Un Grande che ha dedicato la sua vita ai colleghi e alla professione giornalistica

Addio Romano Bartoloni cronista fuori dal coro

Romano Bartoloni

ROMA – Il giornalismo italiano perde uno dei suoi figli migliori: Romano Bartoloni, cronista di razza e, come tale, fuori dal coro e da ogni logica di appartenenza, se non quella del rispetto della verità oggettiva dei fatti.

Romano Bartoloni da bambino con il nonno Fritz

La sua vita l’ha dedicata alla categoria per la quale è stato sempre impegnato in prima linea nelle battaglie per la libertà di stampa e la tutela dei diritti non solo dei giornalisti, ma di tutti i cittadini, senza distinzione alcuna.
Nato a Roma il 7 giugno 1936, giornalista professionista dal 24 maggio 1962, lo storico leader dei Cronisti Romani non si è mai posto il problema della matrice di una battaglia. Dove c’era da combattere per una giusta causa, in piazza Montecitorio per la libertà di stampa, in via dei Condotti contro la chiusura del Caffè Greco o al Circo Massimo contro il caro tasse, a dispetto dei suoi anni, macinava chilometri con lo scooter destreggiandosi nel traffico e dando il meglio di sé nello slalom indispensabile per non finire nelle buche che abbondano nelle strade di Roma. O ancora nel suo amato borgo di Poggio, all’Isola d’Elba, sua dimora estiva, per il quale si è battuto con la forza e la determinazione di un residente.

Romano Bartoloni in sella al suo scooter durante il Covid

Perché Romano, fino a 86 anni, nonostante la sontuosa mole, era sempre in movimento e sulle strade della Capitale sfrecciava abilmente come un ragazzino fin quando i figli non gli hanno vietato di farlo… incuranti del fatto che da quel giorno avrebbe comunque continuato a sfrecciare come un razzo… sul monopattino. Un Grande.
Il profondo dolore che provo in questo momento, nei confronti di un uomo che per me è stato molto di più di un collega, ma un padre, un fratello, un amico fraterno con il quale ho condiviso lunghissime giornate di dialogo e confronto, trova appunto nel gioioso ricordo delle sue piroette nel traffico, nelle sue esilaranti battute e nelle sue fondate durissime critiche e documentate provocazioni negli istituti di categoria, un motivo di conforto per la perdita di un uomo che in tanti, purtroppo, non hanno mai saputo adeguatamente valorizzare.

Romano Bartoloni con Guido Columba

Come tutti i Grandi, Romano Bartoloni ha mantenuto sino alla fine lo spirito curioso e giocoso del bambino che con orgoglio si vantava di essere stato: quello tenuto per mano da nonno Fritz, berlinese apolide, ma ebreo di razza trucidato ad Auschwitz nel luglio 1944.
Gran parte delle sue idee, della sua vita e delle sue gesta, potete leggerle negli articoli pubblicati da Giornalisti Italia, il giornale con il quale ha sempre collaborato sentendolo anche suo “perché sempre dalla parte dei giornalisti”, di cui trovate alcuni link in fondo a questo pezzo.
La sua “chiamata alle armi” per le battaglie giuste, le sue dissacranti critiche nei confronti dei “padroni del vapore”, i suoi lucidi e minuziosi racconti sui giornali, i giornalisti e gli istituti di categoria dell’epoca d’oro del giornalismo, hanno insegnato tanto a tutti noi.

Romano Bartoloni con il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro

Soprattutto ad affrontare la vita rispondendo solo alla propria coscienza, ammettendo con umiltà i propri errori e tirando avanti dritti per la propria strada senza odio e senza rancore nei confronti di chi ti ha fatto un torto.
Romano, fervente cristiano e profondamente ancorato al valore sacro della famiglia, anche nei momenti di più grande impegno ha trovato sempre il tempo per stare accanto alla moglie Marisa, deceduta lo scorso anno dopo essere stata allettata per anni, che ha assistito con amore infinito nei loro 60 anni di matrimonio. Ai figli Marzio e Stefano e alla famiglia tutta un forte abbraccio nel perenne ricordo del disarmante sorriso di Romano. Un uomo buono. (giornalistitalia.it)

Carlo Parisi

Romano Bartoloni con il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi

Papà, cronista di razza fino alla fine

Cronista di razza come non ce ne sono più in giro, per oltre 70 anni con la penna in mano che ha usato sempre con il suo stile pungente e sarcastico.

Romano Bartoloni

Ha cominciato quando i fatti di cronaca si raccontavano senza limiti di orario e con in tasca una manciata di gettoni del telefono per comunicare l’accaduto per poi tornare nella notte in redazione per picchiettare sui tasti della macchina da scrivere. Ma nella sua maturità e anzianità professionale quando sono comparsi e poi esplosi computer, web e smartphone ha continuato a usare sempre gli stessi strumenti del mestiere che ha imparato sul campo: occhi, curiosità e le domande giuste. È stato per diversi decenni nelle redazioni di quotidiani e agenzie di stampa (da Il Giorno all’Agenzia Italia fino al Popolo dove è stato vicedirettore). È stato per sei mandati presidente del Sindacato cronisti romani e vicepresidente dell’Unci con Guido Columba ed è autore di diversi libri e saggi, tra i quali “Guida all’universo comunicazione”, “Roma tra cronaca e storia. Dagli orti di guerra ai palazzi del Potere” e “Confessioni di un settantottino. Panchinari mai”. Fino all’ultimo giorno ha scritto e commentato sui fenomeni del mondo della comunicazione e della professione e sulla sua amata Roma di ieri e di oggi, nonché sul boom della longevità e i dolori e le speranze degli “ex giovani”.

Marzio Bartoloni

Funerali il 3 settembre a Roma

I funerali di Romano Bartoloni saranno celebrati giovedì 3 settembre a Roma, alle ore 11, nella Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro al Laterano in via Labicana 1.

LEGGI ANCHE:
Shoah: la vergogna dietro il Giorno della memoria (27 gennaio 2025)
Romano Bartoloni, i miei 60 anni da cronista (6 maggio 2022)
La liberazione a Roma simbolo della Resistenza (25 aprile 2022)
Ucraina, in guerra la prima vittima è la verità (21 aprile 2022)
Nonno Fritz trucidato ad Auschwitz (27 gennaio 2022)
Il giornalismo vaccino contro le fake news (25 dicembre 2021)
Strage di nonni nell’indifferenza generale (10 settembre 2021)
Il Covid rottama i nonni bancomat (18 novembre 2020)
Tamponi tabù nelle farmacie, cresce la paura (3 novembre 2020)
Coronavirus, il cronista riconquista in territorio (17 aprile 2020)
Cari colleghi pensionati, famose da fa (26 marzo 2020)
Guido Columba, una vita in difesa della cronaca (15 ottobre 2019)
Sergio Lepri patrimonio del giornalismo (24 settembre 2019)
Quel cronista di razza di Jorge Mario Bergoglio (13 aprile 2019)
Pronto soccorso al giornalismo in crisi (21 febbraio 2019)
Roma: anche la pazienza è finita nelle buche (19 marzo 2018)
Anziani: al posto delle cure arriva il biotestamento (14 febbraio 2018)
Le pensioni e il mare magnum dei sussidi pubblici (10 febbraio 2018)
Protestiamo sotto le finestre degli editori e della Rai (28 novembre 2017)
Libertà di stampa, la violenza degli editori pirata (14 novembre 2017)
La Moby Dada assedia Barcellona, l’Italia ignora (26 ottobre 2017)
Caro Renzi, la critica è figlia della democrazia (13 marzo 2017)
Bufale, la Boldrini quelle politiche non le vede (10 febbraio 2017)
Romano Bartoloni: “Il mio 4 giugno di 70 anni fa…” (4 giugno 2014)

5 commenti

  1. Gian Fulvio Bruschetti

    RIP

  2. Francesco Birocchi

    Un giornalista vero, innamorato della professione (seconda nella passione solo alla sua famiglia). Una bella persona. Lascia un vuoto nel giornalismo italiano. Condoglianze di cuore ai familiari.

  3. Mario Antolini

    Mi dispiace davvero molto.

  4. Pierluigi Roesler Franz

    Una grande perdita per tutta la categoria! Romano è stato davvero un grande personaggio e un giornalista di razza di cui, purtroppo, si sentirà la mancanza! Condoglianze vivissime ai suoi familiari!

  5. Un collega, un sindacalista, un uomo di valore. Polemico e battagliero, sempre corretto nei rapporti umani. Un amico pur nella diversità di opinioni. Una perdita difficile da accettare. Le più sentite condoglianze ai suoi cari.

Commenti chiusi