Inviato speciale di Repubblica era la memoria storica delle guerre in Medio Oriente

Addio al giornalista Alberto Stabile

Alberto Stabile

PALERMO – È morto a Palermo, all’età di 78 anni, il giornalista Alberto Stabile. Nato a Trapani il 3 ottobre 1947, laureato in giurisprudenza, era giornalista iscritto all’Ordine del Lazio dal 12 gennaio 1975.

Alberto Stabile

Aveva mosso i primi passi nella professione negli anni Settanta, nel quotidiano “L’Ora” di Palermo. Approdato a la Repubblica è stato per tanti anni inviato speciale di politica estera, corrispondente da Israele, Russia e Medio Oriente Beirut. È stato anche editorialista per il settimanale L’Espresso.
Nel 2008 ha pubblicato il libro Palestina sul conflitto israelo-palestinese. Un’esperienza, quest’ultima, che gli aveva dato spunto per scrivere il libro “Il giardino e la cenere” (Sellerio, 240 pagine, 15 euro). È il resoconto personale del conflitto tra Israele e Palestina che Stabile ricostruisce attraverso la voce dei personaggi e dei giornalisti passati dall’American Colony Hotel. È stato lui stello a ricordarlo: «Per me, che sono stato cronista itinerante, mandato a Gerusalemme per lunghi periodi, l’Hotel American Colony è stato molto più che un luogo di prolungati soggiorni e d’incontri estemporanei. È stato una finestra spalancata su una realtà complicata che non conoscevo».

Alberto Stabile

Il libro si riferisce alla realtà della tremenda fase dello scontro tra israeliani e palestinesi, apertasi secondo l’autore con l’Intifada del 1988 e culminata il giorno in cui «tutti gli schemi, le analisi, le verità e le previsioni sono saltati», il 7 ottobre 2023.
Nella narrazione di Alberto Stabile vibra sempre una particolare sensibilità per i luoghi, il talento spesso malinconico di far parlare lo spazio, tra i giardini e le ceneri. Ed è dominata da una dolorosa lucidità: «Nel momento in cui la terra su cui ambivano vivere e progredire è diventata essa stessa un simbolo della fede e, proprio in quanto simbolo, indivisibile, l’equilibrio della convivenza è saltato, facendo spazio al conflitto. Il conflitto, dunque, è l’essenza non dichiarata di questo libro».
Alberto Stabile è stato anche operatore culturale ed ha organizzato eventi e spettacoli nell’isola di Favignana che ha amato moltissimo. (giornalistitalia.it)

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