur mantenendo autonomia e spirito critico. Ne sono plastica evidenza i nostri candidati, provenienti dalle più disparate esperienze lavorative.
Colleghe e colleghi che sono l’emblema di una professione che muta pelle ad horas e che deve rimanere ancorata ai principi della solidarietà intergenerazionale. I candidati dei Giornalisti Indipendenti sono mossi da spirito di servizio, interpreti leali e corretti della delega fiduciaria, sempre pronti a dar conto del loro operato.

Ezio Ercole
presidente dei Giornalisti Indipendenti
(Stampa Libera e Indipendente)

 

Insieme per la Subalpina – A difesa della dignità dei giornalismi

Chiarezza, solidarietà e coraggio. Per sintetizzare gli obiettivi della nuova lista “Insieme per la Subalpina” bisogna leggere i nomi che la compongono. Colleghe e colleghi dai percorsi professionali molto diversi, che hanno scelto di dedicare parte del loro quotidiano impegno al nostro sindacato, mettendo a disposizione competenze ampie e profonde, come sempre a titolo gratuito.
Grati a chi ha guidato il sindacato regionale in questi ultimi dieci anni, Stefano Tallia e Alessandra Comazzi, abbiamo colto l’invito e l’esigenza di rinnovare i ranghi per proseguire nel cammino tracciato.

Silvia Garbarino

Nel composito mondo del giornalismo piemontese cerchiamo di dare voce e rappresentanza a tutti i media: piccoli e grandi giornali, agenzie stampa e informazione online, radio e televisione. E, soprattutto, precari e garantiti. Sensibilità diverse che vivono, però, la trasformazione tecnologica del lavoro come un cammino ricco di insidie, ma anche di opportunità.
Il governo di questa fase storica straordinaria necessita di una coesione altrettanto forte tra i vari istituti di categoria, ovvero Ordine, sindacato, Inpgi e Casagit. Perché la nostra professione va difesa da chi la usa arbitrariamente per i propri interessi, siano editori o partiti politici. La nostra professione va difesa soprattutto quando i diritti non sono rappresentati dentro le redazioni, o vengono bisbigliati come fossero lettera morta.
Occorre difendere la professione da chi offre remunerazioni umilianti, con la scusa che intanto non ci sono alternative. Dobbiamo ragionare sugli errori del passato, e sulle scelte che dovremo compiere per i due enti che chi ci ha preceduto ha costruito lottando giorno per giorno: Inpgi e Casagit sono risorse preziose, non problemi.
Siamo una nave in mare aperto, dove servono marinai esperti e coraggiosi, mappe chiare, una bussola funzionante, e soprattutto una rotta da seguire. La rotta, che noi abbiamo sempre seguito, e vogliamo seguire è quella che ha fatto la storia del nostro sindacato: valorizzare il lavoro dei giornalisti e, grazie a loro, la libera informazione, per rendere migliore la società.
Il primo inequivocabile punto del programma è, quindi, la tutela della dignità professionale, sotto qualunque forma si proponga. Senza dignità non c’è un lavoro giusto e sano. Tanto più quando la crisi delle vendite in edicola e della raccolta pubblicitaria falcidiano la tenuta dei quotidiani, dei giornali del territorio e delle agenzie di stampa. Si inquina così ogni giorno la visione del futuro dei giornalisti dipendenti, cancellando il perimetro di azione dei collaboratori. Degenerando nella mancanza di tutele, a cui sono erroneamente abituati le centinaia di free lance, che innervano i rivoli dell’informazione regionale.
Questo è il veleno che rischia di soffocare il futuro del giornalismo, ma è anche il bacino da cui riemergere. Non sarà semplice, ci sarà da sporcarsi le mani nei prossimi quattro anni, per garantiti e precari. Ecco perché come secondo obiettivo confermiamo di voler portare avanti tutti i progetti e le idee che ci consentano di offrire ai colleghi la migliore assistenza in caso di necessità.
Per questo è fondamentale confermare l’estensione della tutela legale, coprendo anche eventuali spese di soccombenza. È un esempio unico nel panorama sindacale. Come sono stati innovativi lo sviluppo sulla base delle reali richieste dei colleghi free-lance, le esperienze come il coworking all’interno di Toolbox e la promozione e partecipazione ai bandi europei Dev Reporter e Frame Voice Report, che hanno garantito sbocchi e rapporti internazionali.
Ancora. Riaprire concretamente una discussione con la Regione Piemonte, le altre organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali degli editori su una revisione della legge sull’editoria locale per sostenere le aziende del territorio, favorendo la crescita di posti di lavoro. I fondi dovrebbero essere indirizzati al rafforzamento del mercato editoriale digitale locale.
Senza tralasciare di stabilizzare la produzione di un’offerta formativa che aiuti i colleghi ad acquisire competenze in settori innovativi. È un campo in cui Stampa Subalpina è pioniera. Per farlo immaginiamo collaborazioni stabili con enti di formazione e gli atenei piemontesi. Ultimo, ma non ultimo, a distanza di quasi vent’anni dall’entrata in vigore della Legge n. 150/2000 che ha riconosciuto le specificità del giornalismo istituzionale nella Pubblica Amministrazione, è un dovere il provare a recuperare la rappresentatività nel settore degli uffici stampa.
Idee che saranno punti di partenza con il sostegno di tutte le giornaliste e i giornalisti piemontesi, a cui chiediamo fiducia.

Insieme per la Subalpina

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