Aveva 78 anni. Carlo Parisi: “Un amico leale soprattutto nella divergenza di opinioni”

Addio Giovanni Giacomini, gigante buono

Giovanni Giacomini

ASCOLI PICENO – «Commosso addio a un amico, Giovanni Giacomini, un gigante buono con il quale spesso ci siamo trovati in disaccordo sulla declinazione delle politiche sindacali senza, però, mettere mai in discussione un leale rapporto di amicizia vissuto con genuina ironia». Il direttore di Giornalisti Italia, Carlo Parisi, segretario generale della Figec Cisal, ricorda così Giovanni Giacomini, morto ad Ascoli Piceno all’età di 78 anni, porgendo sentite condoglianze alla famiglia.

Giovanni Giacomini con Giannino Rossetti

Residente a Folignano, era giornalista professionista iscritto all’Ordine delle Marche dal 4 giugno 1976. Una vita, la sua, vissuta anima e corpo nel giornalismo sin dalla giovanissima età, ovvero da quando aveva iniziato a collaborare con la redazione di Ascoli del quotidiano Il Resto del Carlino.  Grazie alla sua stoffa del cronista presto gli furono affidate prima la cronaca politica e amministrativa, poi – premiando la sua passione per il calcio – quella di inviato sportivo al seguito dell’Ascoli di Costantino Rozzi allenato da Carletto Mazzone. «Gli rimase – ricordano il colleghi del Carlino – un rimpianto, in quegli anni gloriosi: non aver avuto la possibilità di raccontare sul suo giornale i Mondiali di Italia ’90, un sogno che non riuscì a realizzare e che forse lo spinse a lasciare l’amato calcio per tornare alla cronaca. La coincidenza volle che la sua scelta coincise con la fase calante dell’Ascoli Calcio: la retrocessione in B e poi in C. Lui nel frattempo si tolse però altre soddisfazioni sul fronte lavorativo, arrivando a guidare la redazione in cui era cresciuto, prima di fare un breve passaggio ad Ancona e infine tornare al primo amore. L’ultimo periodo della sua carriera lo visse infatti di nuovo nella sua Ascoli e soprattutto al seguito dell’Ascoli Calcio. Ancora inviato in giro per l’Italia, con l’immutata passione, la solita competenza e l’immancabile ironia. E ancora una volta la coincidenza volle che i suoi articoli raccontassero il ritorno in alto dell’Ascoli, quello di Marco Giampaolo e del presidente Roberto Benigni che conquistò i playoff in Serie B e poi fu ripescato in A».

Giovanni Giacomini

Impegnato negli istituti di categoria, Giacomini è stato segretario del Sindacato Giornalisti Marchigiani, consigliere nazionale della Fnsi e dell’Unione pensionati e delegato nazionale e fiduciario regionale della Casagit. Ruoli vissuti con passione e senza peli sulla lingua. Il 7 febbraio 2008, in occasione di una violenta polemica all’interno del Sigim, non esitò ad affidare ai giornali una lettera nella quale, tra l’altro, scriveva: «Questa gestione del Sindacato insomma, oltre che per le censure che già mette in atto, si distingue anche per l’arroganza nel non voler riconoscere una verità che è sotto gli occhi di tutti ed è soprattutto il fatto di doversi scusare pubblicamente che per qualcuno è inaccettabile.

Giovanni Giacomini in un’ironica foto nella quale “serve il ghiaccio”

Chiedo quindi a tutti voi di dissociarvi da una gestione del Sindacato che oltre ad essere minoritaria e assumere le maggiori responsabilità grazie a una scorrettezza istituzionale al momento del voto, si distingue soprattutto per l’arroganza che la rende incapace perfino di ammettere un errore che è rivelatore di come si vuole impostare l’azione del sindacato, senza alcun rispetto per la condivisione delle decisioni. Secondo il codice penale potremmo essere entro i confini della diffamazione, ma non disturberò i giudici per questo: mi basta la condanna politica degli iscritti al Sigim di fronte a questa protervia senza limiti. Purtroppo sono costretto a scrivervi in quanto il Sito internet del Sigim, che è nato per registrare il dibattito all’interno del sindacato, di fatto è stato bloccato e sarà mia cura nei prossimi giorni aprire un blog, del quale vi darò notizia, per denunciare puntualmente l’incapacità di questa gestione del Sigim. Questa lettera è stata inviata anche alle redazioni dei giornali delle Marche, all’Ansa e al sito della Fnsi e al Sigim perché venga fatta la necessaria rettifica di una notizia falsa che mi attribuisce comportamenti, decisioni e dichiarazioni che non ho mai avuto, assunte o fatto». (giornalistitalia.it)

3 commenti

  1. L’ho conosciuto in Casagit, gran bel collega. Mi dispiace davvero.

  2. Pierluigi Roesler Franz

    Sono molto dispiaciuto anch’io della sua scomparsa perché l’ho sempre molto apprezzato in quanto, oltre ad essere un gran bel collega ben preparato professionalmente, faceva parte di quella rarissima schiera di giornalisti che, nell’ambito degli organismi di categoria in cui era impegnato, aveva il dono della schiettezza, manifestando apertamente, ma coraggiosamente, ciò che pensava. Insomma, era uno di quei pochi colleghi ancora “pane al pane, vino al vino”. Sentite condoglianze ai suoi familiari.

  3. Giovanni Rossi (già presidente Fnsi e Odg Emilia Romagna)

    Mi dispiace moltissimo. Riposi in pace. Condoglianze alla famiglia.

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