Contro il concordato preventivo, 27 esuberi e il mancato pagamento degli stipendi

Askanews: disperato appello dei giornalisti

Da sinistra: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

ROMA – Continua la vertenza dei giornalisti di Askanews contro il concordato preventivo, 27 esuberi e il mancato pagamento degli stipendi di dicembre. Attraverso i propri legali, il Comitato di redazione dell’agenzia di stampa ha chiesto di conoscere gli atti che riguardano il contenzioso tra l’azienda e il Dipartimento Editoria.
“I giornalisti, infatti, – ricorda il Cdr – sono l’anello debole, la parte lesa di questa lotta, il vaso di coccio in mezzo a due vasi di ferro: penalizzati per aver avuto un milione in meno nella convenzione di Palazzo Chigi, con garanzie sulle tutele occupazionali quasi nulle da parte dello stesso Dipartimento e, per ultima, la beffa del mancato riconoscimento del pregresso per i servizi resi che peserà solo sulle spalle dei lavoratori”.
Il Cdr di Askanews rinnova, quindi, la richiesta di incontro al premier Giuseppe Conte “perché questa macchina infernale si fermi e la libertà di informazione non subisca un nuovo pesante colpo”.
I giornalisti di Askanews hanno rivolto anche un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “affinché prenda in esame la situazione dell’agenzia e la pericolosa deriva in cui la testata sta ormai precipitando”. Il 24 dicembre scorso l’assemblea degli azionisti di Askanews ha, infatti, deciso l’avvio dell’iter per accedere al concordato preventivo, accompagnandolo con la richiesta di 27 esuberi. Una decisione motivata con il mancato accordo con il Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio sul pagamento di quanto dovuto per servizi che Askanews ha fornito per 10 mesi.
I giornalisti di Askanews si sono rivolti al Capo dello Stato “perché certi di avere ascolto da chi in più di una occasione – l’ultima, per lo scambio di auguri di Natale con le alte cariche, dove parlò di «pluralismo nella libertà riconosciuta al mondo dell’informazione e alle molteplici voci che ne costituiscono espressione, da salvaguardare perché rappresentano un presidio irrinunciabile dello Stato democratico» – ha sottolineato l’importanza, riconosciuta dalla Costituzione, della libera informazione. Ed esortando più volte i protagonisti in campo ad essere attenti alle difficoltà che sta attraversando il mondo dell’editoria”. (giornalistitalia.it)

 

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