Punto di riferimento per la sua terra, anima del Corriere Valsesiano, aveva 85 anni

Addio a Riccardo Minoli, l’editore della Valsesia

Riccardo Minoli premiato per la sua attività di editore dal Consiglio regionale del Piemonte

BORGOSESIA (Vercelli) – In venti giorni, un male aggressivo e inesorabile ha stroncato Riccardo Minoli, “Dino”, editore del Corriere Valsesiano e imprenditore di spicco nel contesto della provincia di Vercelli.
Era titolare di una tipografia a Borgosesia, membro della giunta dell’Unione Industriale Vercelli Valsesia (dopo esserne stato il presidente per parecchi anni) e consigliere della Fondazione della Cassa di Risparmio, a Vercelli.
Faceva parte del Rotary Club che aveva contribuito a fondare 41 anni fa. Da quattro giorni aveva compiuto 85 anni, quand’era già ricoverato in ospedale.
Riccardo Minoli ha rappresentato un punto di riferimento per l’intera Valsesia. Non esisteva iniziativa economica o culturale che non lo vedesse fra i protagonisti e i sostenitori. Dalle sue rotative sono usciti una quantità di libri che gli autori avevano dedicato all’arte, all’architettura e alle bellezze del territorio. Libri che, però, nessun editore avrebbe potuto mai pubblicare. Lui, a prescindere dall’interesse commerciale di ritorno, credeva che quelle pagine rappresentassero un valore e si accollava l’onere delle spese.
Non a caso, il Comitato per il carnevale di Borgosesia gli ha attribuito il Premio Zanni, il più prestigioso riconoscimento.
Nell’ambito delle sue attività, l’affetto maggiore l’ha riservato al Corriere Valsesiano, che aveva rilevato dalla famiglia Zanfa e che ha mantenuto per quarant’anni. Era l’editore, ma gradiva mischiarsi con la redazione alla quale dispensava giudizi e consigli. Gli piaceva scrivere e gli archivi conservano le sue note, qualche cronaca e una serie di editoriali sulle prospettive della Valsesia.
Proprio a quel settimanale di provincia ha dedicato le ultime attenzioni cedendo le quote alla società “Idea Editrice”.
Si rendeva conto di non essere più un ragazzino e temeva che un evento improvviso (come in effetti è accaduto) avrebbe privato il Corriere Valsesiano di una guida, aprendo la strada a un periodo di incertezza. Una nuova ed efficiente proprietà avrebbe scongiurato il pericolo. Però, non aveva voluto abbandonare la “sua” testata, rimanendo come direttore editoriale e continuando a frequentare la redazione con responsabilità direttive.
La sua scomparsa lascia un vuoto testimoniato da innumerevoli attestazioni d’affetto e di riconoscenza. Giovedì 4 ottobre, i funerali. (giornalistitalia.it)

 

 

 

 

 

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