Una vita al servizio della professione con rigore, umanità e “fuori dal coro”. Aveva 89 anni

Addio Sergio Menicucci signore del giornalismo

Sergio Menicucci con Antonio Lupo, attuale caporedattore della Tgr Rai Molise, sul trabucco ai piedi del muraglione del Borgo antico, in preparazione di una diretta per il Tg

ROMA – Il giornalismo italiano perde un altro dei suoi pezzi migliori: Sergio Menicucci, un signore nella vita e nella professione che si è sempre distinto per la passione e il rigore con cui ha sempre svolto il suo lavoro e, soprattutto, per l’umanità che ha dimostrato nei confronti di tutti. Nato a Configni, in provincia di Rieti, il 5 agosto 1936, laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, era giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio dal 1° aprile 1970.

Sergio Menicucci

Ha lavorato nei quotidiani Il Secolo d’Italia, lo Specchio, il Roma, prima di approdare in Rai dove è stato, tra l’altro, caporedattore della Tgr Molise. Da pensionato è stato collaboratore di Proprietà edilizia ed editorialista de l’Opinione delle Libertà. Storico dirigente sindacale, è stato consigliere nazionale della Fnsi e consigliere regionale di Stampa Romana.
Tra i suoi libri: “L’altra faccia del sindacato”, “Un calcio al pallone”, “Annibale Frossi”, “Un calcio da leoni”, “In rete i veleni del pallone”, “Casa Nostra come difenderla”, “Giovani e libertà: Piazza Tienanmen 31 anni dopo la tragedia”.
«Tutti lo ricordiamo con affetto per la sua grande umanità, era un entusiasta della professione», afferma commosso Antonio Lupo, attuale caporedattore della Tgr Rai Molise, sottolineando che «Sergio poneva sempre al primo posto la valorizzazione della redazione di Campobasso, anche quando le pressioni esterne erano forti. In occasione dell’omaggio di Agnone al Papa, con la ’Ndocciata dell’8 dicembre 1996, in Piazza San Pietro a Roma, pretese che fosse la sede Rai del Molise a coprire la diretta nazionale intimando: “O così o niente”. E la vinse lui».

Federica Frangi

«Con profondo dispiacere – afferma dal canto suo Federica Frangi, consigliere di amministrazione della Rai – apprendo della scomparsa di Sergio Menicucci. Un uomo di grande spessore umano e professionale, che ha lasciato un segno importante in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorarci fianco a fianco. In questo momento di dolore desidero esprimere la mia più sincera vicinanza al figlio Ernesto e a tutta la sua famiglia, condividendo il loro lutto e il ricordo affettuoso di una persona stimata e rispettata.
 Che la terra gli sia lieve».
Profondo cordoglio per la scomparsa di Sergio Menicucci viene espresso dal sindacato dei giornalisti Figec e dal Direttore e dalla Redazione di Giornalisti Italia, che ne ricordano l’impegno “fuori dal coro” a favore della professione.
I funerali saranno celebrati a Roma, martedì 27 gennaio alle ore 12, nella Chiesa parrocchiale di Sant’Ugo, in viale Lina Cavalieri 3. (giornalistitalia.it)

I commenti sono chiusi.