ROMA – “Pasqua di pace. Da Giovanni XXIII a Leone XIV verso il Giubileo 2033” è l’ultimo libro che il direttore del Tg2, Antonio Preziosi, dedica al mondo della Chiesa e ai Papi che, forse, nessuno conosce meglio di lui.
Pubblicato dalla San Paolo Editrice (152 pagine, 16 euro) il libro – che passa in rassegna l’impegno dei Pontefici nel promuovere il dialogo e la pace – è stato presentato in prima nazionale a Roma per iniziativa dell’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Francesco Di Nitto, e già questo la dice lunga sul valore sostanziale che il mondo della diplomazia vaticana assegna a questa nuova prova d’autore del famoso giornalista lucano.
Solenne anche la location, Palazzo Borromeo, sede ufficiale dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, al numero 2 di Viale delle Belle Arti. Protagonisti, con l’autore, il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistati per l’occasione dal direttore di Isoradio Rai, Alessandra Ferraro. Una grande festa, alla vecchia maniera, con gli amici di sempre, i vecchi compagni di lavoro, tantissimi diplomatici italiani e stranieri.

L’intervento di Antonio Tajani nel salone di Palazzo Borromeo che ha ospitato la presentazione del libro di Antonio Preziosi “Pasqua di pace. Da Giovanni XXIII a Leone XIV”
In prima fila Gianni Letta, Simona Agnes, Giovanni Maria Flik, Santo Versace e la moglie Francesca De Stefano, ma anche decine e decine di giornalisti, tra i quali il direttore del nostro quotidiano Giornalisti Italia, Carlo Parisi, che sottolinea «lo straordinario viaggio di Antonio Preziosi sull’impegno dei Papi per l’unità della Chiesa e la pace nel mondo grazie a quel filo rosso che unisce decenni di impegni e sfide per il bene dell’umanità».
«Sono onorato – ha esordito l’ambasciatore Di Nitto – di ospitare un evento che non è solo la presentazione di un libro, ma un’importante occasione per riflettere su uno dei valori a cui più di tutti le nostre società oggi anelano, la pace, quella pace che Papa Leone ha definito con una formula già divenuta iconica, “disarmata e disarmante”. Ringrazio, quindi, moltissimo Antonio Preziosi per aver scelto di organizzare l’evento in questa sede, a suggello di una collaborazione già intrapresa con la presentazione, a inizio del 2025, del suo libro precedente, “Linea segreta”, una collaborazione che auspico possa continuare anche in futuro».
«Un impegno comune e instancabile – ha spiegato Antonio Preziosi – lega fra loro i pontificati degli ultimi decenni, da Giovanni XXIII a Leone XIV: un lavoro attivo e assiduo per la riconquista dell’unità della Chiesa universale».
Il direttore del Tg2 ancora una volta, dunque, affronta il tema della politica vaticana nella direzione della pace nel mondo, e lo ha fatto anche in questa occasione con una consapevolezza che gli viene forse dalla conoscenza maniacale che da anni ha del mondo della Chiesa.
Il cardinale Petro Parolin ha tenuto una vera e propria Lectio magistralis sul tema centrale della serata: «Il libro presentiamo, “Pasqua di pace, da Giovanni XXIII a Leone XIV”, scritto da Antonio Preziosi, si presenta come un umile esercizio di ascolto del Magistero dei Papi, da Giovanni XXIII in poi, e la ricerca di un filo rosso che lega il cammino verso l’unità dei cristiani e la costruzione della pace mondiale».
«Ho accettato di essere qui – ha aggiunto il cardinale Parolin – perché in questi anni ho avuto modo di conoscere e di apprezzare Antonio Preziosi per altri suoi libri che già sono stati ricordati, tra i quali la ricostruzione dell’attentato a Giovanni Paolo II e una biografia di Papa Luciani che ho avuto il piacere di presentare a Loreto.
Penso che quest’ultima opera sulla pace sia davvero molto significativa e attuale, in un momento storico difficile in cui, come ha detto Papa Leone XIV al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede nel gennaio scorso, preoccupa in modo particolare sul piano internazionale la debolezza del multilateralismo».
Il cardinale Parolin ha, infatti, ricordato che Papa Leone XIV afferma che «a una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli e di gruppi di alleati. Per questo è quanto mai necessaria una Pasqua di pace”. Concetti che il Papa riprende poi nella magnifica Humanitas, al capitolo dedicato alla cultura della potenza».
«L’idea di questo libro – sottolinea Antonio Preziosi – è nata nel giugno del 2024, quando Papa Francesco ha annunciato il suo desiderio di recarsi a Nicea per commemorare il 1700° anniversario dell’omonimo Concilio insieme al patriarca ortodosso Bartolomeo I. Era desiderio di Francesco, infatti, celebrare la ricorrenza che sarebbe caduta nel corso dell’anno giubilare della Chiesa cattolica da lui dedicato alla speranza cristiana. Ed era proprio una grande speranza, quella del Papa argentino: poter celebrare la ricorrenza in modo da promuovere il dialogo tra le Chiese cristiane e aggiungere un importante tassello alla composizione del mosaico dell’unità tra queste Chiese. Un gesto che avrebbe preso le mosse da una singolare coincidenza che si sarebbe verificata proprio nel corso dell’anno giubilare».
Badate bene, non si tratta, di un’opera che riguarda solo i rapporti tra le confessioni cristiane – e quindi soltanto di una “questione ecclesiale” –, «ma del punto di vista da cui i Papi guardano alla più ampia sfida della difesa e costruzione della pace per tutta l’umanità. Un bene – scrive il direttore del Tg2 – di cui oggi più che mai sentiamo di avere un bisogno vitale».
In questo libro, dunque, assistiamo al dispiegarsi di questo duplice contributo al progresso dell’umanità. In un mondo dominato da contrapposizioni di potere, da una spietata concorrenza economica e dalla svalutazione della cultura dell’altro, «Papi diversi per storia personale e sensibilità – sottolinea il giornalista – si sono passati il testimone di una corsa perché gli uomini si sentano parte di una grande famiglia e proprio per questo rispettati, ascoltati e accolti in un disegno di pace, unica garanzia per un futuro in cui sperare “contro ogni speranza”».
Estremamente suggestivo il riferimento che Antonio Preziosi fa nel suo volume a Papa Leone: «Ho finito di scrivere questo libro – racconta – mentre Papa Leone chiudeva la Porta Santa del Giubileo del 2025. Il senso di questa “chiusura” non interrompe, però, la strada che il nuovo Papa intende tracciare fino al prossimo Giubileo del 2033: un Anno Santo straordinario dedicato alla redenzione, che celebrerà i 2000 anni della passione, morte e risurrezione di Cristo.
“Si chiude questa Porta Santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza”, ha esclamato Papa Leone chiudendo il Giubileo della speranza. La strada, però, continua e il Giubileo straordinario del “bimillenario della redenzione” rappresenta il prossimo punto di arrivo di questo viaggio».
Come dire? Rivediamoci negli anni che verranno e vedremo cosa intanto sarà successo: «La mia speranza – aggiunge Preziosi – è poter offrire al lettore un percorso di riflessione che, partendo dalla storia e dal presente, si proietti sugli scenari del prossimo futuro».
Il ministro Antonio Tajani conclude la serata con un inno all’impegno del governo italiano su questo fronte: «Sant’Agostino diceva che la pace dipende dalla libertà dell’uomo, quindi, come ha ricordato il cardinale Parolin, la pace, la giustizia, la libertà. Libertà che, purtroppo, in molti paesi del mondo non c’è, ma a volte si cerca di conculcare la libertà in questi paesi del mondo. E quando si cerca di conculcare la libertà arrivano anche le guerre.

Da sinistra: Gianni Letta e Francesco Di Nitto durante l’intervento di Antonio Tajani con Antonio Preziosi e col cardinale Pietro Parolin
L’Italia ha come obiettivo fondamentale della sua azione di politica estera la costruzione della pace, che può essere solo uno slogan, ma non lo è, perché è tutto quello che stiamo facendo in questi anni così difficili che hanno sconvolto il mondo.
Noi abbiamo due guerre alle porte, per non parlare delle guerre commerciali. Due guerre alle porte che hanno provocato migliaia di morti».
«Nel libro di Antonio Preziosi – ha detto ancora Tajani – si parla del rapporto tra cristiani d’Oriente e di Occidente e si auspica, di fatto, un ritorno ad una unità che si basa, a mio modesto giudizio, su problemi che possono essere assolutamente risolti. Sono passati più di mille anni e quindi credo che si possa rafforzare quel percorso che è fondamentale perché i cristiani, soprattutto in Medio Oriente, sono uno strumento di pace».
«Al termine di questo percorso – spiega Preziosi nel libro – rimane in chi scrive la convinzione che la ricerca di una data unica per la celebrazione della Pasqua non sia soltanto un esercizio di puro tecnicismo di “calendari”, ma in maniera più sostanziale la ricerca del superamento di divisioni storiche remote in nome di una fede comune che unisce cristiani e ortodossi nella celebrazione della risurrezione». (giornalistitalia.it)
Pino Nano














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