Focus sul tema più difficile: dal Cnr la “top ten” delle principali cause di decesso

Almanacco della scienza: come e perché si muore

ROMA – La morte è un argomento delicato, che non mette certo di buonumore e che, quando viene affrontato, suscita spesso scongiuri e sarcasmo. «Malgrado ciò, – spiegano i ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche – ci è sembrato giusto dedicare il Focus monografico dell’Almanacco della Scienza di novembre, tradizionalmente considerato il “mese dei defunti”, alle principali cause di decesso, secondo quanto pubblicato dal Global Health Observatory».
Giorgio Iervasi, direttore dell’Istituto di fisiologia clinica parla delle cardiopatie, che sono la prima causa di morte. A malattie cerebrovascolari (secondo posto) e ad Alzheimer e demenze (quarto posto) è dedicato l’intervento di Stefania Maggi dell’Istituto di neuroscienze. Broncopneumopatia cronica ostruttiva (terzo posto), ma anche infezioni delle vie aeree inferiori (quinto posto) e cancro a polmoni, bronchi e trachee (sesto posto) sono trattate da Mirella Profita dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica.
Abbiamo poi affrontato due cause di morte alle quali, nella parte più ricca, sana e longeva del pianeta, si pensa poco. Vito Felice Uricchio dell’Istituto di ricerca sulle acque illustra le tante situazioni che determinano i decessi per le malattie diarroiche (settimo posto); della tubercolosi (decimo posto) Gilberto Corbellini, direttore del Dipartimento di scienze sociali, umane e patrimonio culturale, ci ricorda invece il forte impatto nell’immaginario degli artisti e dei letterati dell’Ottocento.
Infine, due malattie in qualche modo legate proprio allo stile di vita occidentale e globale contemporaneo: il diabete mellito di tipo 1 e 2 (ottavo posto) è la patologia spiegata da Rosalba Giacco dell’Istituto di scienze dell’alimentazione; Antonio Cerasa, dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare, esaminare i meccanismi cerebrali che portano alla distrazione alla guida, causa di tanti incidenti stradali (nono posto).
A questa triste, ma ineludibile “top ten” si legano anche alcuni articoli pubblicati in altre rubriche. In “Altra ricerca” ricordiamo uno studio della sezione di Medicina legale dell’Università di Verona, che ha messo a punto un nuovo metodo per la stima dell’ora del decesso, e il simposio della Fondazione Rimed, svoltosi a Palermo e dedicato alle nuove tecniche per prolungare la vita degli organi trapiantati.
Il tema torna anche nelle “Recensioni”, con il docufilm “Vivere, che rischio”, dedicato a Cesare Maltoni, antesignano degli studi sulla cancerogenesi ambientale, e con alcuni libri: “Quando la cellula perde il controllo” (Zanichelli), di Giovanni Maga dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr parla della complessità che rende i tumori così insidiosi; “Sotto i ferri” (Codice edizioni) di Arnold Van De Laar è dedicato alla storia della chirurgia, autopsie incluse; “La metà del cielo” (Mondadori) di Angelo Ferracuti, storia autobiografica in cui l’autore racconta della morte della moglie, a 42 anni, per un cancro fulminante.
Di registro senz’altro più leggero e allegro il “Faccia a faccia” con Francesco Ebbasta, direttore creativo dei Jackal, protagonisti dell’ultima edizione dell’Internet Festival al quale è dedicato anche uno dei Video del mese. Un altro servizio video, questa volta di Askanews, in tema ricorda, invece, il convegno “Internet 50”, svoltosi al Cnr, alla presenza del presidente Massimo Inguscio, per celebrare il mezzo secolo dal primo collegamento Arpanet. (giornalistitalia.it)

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