Nipote del fumettista Guido, giornalista e scrittrice, si è spenta a Milano a 68 anni

Addio a Valentina Crepax, “quella ridanciana”

Valentina Crepax

MILANO – Si divertiva a fare “l’altra Valentina”, quella “grassa e ridanciana”, mentre l’icona disegnata dal celebre zio era oggetto di sogni erotici: Valentina Crepax, giornalista e scrittrice, figlia del discografico Franco e, appunto, nipote del fumettista Guido, è morta a Milano all’età di 68 anni.
Giornalista professionista, iscritta all’Ordine della Lombardia dal 23 marzo 1987, autrice di libri di estrosa scrittura, narratrice con la forza dirompente dell’ironia, si è spenta dopo una lunga malattia. Oltre un anno fa, il 13 marzo 2019, era morto, all’età di 69 anni, suo marito, il giornalista Gigi Zazzeri.
Nata a Milano il 15 luglio 1933, aveva cominciato a lavorare come giornalista di società e costume sui primi numeri de “la Repubblica” e ha proseguito “scrivendo di donne, cose e uomini in molti altri luoghi”, come diceva di sè. Ha catalogato bizzarri esemplari, specialmente maschili, in libri come “Gli uomini: istruzioni per l’uso” (Mondadori, 1986) e “Tipi metropolitani” (Mondadori, 1988), entrambi illustrati con le tavole tavole in bianco nero a piena pagina di Guido Crepax.
Lascia un libro postumo, che uscirà nel prossimo mese di settembre per i tipi di Bompiani con il titolo “Io e l’asino mio. Storie di Crepax raccontate da Valentina”.
«Nella felicità i Crepax – si legge nella prefazione del libro, di cui Valantina aveva rivisto le bozze – sono ridanciani, vivissimi, brillanti, creativi, inarrestabili. Che si tratti di rivoltare un cappotto vecchio, affrontare una crisi familiare, comporre musica, disegnare fumetti (e che fumetti), generazione dopo generazione mostrano i tratti di una creatività istintiva che li rende perfetti personaggi da romanzo».
Quelle raccontate Valentina Crepax sono storie di vita reale e quotidiana, una raccolta di vicende più o meno travagliate ma sempre attraversate dall’ironia, con sullo sfondo la Milano degli anni ‘50, dove risollevarsi è una sfida e immaginare il futuro un talento che i Crepax “spendono con amore e senza mai risparmiarsi”. (giornalistitalia.it)

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