Carlo Parisi: “Una donna straordinaria al servizio dei minori e delle persone in difficoltà”

Addio Maria Rita Parsi paladina della salute mentale

Maria Rita Parsi

ROMA – È morta a Roma Maria Rita Parsi. Psicologa, psicoterapeuta e giornalista, aveva 78 anni. Nata a Roma il 5 agosto 1947, era componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza ed era stata componente del Comitato Onu sui diritti del fanciullo. Ha fondato e diretto la Scuola Italiana di Psicoanimazione e l’Associazione Onlus “Movimento per, con e dei bambini” divenuta, nel 2005, Fondazione Movimento Bambino Onlus per la diffusione della Cultura dell’Infanzia e dell’Adolescenza, contro gli abusi e i maltrattamenti dei bambini e dei ragazzi e per la loro tutela giuridica e sociale.

Maria Rita Parsi

Volto noto agli italiani per le sue frequenti partecipazioni ai programmi televisivi, ha scritto oltre 100 libri di carattere scientifico, letterario e divulgativo. Una vita, la sua, sempre al servizio dei minori e delle persone in difficoltà. Un’autentica paladina della salute mentale che, recentemente, aveva ricordato che «la salute psicologica non è un lusso, ma un diritto fondamentale della persona. Viviamo in un tempo in cui l’umanità appare iperconnessa eppure drammaticamente sola. Un tempo in cui il dolore psichico viene spesso anestetizzato, spettacolarizzato o ridotto a etichetta». Sua la «metodologia operativa, applicabile in ambito psicologico, socio-pedagogico e psicoterapeutico denominata psicoanimazione».
Nella sua lunga e prestigiosa carriera, Maria Rita non ha lavorato soltanto come psicologa, psicopedagogista e psicoterapeuta, ma è stata insegnante, giornalista e autore e sceneggiatrice.  Nel 1986, infatti, partecipò alla sceneggiatura delle serie televisiva “Professione vacanze” con Jerry Calà che nella vita reale era stato suo paziente.

Maria Rita Parsi

Intensa la sua attività giornalistica. Iscritta nell’elenco pubblicisti dell’Ordine dei giornalisti del Lazio dal 25 gennaio 1995, è stata anche tra i conduttori di Junior TV ed ha collaborato come editorialista con i quotidiani Il Messaggero, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione ed i periodici Oggi, Starbene, Donna Moderna, Riza Psicosomatica.
Numerosissimi gli incarichi di elevato livello che le sono stati affidati: dal 2021 componente del Gruppo di lavoro “Politiche e interventi sociali in favore dei minorenni in attuazione della Child Guarantee” del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; dal 2020 esperta al ricostituito Osservatorio per l’Infanzia e l’Adolescenza presso il Dipartimento per le politiche della famiglia; consulente tecnico del Tribunale Civile di Roma; membro del Comitato di Coordinamento contro l’abuso sessuale dei minori del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 2000/2001; componente di diritto all’Osservatorio per l’Infanzia e l’Adolescenza presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali 2000/2001.

Maria Rita Parsi con Incoronata Boccia e Rosa Rubino riceve il “Premio Mozia” il 21 settembre 2024 sull’isola dello Stagnone di Marsala

È stata, inoltre, consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia dal 2002 fino al 2008; membro del Comitato di Controllo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria dal 2007 al 2008 e del Comitato di applicazione del Codice di Autoregolamentazione TV e minori del Ministero delle comunicazioni, dal 2003 al 2006; commissario della “Sezione Olaf” della Siae dal 1997 al 2001.

Maria Rita Parsi e Carlo Parisi, il 20 giugno 2025, ancora sull’Isola di Mozia

Profondo cordoglio per la scomparsa di Maria Rita Parsi viene espresso dal segretario generale del sindacato dei giornalisti Figec, Carlo Parisi, direttore di Giornalisti Italia, che la ricorda come «una donna straordinaria che fino all’ultimo si è spesa per il benessere psichico di tutti, soprattutto dei bambini. Una donna estremamente sensibile e profonda, ironica e travolgente, che riusciva a scuotere le coscienze spingendo chi si trova in difficoltà a riprendere in mano la propria vita. Purtroppo se ne è andata molto presto. Aveva sposato con entusiasmo il progetto della Figec per una campagna di sensibilizzazione dei colleghi sui devastanti effetti del giornalismo fatto dal buco della serratura che provoca effetti devastanti nelle persone e nei loro familiari. La sua “scuola” – conclude Carlo Parisi – rappresenta una pietra miliare per tante persone e, soprattutto, per tanti bambini che grazie a lei hanno riconquistato il diritto e la gioia di vivere». (giornalistitalia.it)

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