Giornalista vecchio stampo, territorio e squadra perdono la sua voce. Funerali mercoledì

Addio Gianfranco Capra decano dei cronisti novaresi

Gianfranco Capra

NOVARA – Lutto nel mondo dell’informazione novarese. È morto il decano dei giornalisti Gianfranco Capra. Aveva 88 anni e si trovava ricoverato in clinica, a Veruno, in seguito a un incidente domestico. Sembrava riprendersi ma, per un netto peggioramento delle condizioni, si è dovuto arrendere.

Gianfranco Capra

Un cronista della vecchia guardia. Teneva il taccuino in tasca e la penna a portata di mano. Sempre a caccia di notizie. Una vita passate nella redazione del “La Stampa” (prima) e del “Corriere di Novara (poi).
La sua figura andava oltre quella del semplice cronista. Capra era riconosciuto come un vero e proprio depositario delle memoria collettiva del novarese. Nel corso dei decenni era stato un punto di riferimento per la cronaca locale, coprendo ogni aspetto della vita della città: dalla politica alle vicende sociali, dagli eventi culturali e alla cronaca nera.
Il suo stile è stato caratterizzato da un rigoroso rispetto dei fatti, tipico del buon cronista che, però, arricchiva ai suoi pezzi con l’eleganza di un aggettivo ricercato piuttosto che di un verbo  raffinato.
Capra non si limitava a scrivere la notizia, ma s’impegnava di comprendere il contesto umano della vicenda per restituire un “racconto” capace di  costruire un ponte di fiducia con il lettore. La sua presenza costante sul territorio e la conoscenza profonda sono stati fonti inesauribili d’informazioni.
È stato un interlocutore privilegiato per le istituzioni e la cittadinanza. Non perdeva una partita del Novara calcio: in tribuna un posto in prima fila restava riservato per lui. E quando la squadra giocava in trasferta – sicuro – lui la accompagnava.
Anche per lo sport è stato un punto di rifermento. Non solo è stato un tifoso incrollabile ma ha seguito i giocatori in ogni categoria, documentando meticolosamente ogni stagione. Ha gioito negli di gloria quando gli azzurri vincevano il campionato e si è trovato a soffrire durante le stagioni buie delle retrocessioni.
Gigantesca la sua produzione editoriale. Ha firmato: “I portieri del Novara calcio storia fra miti e leggente” e ” I nazionali del Novara Calcio”. Nelle pagine dei due volumi Capra non solo ha raccolto i dati e le statistiche ma si è sforzato di tracciare i ritratti psicologici e aneddoti dei protagonisti. Ha prestato attenzione al leggendario Silvio Piola e al super bomber Marco Romano che, dal 1934 al 1954, ha gonfiato la rete 84 volte. E, ancora, Remo Versaldi con la sua lunghissima carriera prima da giocatore e poi come allenatore.
Il suo interesse sportivo ha abbracciato l’intero territorio, come dimostrano libri quali “Campioni alle olimpiadi. Gli atleti del novarese e del Verbano- Cusio-Ossola”; “Quando c’era la nebbia: indagine su 55 personaggi”; “Diecimila ragazzi e un pallone” e “Enrico Patti gentiluomo dello sport”. Non smetteva di scrivere. Diceva che gli serviva per impegnare il tempo.
Dalla sua penna sono usciti “Guardando verso la cupola”; “Donne novaresi”; “1946: i migliori anni della nostra vita”; Bibliografia (tutta novarese) di Oscar Luigi Scalfaro”; “Il famedio dei novaresi illustri”.
I funerali di Gianfranco Capra saranno celebrati a Veruno mercoledì 19 novembre, alle ore 10.30, nella chiesa di San Martino. Alle figlie Valentina e Manuela e alla famiglia tutta, il cordoglio dei Direttore e della Redazione di Giornalisti Italia. (giornalistitalia.it)

Riccardo Del Boca

 

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