Nel 1954 tenne a battesimo il Canale Nazionale con Piero Angela ed Enzo Tortora

Addio Ito De Rolandis, pioniere del Tg Rai

Ippolito (Ito) De Rolandis

ASTI – «Ito ci ha lasciati. Abbiamo scampato il coronavirus che non ci ha toccato, ed abbiamo evitato di farci mangiare dai microbi, ma la vita è fragile». Ad annunciare la scomparsa del giornalista Ito De Rolandis, 86 anni, uno dei pionieri della televisione italiana, protagonista della nascita del telegiornale della Rai, è il figlio Alessandro, giornalista pubblicista. Ito era ricoverato all’ospedale di Asti.
«Negli ultimi giorni – spiega – ha dovuto lottare da solo, sotto la tutela dei medici, e la famiglia è rimasta obbligatoriamente a casa. Ha lasciato tutto qua. Non si è portato via nulla, nemmeno i ricordi perché ce li aveva raccontati tutti».
«Ci ha lasciato – racconta Alessandro De Rolandis – anche tanta tristezza, amarezza, un grande vuoto, ed il suo fazzoletto nella mia tasca. È stato un compagno di viaggio ideale. Indimenticabile, quando mi trovavo all’estero per lavoro, è stato quando mi raggiunse dicendo: “Sono venuto ad aiutarti”. Un pensiero va ai suoi amici, che sono sempre stati parte fondamentale della sua esistenza, abbondantemente ricordati nelle sue frequenti narrazioni: amici».
Nato ad Asti il 15 aprile 1934, Ippolito De Rolandis era giornalista professionista iscritto all’Ordine del Piemonte dal 1 marzo 1963. La sua famiglia era discendente del patriota astigiano Giovanni Battista Gaetano De Rolandis detto “Zuanin” (1774-1796), considerato il padre della coccarda tricolore.

Ito De Rolandis

Laureato all’Università di Torino, aveva debuttato nel giornalismo ancora ventenne, quale redattore del Giornale Radio Rai. Nel 1954 partecipò alla nascita del telegiornale del Canale Nazionale con Piero Angela, Enzo Tortora, Emilio Fede e Gigi Marsico. Dal 1961 al 1981 è stato alla “Gazzetta del Popolo” di Torino con Arturo Chiodi, Giorgio Vecchiato e Michele Torre.
Per tanti anni ha collaborato con i quotidiani Il Messaggero, Il Secolo XIX, Il Resto del Carlino e La Nazione, l’agenzia di stampa Adnkronos, settimanali e mensili italiani e stranieri.
Testimone di tanti dei maggiori avvenimenti di cronaca e di attualità di questi ultimi quarant’anni, ha scritto numerosi saggi e opere di narrativa, tra cui “Giovanni XXIII il Papa Buono”, “Torino Dopoguerra”, “Cara e Vecchia Torino”, “Oltre la cronaca”, “Attacco alla Sindone”, “Enrico Berlinguer”, “Maria Josè”, “Europa Anno zero”, “La terra sconfitta”.
Premio Diamond 1994 per i suoi studi sulla Sindone, nel 1995 ha realizzato una ricerca sulla nascita della tv a Torino. (giornalistitalia.it)

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