Fondatore e direttore di Salute de la Repubblica e National Geographic Italia aveva 77 anni

Addio al giornalista Guglielmo Pepe

Guglielmo Pepe

ROMA – È morto Guglielmo Pepe, fondatore e direttore dell’inserto Salute del quotidiano la Repubblica e di National Geographic Italia. Nato il 4 gennaio 1949, era giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio dal 9 settembre 1979. A Repubblica dal 1976, data di nascita del quotidiano, dal 1982 al 1988 dirige la Cronaca di Roma, prima edizione locale del giornale fondato da Eugenio Scalfari.

Guglielmo Pepe

Successivamente è inviato speciale di Politica Interna e Cronaca. Dopo aver realizzato le pagine Società per il lunedì di Repubblica e altre iniziative editoriali, nel 1994 idea il magazine Salute dirigendolo fino al 2009, quando viene trasformato in inserto del quotidiano. Nel 2005 diventa il primo direttore di National Geographic Italia e nel 2010 fonda anche il sito web della rivista. Dal 2010, dopo il prepensionamento, diventa editorialista del magazine, fino a dicembre 2013. Durante la direzione di Salute idea, promuove e organizza 10 convegni dedicati alla Terza età e 5 sull’alimentazione. Da direttore ed editorialista di NG Italia cura 6 mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, alcune delle quali da lui curate anche a Reggio Calabria, Bologna, Genova, Torino. Negli ultimi anni ha curato due blog su Repubblica.it (Noi&Voi) e su nationalgeographic.it (Qui Italia). Ha scritto numerose relazioni e tenuto lezioni sulla comunicazione in sanità e sull’ambiente alla università di Pisa e di Roma.

Da sinistra: Antonio Polito, Gianni Rocca, Eugenio Scalfari, Giovanni Valentini, Mauro Bene e Guglielmo Pepe (accosciato) al Grand Hotel di Roma nel gennaio 1996 per il ventennale del quotidiano la Repubblica

Il 24 marzo scorso sul suo profilo social aveva scritto un pezzo dal titolo “Bella ciao”, Repubblica: «Ho vissuto Repubblica per decenni, iniziando a collaborare dai numeri zero, alla fine del 1975 e poi ho lavorato dentro il giornale per decenni. Nel 2011, fui forzato ad aderire al prepensionamento, ma continuai a scrivere commenti per Salute e National Geographic Italia – testate che dirigevo – per alcuni anni. Poi il rapporto con il “mio” giornale si interruppe, in modo definitivo. Ma non cercai altre collaborazioni: Repubblica era la mia vita professionale e non volevo tradirla.

Guglielmo Pepe

Questo in sintesi il rapporto con giornale e gruppo editoriale, segnato da parecchie tappe professionali: capocronista a Roma, inviato di politica e cronaca, responsabile di supplementi, creatore delle pagine del lunedì (poi sostituite dallo sport), e in seguito le varie direzioni, contrassegnate da decine di convegni e di mostre fotografiche che mi piaceva ideare e organizzare».
«La storia del giornale – scriveva Pepe – è nel mio Dna giornalistico e non ho mai pensato di andare da qualche altra parte. Per cui conosco bene le nostre vicissitudini, compresi i periodi bui quando finimmo in mano a Berlusconi. Ma le superammo tutte, perché c’era uno che ci sapeva fare: si chiama Eugenio Scalfari, con il quale ho avuto rapporti amicali anche extra lavoro. Tutto questo prologo per far capire che conosco il mondo di Repubblica e chi ha “viaggiato” con me per decenni. E so quanta professionalità e dedizione siano state nel cuore di chi ha lavorato e lavora per la testata che ancora rappresenta un baluardo per la democrazia italiana».

Guglielmo Pepe con Francesco Totti

«Proprio per queste ragioni – aggiungeva Guglielmo Pepe – c’è una cosa che non capisco: perché vendere ad un editore straniero? La scelta fatta dal gruppo Gedi è per me sorprendente: possibile che non ci sia in Italia nessuno disposto a investire cifre non colossali (che non conosciamo), in un gruppo editoriale di alto livello professionale, arricchito da testate giornalistiche che “coprono” politica, esteri, cultura, sport, tempo libero, scienza…? È questa la domanda che pongo, perché riguarda la nostra forza democratica, che di certo non è in declino come dimostra la vittoria al referendum contro la magistratura. Perché devono sbarcare i greci nel nostro “porto” ben protetto da 50 anni? Vendere Repubblica è – per me – vendere l’anima, è vendere “Bella ciao” al miglior offerente. Una decisione miserrima, che mette a nudo anche le nostre fragilità democratiche. Ed è tutto molto triste».
Parenti, colleghi e amici daranno l’ultimo saluto a Guglielmo Pepe, giovedì 16 aprile alle 10.30, con una cerimonia al Tempietto Egizio del Cimitero Verano di Roma. Alla moglie Norma Rangeri e al figlio Federico il cordoglio del Direttore e della Redazione di Giornalisti Italia. (giornalistitalia.it)

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