MESSINA – È morto oggi a Messina il giornalista Giuseppe Gulletta. Aveva 78 anni, gran parte dei quali vissuti nelle associazioni e negli istituti di categoria dei giornalisti. Nato a Patti, in provincia di Messina, il 13 settembre 1947, era iscritto all’Ordine dei giornalisti di Sicilia dal 10 aprile 1979.
Aveva mosso i primi passi nella professione a Napoli collaborando con le testate sportive dell’Edime (Sport Sud e Lo Sport del Mezzogiorno) e con il quotidiano Roma di Achille Lauro. Sempre a Napoli è stato assunto con la qualifica di redattore nell’emittente televisiva Canale 21 occupandosi di cronaca e sport e conducendo il telegiornale. Tra l’altro, ha seguito da inviato il terremoto del 1980 in Irpinia e si è occupato di fatti di Camorra. Mansioni svolte successivamente, sempre a Napoli, nell’emittente Teleoggi.
Assunto nel 1985 alla “Gazzetta del Sud”, facendo quindi ritorno nella sua terra d’origine, ha lavorando prima nelle cronache provinciali e sino all’ottobre 2012, anno del pensionamento, nella redazione Sport. Dal 1987 al 1992, inoltre, ha collaborato con il quotidiano Il Mattino di Napoli.
Quasi trentennale la sua presenza nelle associazioni e negli istituti di categoria dei giornalisti. Dal 1996 al 2020 è stato segretario della Sezione di Messina e consigliere regionale dell’Assostampa Sicilia della quale, da febbraio a maggio 2004, è stato segretario regionale.
Dal 1998 al 2002 è stato componente aggiunto del Tribunale di Palermo per i ricorsi dei giornalisti e nel 2002 componente della commissione d’esami per l’idoneità professionale dei giornalisti.
Dal 2004 al 2007 e dal 2013 al 2017 è stato consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dal 1996 al 2007 e dal 2012 al 2018 consigliere nazionale Fnsi e dirigente di “Stampa Libera e Indipendente”, componente di maggioranza della Fnsi guidata dall’allora segretario generale aggiunto Carlo Parisi.
Dal 2012 è stato presidente dell’Ugai, il gruppo di specializzazione dei giornalisti aerospaziali. Ex allievo ufficiale di complemento dell’Aeronautica Militare, Peppino Gulletta, che nel 1967 aveva frequentato il corso “Dedalo”, andava orgoglioso dei suoi trascorsi da pilota, tant’è che fino agli ultimi anni di permanenza a Roma frequentava spesso la Casa dell’Aviatore di viale dell’Università.

7 aprile 2016, da sinistra: Paolo Serventi Longhi, Giuseppe Gulletta, Marina Macelloni, Mimma Iorio e Carlo Parisi nel giorno dell’elezione di Marina Macelloni e Peppino Gulletta a presidente e vice presidente dell’Inpgi (Foto Giornalisti Italia)
Consigliere generale dell’Inpgi, l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, dal 2012, grazie a “Stampa Libera e Indipendente” è stato eletto vicepresidente vicario nel 2016 con Marina Macelloni presidente e confermato nel mandato successivo iniziato nel 2020 e concluso nel 2024 dopo il passaggio della Gestione principale dell’Inpgi all’Inps.

Il vicepresidente Giuseppe Gulletta, il presidente Marina Macelloni e il direttore generale Mimma Iorio (Foto Giornalisti Italia)
Sincere condoglianze alla figlia di Peppino Gulletta, Cettina, vengono espresse dal direttore di Giornalisti Italia e segretario generale della Figec, Carlo Parisi, che lo ricorda così: «Ho conosciuto Peppino il 30 aprile 2002 quando entrambi, nominati componenti della commissione d’esami per l’idoneità professionale dei giornalisti dall’esecutivo presieduto da Lorenzo Del Boca.
Abbiamo avuto il privilegio di trascorrere circa quattro mesi, dalla prova scritta all’Ergife alla correzione degli elaborati e alle prove orali nella sede dell’Odg di Lungotevere de’ Cenci, in quella che è stata una formidabile palestra professionale e di vita».
«Con noi – ricorda Parisi – illustri magistrati come Sergio Castaldo, Loredana Nazzicone e Nicola di Grazia e colleghi come Franco Albanese, Peppino Tropea, Giacomo Mosca, Angelo Squizzato, Mario Bardi, Eugenio Ciancimino, Flavio Siddi, Maurizio Calzolari e il segretario Gilberto Evangelisti.
Una squadra che la sera si allargava con vari membri dell’altra commissione (Marco Lanza, Eliana Pierini, Antonio Villoresi, Paolo Villonca, Camillo Pantaleone, Renato Ranghieri), formando un’allegra brigata nella quale si discuteva fino a tarda notte di giornali e giornalisti, cronaca e politica, ma soprattutto delle esperienze professionali e umane di ognuno di noi.
Peppino, durante le prove orali, si era ritagliato un ruolo particolare: quello di mettere in mano un microfono (che si era portato da casa) ai candidati che dichiaravano di svolgere attività di radio o tele cronista. “Bene! – intimava il presidente Castaldo – Adesso a Gulletta l’onere della prova microfono”. E il praticante di turno veniva chiamato a cimentarsi in una radiocronaca o in un’intervista dal vivo al coperto della commissione.
Quell’incontro con Peppino – ricorda Carlo Parisi – aveva segnato l’inizio di un’amicizia ventennale che si era presto tradotta in una intensa collaborazione professionale all’Inpgi e in Fnsi con la componente Stampa Libera e Indipendente.
Come accade spesso nella vita, nel 2020 le nostre strade si sono divise. Di Peppino, però, mi piace anche ricordare l’intenso lavoro che ha sempre svolto al servizio dei colleghi. Valanghe di pratiche che raccoglieva in Sicilia e portava personalmente a Roma distribuendole nei vari uffici. A volte le affidava a un altro collega con il quale abbiamo condiviso un altro lungo ed entusiasmante tratto di strada: Orazio Raffa, spesso incaricato a portare all’Inpgi buste di carte grosse – diceva – come “libri”. Il tutto, ovviamente, sotto lo sguardo e la sapiente regia di un altro caro e grande amico, Attilio Raimondi, uno dei più esperti e preparati amministratori che l’Inpgi e il Consiglio Nazionale dell’Ordine abbiano mai avuto, al quale si è aggiunto un altro grande esperto in materie ordinistiche come Santino Franchina.
“Caro Carlo, grazie per la tua vicinanza. Devo reagire”, l’ultimo messaggio che mi scrisse il 2 aprile 2024 – ricorda Parisi – qualche giorno dopo la scomparsa della sua adorata moglie Gabriella, ultimo incolmabile dolore dopo una lunga sequenza di incidenti e malattie. Una ferita profonda, la perdita della sua inseparabile Gabriella, che lo ha profondamente segnato costringendolo a ritirarsi nella sua Messina dove mercoledì 11 marzo, alle ore 16, saranno celebrati i funerali nella Chiesa di Santa Maria di Gesù Inferiore, in via Catania 216 nel rione Provinciale.
Buon viaggio Peppino. A presto. E, grazie a Dio, dove ci rivedremo le mere e assurde casacche non contano e non ci divideranno più». (giornalistitalia.it)












CONVENZIONI



Mi dispiace
Un caro amico.
Mi dispiace molto
Tanti ricordi mi hanno legato a Peppino sia in Consiglio nazionale dell’Ordine che nel sindacato in Sicilia! Un bravo collega amico dei pubblicisti. Riposi in pace.
Addio, Peppino. Ti sei speso per la categoria e non ti sei mai fermato. Ora, però, che fretta c’era?
Ciao Peppe, ritorna serenamente nella casa del Signore.
Ricordo tanti momenti di confronto, sempre civile. Mi dispiace molto. Condoglianze alla famiglia.
Mi dispiace moltissimo. Ci mancherai, giornalista gentiluomo!